13/04/2019 Clara Habte

#unomaggioliberoepensante- Una kermesse per tutelare la cittadinanza e la città

Uno maggio di Taranto oltre la denuncia:

Un soffio d’arte oltre il ‘mal’ respiro

Michele Riondino, Roy Paci e Diodato insieme al Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti hanno presentato, alla Casa del Cinema di Roma il programma di #unomaggioliberoepensante 2019, giunto alla sesta edizione.

 

Dopo il grande successo delle passate edizioni torna l’Uno Maggio di Taranto, manifestazione interamente autofinanziata, creata dal Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, un gruppo di operai e cittadini formatosi a seguito del sequestro degli impianti inquinanti dell’Ilva nel 2012.

Anche quest’anno la direzione artistica è affidata a Michele Riondino, Roy Paci e Diodato.

A condurre l’evento saranno Valentina Petrini, Valentina Correani e Andrea Rivera.

Numerosi sono gli artisti che hanno scelto di aderire all’iniziativa, come sempre, a titolo gratuito.

Come ogni anno, Artisti 7607 darà il suo contributo per sostenere le spese SIAE. Artisti 7607 è la società cooperativa che tutela il lavoro degli attori e svolge attività di collecting nella negoziazione, raccolta e distribuzione dei diritti connessi al diritto d’autore, restituendo a ogni interprete italiano la facoltà di scegliere una gestione diretta e trasparente dei diritti connessi.

 

C’è un gruppo di cittadini che mettono a disposizione le proprie competenze per sensibilizzare tutto il Bel Paese. Attori, ristoratori, musicisti, comici, madri, padri e figli su un palco che prima di tutto è un investimento umano.

Taranto è molto di più di accordi aziendali e finanziari: una polis in cui l’agora è viva. Sì, viva. Malgrado una gestione scellerata in cui le vittime sono stati e sono i cittadini. Non basta dire no, non basta voltarsi dall’altra parte, occuparcene solo quando arriva l’intervento della cronaca nera: occorre far prendere coscienza alla collettività su ciò che accade all’interno della fabbrica e nei limitrofi.

 

Grazie anche a questa iniziativa un cambiamento sta avvenendo nella cultura, nelle abitudini dei tarantini. Diodato ci ha raccontato che sino a qualche anno fa un giovane aveva sue prospettive: entrare in marina oppure all’allora stabilimento Ilva. Non si può morire di lavoro.

Tutelare il lavoro non consiste solo nel ricevere una busta paga: se manca la salute, se ci si ammala non solo non si lavora ma perdiamo tutti.

Se non ce ne fossimo accorti siamo una collettività in cui il fermento è attivo: si deve urlare per chi non ha voce, si deve cantare per non perdere la dignità.

Quando si fa una lotta per qualcosa in cui si crede non si perde mai. E questo forse è il messaggio netto e chiaro che arriva dai direttori artistici del Uno maggio tarantino.

I movimenti in lotta per la difesa del territorio di tutta Italia costituiscono ormai una solida rete e saranno insieme a Taranto, ancora una volta il giorno dell’Uno Maggio Libero e Pensante, per riaffermare insieme i diritti dei popoli e la determinazione comune a difenderli. In una rete di reciproca comprensione e solidarietà internazionale, parteciperanno alla giornata studiosi, rappresentanti di comunità indigene, attivisti dal Sud America al Nord Europa, in lotta per realizzare un nuovo possibile progetto di convivenza in contrapposizione alle attuali politiche energetiche ed economiche.

#unomaggioliberoepensante è il frutto di un processo politico ampio che il Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti porta avanti dal 2012 insieme alle comunità del territorio per chiedere la chiusura delle fonti inquinanti che hanno messo in ginocchio la città di Taranto.

Una battaglia civile che ha portato alla creazione di un laboratorio politico che non riguarda più solo i tarantini ma che coinvolge tutte e tutti, in un momento storico nel quale resta fondamentale lavorare insieme per affrontare una delle più grandi sfide del nostro tempo: l’annunciato disastro ecologico. Il caso Taranto è dunque un terreno di lotta alla strategia neoliberista che cerca di trarre profitto dai rischi ambientali anziché affrontare il problema alla radice.

Aprendo la conferenza stampa Riondino ha sottolineato il valore politico dell’Uno maggio di Taranto, «un’evento grazie al quale abbiamo la possibilità di parlare dei problemi di Taranto che a nostro avviso si risolvono con la chiusura delle fonti inquinanti e la riconversione del territorio in chiave culturale. Con la cultura si può vivere. Dall’uno maggio sono state generate una serie di iniziative tra cui Medimex che portano a Taranto eventi di caratura internazionale che creano un indotto non solo culturale ma anche economico molto importante». Non sono mancati riferimenti al Movimento 5 stelle. «In campagna elettorale volevano chiudere il mostro, ora quel mostro non fa più paura. Abbiamo atteso per mesi che Di Maio venisse a Taranto, verrà il prossimo 24 aprile, ma è evidente che comincia un’altra campagna elettorale». Comunque «noi non chiederemo un confronto, dovrà chiederlo lui a noi, ma noi sapremo come accoglierlo».

«Siamo stati truffati», la città di Taranto «ha subìto una truffa politica. Servirebbe scrivere un articolo nella costituzione che preveda il carcere per chi specula sulle speranze della popolazione, per chi si fa promotore di promesse che non può mantenere». Definire Michele Riondino furioso con il M5s è dire poco.

L’attore pugliese non si è mai nascosto, ci ha sempre messo la faccia, spiegando in tv, e non solo, di aver votato per il M5s. Allo stesso modo, però, ha anche ammesso di esserne rimasto deluso: «Ma la mia non è solo delusione, è rabbia totale, perché Taranto ha subìto una truffa politica».

Riondino è un fiume in piena e durante la conferenza di presentazione dell’evento ha ribadito: «Mi ha fatto arrabbiare che le persone elette, i parlamentari tarantini che fino a ieri erano con noi e gridavano come fosse innaturale avere un siderurgico vicino casa che sputa veleni, oggi dicano che la fabbrica non è più così pericolosa -ha spiegato- È qualcosa che mi fa molta rabbia. Io in tv ho detto che di quelle persone mi fidavo».

Riondino ha spiegato che il Comitato che organizza l’Uno Maggio, formato da operai e cittadini a seguito del sequestro dell’Ilva nel 2012, ha contribuito in maniera determinante al successo del Movimento nella città pugliese: «Il M5s ha preso molti voti a Taranto perché buona parte del Comitato si è esposto- ha detto ancora – Il M5s ha preso voti grazie al Comitato. Io anche l’ho votato, mi sono fidato».

Non solo: «Se avessi saputo del contratto di governo con la Lega, non l’avrei mai votati». Proprio il partito di Matteo Salvini, secondo l’attore pugliese, «ha un conflitto di interessi in questa vicenda, avendo investito 300mila euro in Arcelor Mittal -ha poi accusato-: “A Taranto ci si ammala e si muore, non è una questione risolta, neanche quella occupazionale».

Presenti alla conferenza stampa anche Gianni Raimondi del Comitato Cittadini e lavoratori liberi e pensanti e Andrea Rivera, storico presentatore e intrattenitore del concerto di Taranto.

Tra le novità della lineup dell’edizione 2019 ci sono Malika Ayane e Max Gazzè. Durante l’esibizione di Gazzè è previsto l’intervento di Elio (di Elio e le Storie tese, già protagonisti del Capodanno in piazza a Taranto). Il programma non è ancora definitivo. «Abbiamo avuto e continuiamo a ricevere moltissime richieste di partecipazione» ha spiegato Roy Paci, uno dei direttori artistici.

Anche se i primi della lineup 2019 erano stati già resi noti nei giorni scorsi sulla pagina Facebook ufficiale dell’1maggio Taranto. Si tratta di Andrea Laszlo De Simone e Sick Tamburo. Già riconfermata anche la presenza di Mama Marjas (insieme a don Ciccio), artista di grande carisma, ormai una veterana del concerto del Parco Archeologico delle Mura Greche.

Dalle ore 14.00 si alterneranno sul palco del Parco Archeologico delle Mura Greche: Max Gazzè, Elio, Malika Ayane, Colle der fomento, CorVeleno, Andrea Laszlo De Simone, The Winstons, Dimartino, Epo, Mama Marjas, Tre Allegri Ragazzi Morti, Istituto Italiano di Cumbia, Terraross, Bugo, Sick Tamburo, Bobo Rondelli, Maria Antonietta, The Bluebeaters. Non mancheranno, anche quest’anno, ospiti provenienti dalla società civile: in collegamento con Ilaria Cucchi, l’assessore del III Municipio di Roma, Christian Raimo e sul palco lo scrittore e vignettista Mauro Biani.

Anche quest’anno ampio spazio sarà dedicato alle band emergenti selezionate attraverso i contest “Destinazione Uno Maggio 2019”. Per l’area Sud sono stati già scelti: Francesco Tomacci & Gli Orchestrali della Kupa, Carena, Periodo Blu, Gerardo Tango e Lost Reality. Il prossimo contest è in programma il 22 aprile, Lunedì di Pasquetta, durante il Pasquetta Primavera Festival, allo Yatching Club di Taranto.

La novità di questa edizione è costituita da “UnoMaggioJazz”. Francesco Lomagistro, Salvatore Russo, Mirko Maria Matera e Alessandro Napolitano sono i musicisti tarantini che con i loro progetti faranno da tappeto e da collante in una serata evento, in programma il 23 aprile al teatro Orfeo (start 20.30), che vedrà salire sul palco del Teatro Orfeo di Taranto tanti altri musicisti ed amici. Grazie al contributo “gratuito” di tutti gli artisti UnoMaggioJazz sarà una serata in cui sarà possibile contribuire al finanziamento del concertone

dell’1 Maggio. Si accederà infatti al Teatro indossando le magliette 2019 del Concertone che sarà possibile procurarsi anche direttamente all’ingresso la sera stessa.

Hashtag per commentare il Primo Maggio a Taranto sono #unomaggioliberoepensante e #unomaggiotaranto.

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