15/04/2018 Daniele Coltrinari

Vuelta a Asturias, torna in Spagna la gara delle sorprese

ll Principato delle Asturie (in spagnolo: Principado de Asturias, in asturiano: Principáu d’Asturies) è una comunità autonoma situata nella Spagna settentrionale. Si estende per circa 10.000 chilometri quadrati e la sua popolazione, negli ultimi anni in calo, arriva circa a un milione di abitanti, i quali parlano sia spagnolo sia asturiano.

Oviedo è il capoluogo (Uviéu in asturiano), mentre Gijón (Xixón) è la città più abitata. La regione è situata nella costa settentrionale spagnola. Confinante ad ovest con la Galizia, a est con la Cantabria, a sud con Castiglia e León mentre a nord è bagnata dal Mar Cantabrico.

Per uno sport di fatica come il ciclismo, questa terra ha dalla sua la Cordigliera Cantabrica che raggiunge nelle Asturie, soprattutto in prossimità del confine con la Provincia di León, le altitudini più elevate e gli scenari più suggestivi e famosi dell’intera catena, come ad esempio i Picos de Europa, i Picchi d’Europa che arrivano fino a 2.648 metri di altezza.

 

Proprio in questa regione geograficamente adatta al ciclismo e terra delle due ruote a pedali, si svolge la Vuelta a Asturias (il Giro delle Asturie), corsa a tappe maschile su strada che si disputa ogni anno nel Principato delle Asturie e dal 2005 fa parte del calendario dell’UCI Europe Tour. La corsa è intitolata da qualche anno a Julio Alvarez “Mendo”, il presidente della federazione asturiana di ciclismo morto nel 2008, uomo popolarissimo per via del suo legame ultra cinquantennale con il ciclismo asturiano.

La Vuelta a Asturias vide la sua prima edizione nel 1925 come Pequeña Vuelta a Asturias, con la vittoria di Segundo Barruetabeña, seguirono altre tre edizioni a quella del 1925, poi una sospensione fino al 1947. Motivi economici prima e politici poi, dettati dalla guerra civile spagnola e dalla Seconda guerra mondiale.

La competizione tornò nel calendario professionistico dal 1947 al 1957, seppure con alcune interruzioni, e fu vinta per due volte da Alejandro Martín Bahamontes, meglio conosciuto Federico Bahamontes, il leggendario scalatore spagnolo soprannominato l’aquila di Toledo e vincitore di un Tour de France nel 1959.

La storia del giro asturiano è però ancora altalenante: dal 1957 al 1967 si svolse una prova omologa per dilettanti, non inclusa nell’albo d’oro ufficiale e soltanto a partire dal 1968, anno in cui venne riservata ai non professionisti (una limitazione utilizzata fino al 1970), la gara tornò di nuovo a svolgersi ogni anno.

I problemi non erano finiti: l’edizione del 1979, regolarmente disputata, non vide un vincitore, in quanto la classifica finale fu annullata in seguito alla positività all’antidoping dei primi tre classificati (nell’ordine: Alberto Fernández Blanco, Faustino Fernández Ovies e Ángel Arroyo). Negli anni successivi, ancora casi di doping e problemi finanziari. L’edizione del 2010 non fu assegnata a causa della positività all’efedrina del vincitore Constantino Zaballa, mentre nel 2014 la corsa non fu disputata a causa di problemi economici da parte degli organizzatori.

Da diversi anni la Vuelta a Asturias dura tre giorni, mentre tante edizioni passate erano composte da cinque o sei tappe. Quest’anno si svolgerà dal 27 al 29 aprile: la prima tappa prevede la partenza da Oviedo con arrivo a Pola de Lena, mentre il giorno successivo da Soto de Ribera si arriva al  traguardo situato ad Alto del Acebo. L’ultima tappa partirà invece da Cangas del Narcea e arriverà a Oviedo, riportando così il giro nel capoluogo asturiano per la premiazione e la festa finale.

Dovrebbe essere in gara anche Raúl Alarcón (il suo team, la W 52 – Porto, squadra portoghese, ci sarà anche quest’anno) il corridore spagnolo vincitore dello scorsa edizione (riuscì a stupire tutti, battendo anche il favoritissimo Nairo Quintana, il ciclista colombiano già vincitore di un Giro d’Italia e di una Vuelta a España). Quest’anno cercherà di replicare il successo del 2017 e di ripetere un’annata per lui straordinaria: oltre a vincere la Vuelta a Asturias, nel mese di agosto è riuscito ad affermarsi alla Volta a Portugal. Ma il bis di Alarcón è tutt’altro che scontato: la Vuelta a Asturias è per definizione una manifestazione sportiva ricca di sorprese.

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