07/06/2019 Clara Habte

Un ‘Salto’ nella stand up comedy e nelle tante iniziativa d’estate

Ecco la bella stagione e l’humor potrebbe essere molto meno black

In dvd da luglio con “Tutto molto sbagliato” uno spettacolo satirico, irriverente

Andrea Paone lo dice davvero

il Black Humor ha un nuovo volto

A due anni di distanza dal suo esordio nella Stand Up Comedy Italiana a giugno è in uscita “Tutto molto sbagliato” (YAGO production), il DVD che segna l’esordio ufficiale del comico ANDREA PAONE.
Lo spettacolo è il manifesto delle sue idee sulla società contemporanea e delle difficoltà che ha avuto per diventare la persona che è attualmente.
Il rapporto burrascoso con i suoi, la bulimia, la morte del nonno, vivere con sua nonna e la sua amata toscana. Paone fa leva esclusivamente sulle proprie forze e sulla propria buona volontà per ritagliarsi il proprio spazio. È un incitamento, uno stimolo, un incoraggiamento. È una festa, una satira irriverente e ricca di black humor.
Un viaggio negli Stati Uniti che gli ha fatto intraprendere una rotta diversa e che ha donato al pubblico italiano un comico da seguire. Siamo abituati, certamente alla comicità, con Paone si apre all’umorismo anglosassone: quello tagliente, irriverente che il sorriso amaro si trasforma in risata.

Ritrovarsi nella vita di qualcuno per riderci insieme: l’artista toscano ha quel qualcosa che da tempo si aspettava, abbiamo qualcuno di cui sparlare. La Toscana ci ha abituati bene quando si tratta di Arte, mancava l’irriverenza: tutto quello che ci teniamo dentro, ascoltarlo fa bene come una visita da uno bravo anzi da un team di bravi specialisti. E, poi, se si è ricchi come Paone ma non ci si può permettere lo psicologo passare del tempo con il comedian è una soluzione da non sottovalutare.

«Tutto Molto Sbagliato era qualcosa che avevo dentro -afferma l’artista a proposito dello spettacolo- avevo qualcosa da raccontare e siccome non volevo spendere i soldi dello psicologo, ho deciso di scrivere… perciò credo che, dovrei ringraziare le centinaia di persone che quest’anno mi sono venute a vedere, in pratica hanno pagato di farmi una visita!».

Quest’anno il giovane comedian toscano ha fatto registrare molti sold out, tra cui Firenze, Livorno, Roma e Vicenza. Uno dei comici più irriverenti e interessanti della nuova generazione comica italiana, con un carisma e uno stile unico e una propria tranquillità sul palco degna di chi pare nato per fare questo lavoro. Lo ritroveremo in autunno con “Vi aspetto fuori” e, sì è una minaccia da ridere. Benevola ci dice Paone, da vedere per crederci.
Non potevamo non incontrarlo.

“Tutto molto sbagliato”… cosa, esattamente?
«Eh, prima di tutto è il titolo di questo spettacolo che ho concluso da poco. “perché tutto molto sbagliato?” Perché parlo dei miei problemi e del mio punto di vista sul modo. Tra l’altro parlo -per esempio- parlo dei toscani e, quando parlo dei toscani trovo assurdo alcune cose che ci sono in Toscana e da li…tutto molto sbagliato. Tratto anche dei genocidi della storia: si rammenta sempre quello ebraico e mai quello degli indiani, lo come dico c’hanno rimesso davvero le “penne” ed anche quello è tutto molto sbagliato. Racconto anche della mia bulimia, insomma, di tutti problemi di cui parlo hanno dato il nome lo spettacolo. “Tutto molto sbagliato” devo confessare che non so mai come chiamare uno spettacolo oppure uno schetch e questo invece mi è esploso dentro: è arrivato così in una giornata estiva…tra l’altro non era stato usato ancora da nessuno e così è arrivato il titolo».

Il black humor è più toscano o statunitense?
«È certamente più americano ma direi più anglosassone. In Italia alcune cose non si possono dire o perlomeno se le dici ti guardano male. Devi essere un politico per dire, sicuramente. Se sei un politico certe battute le poi fa, diciamo così. In Italia il black humor è ancora all’inizio il black humor anche se ci pensiamo il cabaret che c’era prima ora c’è la stand up comedy; il cabaret s’è evoluto nella stand up comedy e sicuramente c’è una gran parte di black humor però il pubblico sta cambiando, ci sono generazioni che magari non sono abituate e quindi alle volte trovano un po’ pesante il black humor mentre le nuove generazioni lo apprezzano molto, quindi c’è passaggio generazionale che negli Stati Uniti è avvenuto negli anni Cinquanta con Lenny Bruce, pioniere della stand up comedy invece noi dal 2008 con Sateriasi ma in Italia abbiamo avuto Luttazzi che è stato il primo stand up comedian che però ha avuto quel problema con le battute -sorride- piccolissimo problema con le battute, insomma ne abbiamo, e poi per me il primo, la mia ispirazione è sicuramente Roberto Benigni un genio, che però lui non sapeva di fare stand up comedy ma diciamo che se fai una cosa e non sai di saperla fare non la fai».

Benigni ha una comicità tutta sua..
«assolutamente una comicità, un genio, poi s’è rovinato con l’età…»

Forse ha detto tutto ciò che aveva da dire?
«Concordo e le dico secondo me il problema più grande di Benigni è che non è ancora morto. Fosse morto giovane sicuramente lo avremmo idolatrato tutti, io lo idolatro anche ora…averla la verve di Benigni».

La grinta..
«La grinta, si la cazzimma come si dice»

Tornando a Lei, come è arrivato negli Stati Uniti, scelta condizionata dalla difficoltà in Italia di approcciare a questa Arte?
«In realtà è stata una pazzia: proprio una pazzia. Grazie a dei parenti che vivono negli Stati Uniti e che avevano visto alcuni miei video su Facebook mi hanno detto: «ma perché non vieni a farli qui?» mio cugino a dire il vero che gestisce alcuni locali, avevo venticinque anni e mi sono detto ‘se non lo fai a venticinque anni quando lo fai; così mi sono messo i soldi da parte e sono partito per questo viaggio della speranza che in realtà poi è stato un successo, anche se è un parolone, posso dire che certamente è stato gratificante e soprattutto m’ ha fatto crescere come comico. Ho conosciuto comici comici straordinari di un livello pazzesco che noi ci sogniamo, andavano a fare l’open mike come fossero sconosciuti, ho conosciuto il più ricco comico del momento: Jerry Senfield e tanti autori che lavorano con grandissimi comici statunitensi che vediamo su Netflix oppure su YouTube, persone facili da incontrare. Gli Stati Uniti sono la patria della stand up e penso che chiunque voglia fare questo mestiere se possibile debba andare negli States per vedere e avere la pazzia di calcare quei palchi».

Si può dire, quindi, dopo Mc Donalds, la Coca Cola dovremmo importare la stand up comedy?
«Secondo me è già arrivata. Con Sateriasi che sono comici come Giorgio Montanini -grazie al quale ho cominciato dopo aver visto un suo video, e che ho la fortuna d’averlo come amico-, dal 2008 hanno iniziato la rivoluzione culturale in Italia e adesso, infatti, su dieci persone sette sanno cos’è la stand up comedy».

Lei nasce come giornalista, molti il salto della ‘quaglia’ lo fanno nella politica invece nel suo caso sul palco
«Dico sempre che fare il passo da giornalista al comico il passo è brevissimo, nel senso che basta dire meno cazzate -sto scherzando- però…»

Direi che anche come politico..
«Si, si…ma il politico è ancora superiore: c’è anche chi da fare il comico passa a fare il politico. Il problema è alle volte i politici rubano lavoro ai comici. Detto questo e battute a parte: ho sempre sognato di fare il comico da quando ero piccolo, sono diventato giornalista per sbaglio e sto cercando di diventare comico perché vorrei che questo fosse il mio unico lavoro».

“Tutto molto sbagliato” è uno spettacolo basato sulle sue peculiarità e sui suoi dolori ma quali sono i difetti che l’hanno accompagnata.
«Il mio difetto d’essere ricco? -ride- e molti altri».

Ad ognuno il suo… Cosa ha ancora da dire?
«Già.. ho tantissime cose da dire ancora. Ci sono tante cose da dire su tutto, la bellezza della stand up comedy e forse la bellezza di ogni comico è proprio quella che ognuno parla di se stesso. Non parla della mamma ad esempio: nella comicità è la mamma di tutti invece nella stand up si parla della propria. Quando racconto di mia nonna -nessun altro ha mia nonna: una che ti da le caramelle invece dei soldi- insomma sul palco c’è la mia storia. Fatti e pensieri personali a nudo con ironia. Un comico arriva all’apice a quarant’anni, io ne ho ventisei: ne ho ancora da vivere e raccontare. Se facessi un lavoro che mi tenesse ad una scrivania otto ore al giorno avrei sicuramente difficoltà a scrivere invece, le confido, dallo scorso 19 agosto a Latina al 27 maggio ogni volta ho conosciuto persone nuove, ho auto esperienze di vita nuove e praticamente mi sono creato lo spettacolo del prossimo anno cioè che partirà da settembre è costruito su ciò che m’è accaduto in questo primo giro sui palchi italiani».

Se dovessimo fare un paragone tra il pubblico statunitense e quello del Bel Paese, chi ti capisce di più e chi si diverte di più?
«Sicuramente chi mi capisce di più sono gli statunitensi -scherzo- gli italiani se non altro per un discorso culturale. Mentre gli americani si divertono di più, sono proprio abituati a ridere.
La comicità si basa su due fattori: non è solo il comico ma anche il pubblico. Puoi essere il comico più divertente del mondo ma gli stai sui coglioni al pubblico, non ridono, eh! E puoi avere le battute più belle del mondo ma quella sera lì non ride nessuno… mentre gli americani sono proprio portati a ridere ad esempio io ho esordito negli Stati Uniti dicendo “I don’t speak english” e loro hanno riso: prova a farlo in italiano…»

Opinabile…
«Sì sì… poi quando dici delle cose cattive, il black humor non è visto proprio bene; poi dipende anche dal tipo di persona, dipende da chi ti viene a vedere però lì partono dall’idea che vogliono ridere e sono abituati anche a mangiare ridendo. In Italia se te fai lo stesso spettacolo dove mangiano: o mangiano o ridono, non sappiamo fare le due cose insieme, non siamo ancora pronti. Sono come le donne loro: multitasking».

Non siamo orfani di black humor, se pensiamo a molte pellicole in cui ci sono scene di black humor e sulla possibilità di chiunque di calcare un palco ma quanto secondo lei è distate il pubblico italiano.
«Penso ancora molto. Va educato, la stand up in televisione viene trasmessa alle 23 o più tardi mentre dall’altra parte dell’Oceano alle 21. Finché non entrerà completamente nella cultura di tutti i giorni dovremo crescere. Siamo ancora abituati alle barzellette dei Carabinieri però sta crescendo. Vedo il pubblico giovane vengono a vedere stand up e noto anche le persone più adulte che cominciano ad apprezzare. Inoltre ci sono tantissimi comici bravissimi e penso che nei prossimi dieci anni ci sarà un cambiamento epocale».

Quanto è difficile essere cattivi con se stessi oppure è una modo per coccolarsi?
«Credo che prima di tutto ci si deve umanizzare. Quando sei sul palco sei considerato praticamente ‘dio’ nel senso: te c’hai la parola, hai il verbo in mano; quindi prima di tutto devi umanizzarti, se ti umanizzi poi puoi scherzare con tutti perché te sei il primo a prenderti in giro. È importantissimo prendersi in giro, si parte dai propri difetti: ricordo il primo pezzo che ho scrissi e parlava dei miei innumerevoli difetti che sono ad esempio alto, moro, con gli occhi verdi, ricco -ride- quindi tutti problemi che comunque ti fanno dire: “cavolo, questo lo sa di esserlo!”. A parte tutto la parola chiave credo sia umanizzarti perché così si crea empatia con chi ti ascolta.

Quanto si è dovuto coccolare?
«Tantissimo anche perché sono permaloso. Ogni volta che mi guardavo dicevo ‘questa non la posso dì che ci rimango male io’. Lo so che i comici non dovrebbero ma io sono permalosissimo, se uno mi dice “il tuo spettacolo non m’è piaciuto” ecco non lo invito più -ridiamo, sto scherzando- tornando seri: mi sono coccolato tanto ed ho chiesto ai miei amici perché l’autocritica è importante però avere anche un’idea di quello che pensano gli altri verso di te è importante, perché t’aiuta molto di più a trovare i difetti. Poi, diciamo che prima di fare questo lavoro non è che fossi autocritico. All’inizio è stato difficile anche per problemi fisici che ho avuto».

Quindi si può sdrammatizzare con una risata?
«Sempre. Si deve sempre, anche sulla morte. Ad esempio qualche giorno fa mia madre m’ha detto che il mio cane non sta bene, il medico ritiene pericoloso l’intervento, sta sempre sdraiato ed io le ho detto: almeno s’abitua».

Nooo..
«Come diceva, credo, Walter Chiari: “Non è la morte ma sonno arretrato”. La freddura ci sta, basta umanizzarla e si può scherzare su tutto».

Cosa la emoziona?
«L’emozione vera è alla prima risata del pubblico».

Andrea Paone, classe 1993, è il toscanaccio che ci auguriamo non fugga negli States, non tanto per il cervello -si scherza- per la sfrontatezza che ha nell’affrontare se stesso in un’analisi puntale del mondo e dell’umanità.

 

Arriva l’estate: appuntamento a la Casa del Jazz e i Concerti nel parco dal 24 giugno al 1 agosto
Summertime 2019: oltre 30 concerti
E spettacoli per vivere la città

Jazz, blues, soul, tango, swing, funky, acid jazz, musiche del Mediterraneo. È un’estate poliedrica e ricca di grandi nomi quella in arrivo alla Casa del Jazz con la manifestazione Summertime 2019 prodotta dalla Fondazione Musica per Roma. Dal 24 giugno al 1 agosto si susseguiranno a Villa Osio oltre 30 concerti alcuni dei quali all’interno della XXIX edizione del Festival I Concerti nel Parco Estate 2019, manifestazione che fa parte dell’Estate Romana 2019 promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita Culturale e realizzata in collaborazione con SIAE e sostenuta dal MIBAC, Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale dello Spettacolo dal Vivo e dalla Regione Lazio, Direzione Regionale Cultura e Politiche Giovanili, con nomi di grande calibro e prestigio della scena musicale italiana e internazionale e spettacoli originali in prima assoluta.

IL PROGRAMMA
Si parte il 24 giugno a ritmo di tango con il Quinteto Astor Piazzolla, formazione di virtuosi con la direzione di Laura Escalada Piazzolla creata per proteggere e diffondere l’enorme lascito del musicista argentino, e si prosegue con un artista paragonato a mostri sacri come Jimi Hendrix ed Eric Clapton e definito da Barack Obama “il futuro della musica”, Gary Clark JR (25 giugno). Il 26 giugno prima serata con la Roma Sinfonietta che eseguirà Trouble in Tahiti, opera nata nel 2018 in occasione del centenario della nascita di Leonard Bernstein. La seconda serata del 4 luglio sarà invece dedicata tutta al genio compositivo di George Gershwin. Il 29 giugno il poliedrico vocalist jazz Gegè Telesforo presenta il suo spettacolo patrocinato dall’Unicef Soundz for children mentre il 2 luglio arriva una stella luminosa del jazz contemporaneo, la giovane trombettista spagnola Andrea Motis. Ritorna alla Casa del Jazz la NTJO New Talents Jazz Orchestra, l’orchestra formata da giovani talenti del jazz italiano diretta da Mario Corvini che interpreterà per l’occasione speciale le composizioni e la musica di Enrico Pieranunzi, un progetto che diventerà anche un disco della Parco della Musica Records (6 luglio). Sempre un’orchestra ma itinerante è quella che salirà sul palco il 7 luglio, la Funk Off, una vera e propria marching band con alle spalle 20 anni di attività e più di 900 concerti, seguita da una delle band più creative ed energiche di sempre con il suo inconfondibile mix di groove, soul e funk, gli Incognito (8 luglio). Un atteso ritorno è quello di uno dei più grandi chitarristi contemporanei e sperimentatore di nuovi percorsi musicali Bill Frisell in trio coi fidati Tony Scherr al basso e contrabbasso e Kenny Wollesen alla batteria (10 luglio).
E ancora il programma prosegue con Steve Gadd Band (15 luglio), uno dei più influenti batteristi dell’intera storia della musica contemporanea che ha lavorato con Aretha Franklin, Carly Simon, Frank Sinatra, Rickie Lee Jones e con il duo formato dal pianista belga Eric Legnini e da uno dei più talentuosi e noti interpreti della New Jazz Generation italiana Raffaele Casarano (17 luglio). Il 19 luglio è una data molto importante perché la Casa del Jazz ospita Charles Lloyd, uno dei più grandi sassofonisti viventi, un’autentica leggenda, noto per aver lanciato le carriere di molteplici pianisti, tra cui Keith Jarrett e Michel Petrucciani. Kindred spirits è la sua nuovissima formazione che unisce i talenti chitarristici di Julian Lage e Marvin Sewell alla sua fedele e solida ritmica composta da Reuben Rogers ed Eric Harland. Sempre parlando di leggende arriva il trio Peter
Erskine -Eddie Gomez- Dado Moroni formato da una sezione di mostri sacri del jazz e da uno dei pianisti da molto tempo sulle scene internazionali a rappresentare il jazz italiano al suo massimo livello (21 luglio). Il 23 luglio sarà la volta del concerto interattivo e coinvolgente di Max Weinberg, batterista della E Street Band di Bruce Springsteen, che porta in giro i grandi classici del rock’n’roll, reinterpretati in maniera originale. E ancora tanti i protagonisti del jazz italiano e della musica d’autore in programma: il 25 luglio la tromba di Paolo Fresu e il bandoneon di Daniele di Bonaventura incontreranno il violoncellista carioca Jacques Morelenbaum per gettare un ponte tra mediterraneo e Brasile, il 26 luglio Sergio Cammariere presenterà al pubblico il suo ultimo disco “La fine di tutti i guai” pubblicato dalla Parco della Musica Records, il 29 luglio Antonello Salis e Simone Zanchini, virtuosi della fisarmonica e improvvisatori totali, si incontrano per sperimentare una musica senza confini e subito dopo festa per i 25 anni di uno dei gruppi più noti per aver reinterpretato il tango argentino in chiave jazz: Javier Girotto & Aires Tango “25 años” (30 luglio). Il 31 luglio ultimo appuntamento con il jazz che vede esibirsi un duo di musicisti fuori dal comune: Fabrizio Bosso alla tromba e Julian Mazzariello al pianoforte che presentano il nuovo disco Tandem Live.

I CONCERTI NEL PARCO: SIGNORA LIBERTÀ, SIGNORINA FANTASIA
Si ritrova in un piccolo inciso di una strofa di una canzone di De Andrè “Se ti tagliassero a pezzetti” – il filo rosso della ventinovesima edizione de I Concerti nel Parco. “E adesso aspetterò domani per avere nostalgia, signora libertà signorina fantasia così preziosa come il vino, così gratis come la tristezza con la tua nuvola di dubbi e di bellezza”. «Questo inciso -afferma Teresa Azzaro, direttore artistico della manifestazione – riassume in profondità la filosofia del festival ovvero la libertà di muoversi in territori diversi, a volte distanti fra loro, nel segno della fantasia, della curiosità, della ricerca di sempre nuovi stimoli».
Si inaugura il 5 luglio con una produzione del festival in prima assoluta su Il Piccolo Principe di Antoine de Saint Exupèry in una libera interpretazione di Filippo Timi e Lucia Mascino che ne curano anche la mise en éspace, accompagnati musicalmente da I Cameristi del Maggio Musicale Fiorentino. Il 9 luglio spazio alla stand up comedy all’italiana di Edoardo Ferrario che presenta in prima assoluta il nuovo spettacolo “Summer Comedy Show”. L’11 luglio sarà protagonista la grande voce di Sarah Jane Morris che presenta “A sweet little mistery”, un tributo all’anticonformista genio musicale di John Martyn e il 12 luglio sarà dedicato alla musica popolare del Centro – Sud Italia con “Tarantarìa”, un concerto-spettacolo di tarante e tarantelle in prima assoluta con la Compagnia Sciarabballo e l’Ensemble Transumanze Popolari. “Incontro in musica tra Faber e Gaber” è invece lo spettacolo originale ideato e presentato per la prima volta a Roma da Neri Marcorè in veste di attore e cantante e accompagnato da tre voci e chitarre, per rendere omaggio alla musica di autore di Giorgio Gaber e Fabrizio De Andrè. Ancora ritmi di tango a Summertime 2019 con l’erede per eccellenza del nuevo tango di Astor Piazzolla, il fisarmonicista Richard Galliano, per questa data estiva insieme al flautista Massimo Mercelli e al quintetto de I Solisti Aquilani (16 luglio). Puro desiderio è il titolo del nuovo album che Teresa de Sio presenterà il 20 luglio per la prima volta a Roma mentre Piano vs Groove è l’incontro in prima assoluta tra un esploratore del pianoforte come Cesare Picco e il dj, cantante e speaker Alessio Bertallot (22 luglio). In “Glamour and Rage of America”, presentato per la prima volta a Roma, la cantante Ute Lemper si muove tra l’intrattenimento puro e l’espressione della protesta e disprezzo nell’America di ieri e di oggi attraverso canzoni di Hollywood e di Broadway e le canzoni di Tom Waits e Bob Dylan (24 luglio) mentre Aguas è il nuovo album che presenterà il pianista Omar Sosa con la violinista e cantante Yilian Cañizares, un album che riflette le prospettive di due generazioni di artisti cubani che vivono fuori dalla loro Madre Patria e interpretano le loro radici e tradizioni in un modo unico e raffinato (27 luglio). A chiudere questa edizione di Summertime 2019 e insieme il festival I Concerti nel Parco, Estate 2019 sarà l’Orchestra di Piazza Vittorio diretta da Mario Tronco che presenta in prima nazionale il nuovo spettacolo “OPV all’Opera” in cui proporrà arie d’opera elaborate e reinterpretate in chiave originale, dal Flauto Magico al Don Giovanni di Mozart, dalla Carmen di Bizet a brani celebri di Giuseppe Verdi e Kurt Weill (1 agosto).

Dal 7 giugno al 22 settembre 2019 presso Palazzo dei Congressi la sesta edizione
Le Terrazze per un’estate ricca di teatro
musica, entertainment e spazio eventi

Torna il 7 giugno il divertimento targato Le Terrazze giunto alla sua sesta edizione, che proseguirà ogni venerdì e sabato per tutta l’estate fino al 22 settembre, con grandi nomi della comicità e dell’intrattenimento musicale che si esibiranno sulle due grandi terrazze che dominano il quartiere EUR.
Terrazza delle Arti e Terrazza Novecento, due anime distinte racchiuse in un unico corpo, il Palazzo dei Congressi (Piazza J.F. Kennedy 1), dove sin dalle prime ore della sera si assisterà a spettacoli teatrali e musicali sulla Terrazza delle Arti (a partire dal 5 luglio), mentre in seconda serata sulla Terrazza Novecento, prenderanno vita i party con i maggiori esponenti delle console italiane e internazionali.

Tra gli appuntamenti di spettacolo troveremo, tra gli altri, Massimo Bagnato e Carmine Faraco, Cinzia Leone, Pablo & Pedro, Dado, mentre per quelli della notte spiccano nomi come Albertino, Fargetta, Cristian Marchi, Molella, Tommy Vee, oppure party tra cui il Samsara On Tour, o quello a cura di Dimensione Suono Roma, radio ufficiale della manifestazione al Palazzo dei Congressi. Tutte le serate saranno seguite dall’emittente che per il terzo anno consecutivo è media partner della kermesse.
«Dimensione Suono Roma e Le Terrazze condividono un valore fondamentale: la passione per l’entertainment e per l’eccellenza. A rendere sinergica la partnership, c’è l’impegno comune per valorizzare il territorio e le opportunità che esso può offrire», dichiara Alberto Di Stefano, Station Manager di Dimensione Suono Roma.

TERRAZZA DELLE ARTI
Programma a cura del direttore artistico Achille Mellini.
Le Terrazze Teatro Festival è la rassegna all’insegna della comicità curata da Achille Mellini e giunta alla sua quarta edizione. Partirà il 5 luglio e proseguirà fino al 3 agosto. Ogni venerdì e sabato aperitivo dalle 19.00 e inizio spettacoli ore 21.30. Si esibiranno per la rassegna Le Terrazze Teatro Festival, artisti tra cui i comici di S.C.Q.R. (5 Luglio), Dado (6 Luglio), Pablo & Pedro (12-13 Luglio), CentoUno (19 Luglio), Enzo Salvi (20 Luglio), Antonello Costa (2 Agosto), Bagnato e Faraco (3 Agosto), Cinzia Leone (4 Agosto). Nelle passate edizioni hanno raccolto applausi nomi della comicità come Enrico Montesano, Paola Minaccioni, Pino Insegno e Roberto Ciufoli, Rodolfo Laganà, Maurizio Mattioli, Francesca Reggiani e altri ancora. Oltre ai professionisti della risata, torna la seconda edizione del Premio Persefone Comicus, presieduto da Maurizio Costanzo e diretto da Francesco Bellomo.

TERRAZZA NOVECENTO
Programma a cura del direttore artistico Gianluca Neon.
Per un giovedì al mese cena-spettacolo, con possibilità di cenare mentre sul palco si svolgeranno gli spettacoli musicali selezionati dalla direzione artistica. Ogni venerdì e sabato dalle 23.30 alle 03.00, riflettori accesi sulla notte con i beniamini delle console dance anni’90 il venerdì e, le sonorità house ogni sabato sera. Tutti i venerdì Happy Hours dalle 21.30. A guidare l’imponente macchina dell’entertainment per la seconda parte della serata, saranno i djs selezionati dal direttore artistico Gianluca Neon. Il palinsesto musicale parte dalla salda base dei tanti djs resident noti al pubblico delle notti romane, tra cui Massimiliano Rezzonico, Marco Gioia, Faber Cucchetti, Double Fab, Massimo Marino, Marco Casale, Luigi Tassi, Matteo Passerini, che mixeranno grandi successi accompagnati dalle voci di Lele Sarallo e Lory Voice. Due gli appuntamenti che impreziosiscono le notti d’estate, quello del venerdì con Forever Young (il party nel segno delle sonorità anni’90) e quello del sabato, in cui saliranno in console i più grandi esponenti della musica house.

IL PROGRAMMA DELLE NOTTI SULLA TERRAZZA NOVECENTO
Tanti gli ospiti che si alterneranno nei weekend dell’estate. Si parte da Dj Kubik il 7 giugno con il colorato set del dj che suona mascherato da Cubo di Rubik. Si passa poi ad Albertino venerdì 14 giugno, notte in cui sarà accolto sul dancefloor un vero maestro della dance music. Il 21 giugno è la volta di Fargetta, leggendario esponente del Deejay Time, a cui seguirà sabato 22 giugno l’arrivo del party Samsara On Tour, con tutto il meglio dell’intrattenimento salentino che sbarca a Roma. Il mese di luglio comincia con le inconfondibili vibrazioni di Cristian Marchi, mentre il 26 luglio arriva il virtuoso della console Giorgio Prezioso. Il 6 settembre ai piatti c’è Maurizio Molella che sarà poi seguito da Tommy Vee, nella serata di chiusura di sabato 22 settembre. Ogni venerdì apriranno le danze i resident Matteo Passerini, Massimiliano Rezzonico e Massimo Marino, mentre tutti i sabati ritorneranno i padroni di casa Marco Gioia, Faber Cucchetti, Double Fab, Marco Casale e Luigi Tassi, le cui selezioni saranno impreziosite dalle voci di Lele Sarallo e Lory Voice e dall’animazione a cura di Vanguard Agency. Grande attesa anche per i party in collaborazione con Dimensione Suono Roma, che avranno luogo il 29 giugno, il 27 luglio ed il 31 agosto.

Tremila metri quadri, quattro punti bar, un’area teatrale da 1200 posti. Corrispondente alla terrazza dedicata al teatro, nelle ore notturne vivrà l’ampio dancefloor, seconda terrazza dove saranno impegnati oltre sessanta operatori per ogni evento. Una realtà che gode di ottima salute e che pone le sue radici nella cultura del clubbing e nei maxi eventi organizzati da Spazio Novecento, l’habitat per eccellenza dei maggiori eventi che si svolgono a Roma. Insieme all’esperienza di Spazio Novecento si ritrova anche la musicalità del Room 26, luogo principe della nightlife romana, con i suoi ventisei amplificatori d’ultima generazione che danno il nome al club. La versatilità e la grande dotazione tecnica di Spazio e Room, si adattano facilmente ad ogni esigenza logistica e rendono possibile qualsivoglia allestimento. La medesima qualità degli appuntamenti invernali, trova continuità nella manifestazione estiva al Palazzo dei Congressi, le cui Terrazze sono ormai il simbolo estivo del divertimento. Un luogo in cui ogni tipo di iniziativa trova la giusta dimensione, ideale anche per eventi corporate a cui spesso si presta.

Modalità d’ingresso
LE TERRAZZE – TERRAZZA NOVECENTO / Palazzo dei Congressi – Sesta Edizione
Dal 7 Giugno al 22 Settembre 2019. Aperto VENERDì dalle 21.30 alle 03.00 con Aperitivo – SABATO dalle h.23.30 alle 03.00
Prezzi: 10€ Donna, 15€ Uomo (in Lista) | 15€ Donna, 20€ Uomo (Fuori Lista)
Roma EUR – Piazza J.F. Kennedy, 1 – Infoline +39 333 4289202 – www.leterrazze.net

LE TERRAZZE TEATRO FESTIVAL – TERRAZZA DELLE ARTI / Palazzo dei Congressi – Quarta Edizione
Dal 5 Luglio al 3 Agosto 2019. Aperto VENERDì e SABATO dalle h.19.00 – Spettacoli ore 21.30
PREZZI: Primo Sett. 23.00€ / Secondo Sett. 17.00€ / Terzo Sett. 12.00€
Per PABLO & PEDRO: Primo Sett. 25.00€ / Secondo Sett. 20.00€ / Terzo Sett. 15.00€.

 

Il 15 giugno in 25 città, da Alessandria a Catania passando per Roma, si siedono insieme oltre 1300 persone
Nessuno è escluso: aggiungi un posto
alla “Tavolata italiana senza muri”

Saranno oltre 5000 persone, 1000 volontari, 37 Associazioni nazionali ed internazionali, 25 città e località italiane, da Alessandria a Catania passando per Via della Conciliazione a Roma, una stessa giornata sabato 15 giugno alle 12,00 tutti insieme seduti alla Tavolata italiana senza muri. Un’iniziativa promossa da FOCSIV – Volontari nel mondo in collaborazione con il Municipio I Centro Storico d’intesa con MASCI – Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani con il Patrocinio di ANCI e dell’UNCEM – Unione nazionale comuni comunità enti montani, con il contributo del Progetto Volti delle Migrazioni cofinanziato dall’Unione Europea e come media partner Avvenire.

A Roma la Tavolata sarà imbandita in Via della Conciliazione, tra Via Traspontina e Via Rusticucci come lo scorso 20 ottobre, un lungo tavolo di 270 metri per ospitare 1300 persone, abitanti e non nella città Eterna. L’iniziativa romana è stata resa possibile anche grazie al sostegno della John Cabot University, dal lavoro delle architette Anna Bettino e Stella Sciarrone, della Denny Kaye, Coldiretti Lazio, ACLI Roma, Roma Scout Center.

Tutti insieme per consumare un pasto frugale, offerto dalle organizzazioni, condividendo un pensiero comune: che la città come il resto di Italia condivide, integra, include, mescola culture, tradizioni, lingue, storie e cibi nessuno escluso. 300 i volontari di tante associazioni nazionali e locali che garantiranno la buona riuscita dell’evento e tanti gruppi di artisti di strada italiani e stranieri per sottolineare la multiculturalità della Tavolata.
L’iniziativa romana si inserisce nelle attività di accoglienza promosse dal Municipio I Centro ad iniziare da quella promossa lo scorso autunno Accogliamoli a casa nostra.

«Sono estremamente orgogliosa che il nostro Municipio ospiti anche quest’anno la Tavolata senza muri si è trasformata, grazie ai promotori di FOCSIV e l’intesa raggiunta con il Municipio che amministro e MASCI – Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani, in evento nazionale. Mi piace pensare che la prima edizione dell’anno scorso sia stata un seme che sta cominciando a dare i primi frutti. Frutti che ci parlano di solidarietà, accoglienza, convivenza pacifica e arricchente per un’intera comunità. Abbiamo sempre più bisogno di far vivere, e soprattutto incontrare, un’Italia diversa da quella rancorosa e respingente che viene raccontata. Non è così. Migliaia sono le esperienze di accoglienza diffusa, di costruzione di reti solidaristiche e di difesa del bene comune. Il 15 giugno una piccola parte di questi mondi si daranno appuntamento in Via della Conciliazione. Un patrimonio di relazioni con il mondo dell’associazionismo a vocazione sociale il cui rafforzamento è stato fin dall’inizio uno dei nostri obiettivi, e che ci ha permesso in questi anni di realizzare moltissime iniziative a sfondo sociale a sostegno delle famiglie, degli anziani e a favore della multiculturalità, di cui vado particolarmente orgogliosa. Per realizzare la nostra idea di Municipio e di città, in cui vogliamo che nessuno resti escluso» ha sottolineato Sabrina Alfonsi, Presidente Municipio I Centro.

La Tavolata italiana senza muri si svolge nella stessa giornata in 25 città e località italiane, con le stesse modalità organizzative, con l’ausilio dei volontari, molti del MASCI e dell’AGESCI, ed un obiettivo comune: quello di sensibilizzare l’opinione pubblica che non tutti i cittadini sono dalla parte dell’esclusione, ma anzi molti sono a favore del dialogo e della solidarietà con chi ha di meno e con chi cerca lontano dalla sua patria una possibilità di vita migliore. Tutti, insieme intorno ad un tavolo, in un luogo simbolo, con un gesto altamente simbolico: la condivisione del medesimo cibo.

«La Tavolata italiana senza muri nasce all’indomani di quella organizzata lo scorso 20 ottobre a Roma in Via della Conciliazione. Nasce dal bisogno di ritornare a ritrovarsi insieme intorno ad un tavolo per parlarci e per conoscerci l’uno l’altro. Nasce dalla nostra esperienza come FOCISV a fianco ai tanti poveri e vulnerabili che quotidianamente incontriamo nelle molte periferie del mondo. Nasce dalla necessità di ricordarci che il nostro Paese è terra di migrazione. Consapevoli che in ogni angolo del Pianeta vi abitano i figli dei migranti partiti dalle nostre regioni con poche cose e tanta speranza di avere l’opportunità di potersi costruire un futuro dignitoso e possibile. Noi oggi in memoria di questi uomini e donne apriamo i nostri porti, le nostre città dando rifugio a chi scappa dalla povertà, dalla fame, dai cambiamenti climatici, dalle guerre civili, dai conflitti e dalla paura di non poter garantire ai propri figli un domani sostenibile -ha messo in evidenza Gianfranco Cattai, Presidente FOCSIV- A pochi giorni dalla Giornata Internazionale del Rifugiato, che si ricorda il 20 giugno, da Roma ed in tante parti di Italia rilanciamo un appello alla fratellanza, alla condivisione, all’accoglienza verso tutti nessuno escluso».

«La Tavolata vuole essere un momento di convivialità e di condivisione di un pensiero comune: un’Italia accogliente, capace di pacifica convivenza e l’essere a tavola insieme per condividere un pasto, nei luoghi significativi della nostra bella nazione, per “scoprire nel volto dell’altro il nostro”, ci sembrava una delle più belle forme di comunicazione e di testimonianza, che si potevano dare sui temi dell’accoglienza. -dichiara Sonia Mondin, Presidente MASCI- Tuttavia, se la Tavolata è un segno, per lo scoutismo l’Azione è il Servizio, che noi rivolgiamo alla cura, alla gestione, di ogni bene che ci è comune, con l’impegno e la preoccupazione che ogni uomo sia trattato con equità, giustizia e soccorso nel bisogno: è anche questo il nostro modo di fare politica. Recuperando poi i valori di una fraternità internazionale, colonna portante dell’intera proposta scout, da diversi anni il MASCI sta lavorando sui temi dell’inclusione e dell’accoglienza, anche assieme alle altre realtà scout europee e con FOCSIV. L’impegno ora è quello di un Appello che porteremo tutti assieme al Parlamento Europeo di BRUXELLES, per chiedere di modificare la legislazione vigente in tema di migrazioni, perché è molto più quello che ci unisce, rispetto a ciò che in tanti vogliono farci credere ci divida».

La Tavolata italiana senza muri è promossa in Italia da 37 associazioni, Federazioni e ONG nazionali ed internazionali – ACI Azione Cattolica Italiana, ACLI Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani, ActionAid, AGESCI Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani, AOI Cooperazione e Solidarietà internazionale, Articolo 21, ASCS Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo, Cara Italia, Caritas Italiana, Ce.I.S. Onlus – Centro Italiano di Solidarietà don Mario Picchi, Centro Astalli, CeSPI, CIF Centro Italiano Femminile, CINI Coordinamento Italiano NGO Internazionali, Comunità di Sant’Egidio, COREIS Comunità Religiosa Islamica, Emergency, ENGIM Ente Nazionale Giuseppini di Murialdo, FCEI Federazione Chiese Evangeliche in Italia, Festival Ottobre Africano, Fondazione Migrantes, De La Salle Solidarietà Internazionale ONLUS – Fratelli delle scuole cristiane, Forum Terzo Settore, FUCI Federazione Universitaria Cattolica Italiana, Itercultura INTERSOS, Iscos-Cisl, Legambiente, Libera, Movimento Rinascita Cristiana, Refugees Welcome Italia, Salesiani per il sociale, Slow food, Stranieri in Italia, UCOII Unione delle Comunità Islamiche d’Italia, UISG Migranti, WWF Italia. www.tavolataitalianasenzamuri.it #Tavolatasenzamuri

 

Una performance multimediale con gli Icebreaker, musiche di Brian Eno, Roger Eno e Daniel Lanois
Con Apollo Soundtrack Matera2019
celebra i 50 anni dell’uomo sulla Luna

Musica a gravità zero, post moderna, con note elettroniche e d’ambiente, sarà al centro della performance multimediale Apollo Soundtrack, per celebrare a Matera, Capitale Europea della Cultura 2019, il cinquantesimo anniversario dello sbarco sulla Luna, con la missione Apollo 11. L’iniziativa nasce da un progetto della Fondazione Matera Basilicata 2019, sostenuta da Leonardo, azienda leader a livello mondiale nel settore dell’Alta Tecnologia, protagonista con le proprie tecnologie di alcune delle più importanti missioni spaziali degli ultimi anni e presente a Matera nel Centro Spaziale.

Con musiche composte da Brian Eno (http://www.icebreaker.org.uk/composers/brian-eno/), Roger Eno e Daniel Lanois, eseguite dagli Icebreaker (http://www.icebreaker.org.uk/about/), band britannica di 12 musicisti, Apollo Soundtrack sarà per la prima volta eseguita fuori dal Regno Unito. La performance dedicata alla missione lunare, rappresentata nello scenario di Cava del Sole a Matera il prossimo 18 luglio, con Roger Eno, B.J Cole e la violoncellista islandese, Gyda Valtysdottir, è stata presentata in una conferenza stampa questa mattina a Roma presso la Casa del Jazz.

«L’idea originaria alla base di Apollo Soundrack -ha raccontato James Poke, musicista e direttore degli Icebreaker (http://www.icebreaker.org.uk/members/james-poke/)- è nata negli anni Ottanta, quando Brian Eno aveva immaginato di dedicare allo sbarco sulla luna un vero e proprio documentario. Successivamente il concept è stato trasformato, decidendo di creare una performance dal vivo. La musica, già raccolta nell’album Apollo da Brian e Roger Eno insieme con Daniel Lanois, è stata poi riarrangiata dal musicista sud coreano Woojun Lee, dando vita a due diverse performance, cui ha preso parte, come special guest, uno dei più grandi musicisti al mondo di pedal steel guitar, BJ Cole. Nel 2019, con l’anniversario del primo sbarco sulla luna, è per noi un piacere immenso essere stati chiamati a Matera per dare il nostro contributo alle varie manifestazioni della Capitale Europea della Cultura, con due performance speciali che avranno la loro ambientazione in un luogo la cui bellezza e unicità mozzano il fiato. Il lavoro viene presentato in una versione nuova, perché abbiamo il grande piacere e privilegio di avere tra i performer proprio uno dei compositori originali dell’opera, ovvero Roger Eno, che si esibirà in questa performance per la prima volta».

«Per me -ha sottolineato il musicista BJ Cole (http://www.bjcole.co.uk/)- è un grande onore avere ricevuto la proposta di partecipare alla prima performance di Apollo insieme agli Icebreaker come special guest in questa che è sicuramente una prima europea. Il motivo per cui lo strumento di cui sono specialista, ovvero la pedal steel guitar, è stato incorporato in questo pezzo, è quello di cercare di contribuire a preparare la scena. È infatti un riferimento aperto e dichiarato al retroterra culturale degli astronauti, molti dei quali venivano dal Texas o erano stati formati al centro della Nasa. Quello che ho cercato di fare è stato liberare questo strumento dalla musica americana, dal modo americano di suonarlo, nel senso espanderne le possibilità. Quando ho ascoltato Daniel Lanois, cui era assegnata la parte per pedal steel guitar nell’Apollo Music di Brian Eno, mi si è aperta una finestra nuova. Ho cominciato a intravedere un modo nuovo per suonare il mio strumento. A tanti anni di distanza, durante i quali ho introdotto lo strumento in diversi generi musicali, posso dire che non avrei mai potuto fare questa contaminazione se non ci fosse stato Apollo Soundtrack».
In collegamento telefonico anche il musicista e compositore Roger Eno (http://www.rogereno.com/), che si è detto entusiasta di esibirsi a Matera nel suo anno da Capitale Europea della Cultura.

«Tra i protagonisti di quella straordinaria missione -ha spiegato Paolo Verri, direttore generale della Fondazione Matera Basilicata 2019- c’era anche Rocco Petrone, figlio di migranti lucani. È stato lui, infatti, a supervisionare tutti i lanci della NASA e successivamente l’intero programma Apollo».

«Non potevamo mancare -ha detto Raffaella Luglini, Chief Stakeholder Officer Leonardo- ad un evento unico come quello di Matera Capitale europea della cultura 2019, Leonardo è presente già dal 1994 nel centro spaziale di Matera, tramite Telespazio. Siamo anche vicini di casa, ma partner fortemente legati, con l’Agenzia spaziale italiana (Asi), che opera il Centro di geodesia. Ecco perché siamo qui oggi. Perché crediamo fortemente che l’incontro tra mondi ed esperienze differenti crei l’alchimia necessaria per realizzare imprese straordinarie, come quella celebrata dall’evento “Apollo Soundtrack”».

Matera è il luogo dove sorge uno dei centri spaziali più avanzati al mondo. Operativo dal 1994, fa parte della rete nazionale e internazionale di centri operati da Telespazio, una joint venture tra Leonardo (67%) e Thales (33%). Il sito è dedicato all’osservazione della Terra e, con l’adiacente Centro di Geodesia dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), nato nel 1983, forma il Polo Spaziale di Matera.

Da Matera un raggio laser, MLRO (Matera Laser Ranging Observatory) dell’ASI, raggiunge periodicamente il suolo lunare sul quale sono stati posizionati alcuni retroriflettori nel corso delle missioni Apollo e, in seguito, dalle missioni robotiche Lunokhod. Le misure di distanza Terra-Luna, ottenute dal tempo di andata e ritorno del laser, permettono di effettuare studi fondamentali di fisica, di relatività generale e di conoscenza della struttura interna del nostro satellite naturale.

Nel corso della performance musicale, grazie al contributo di Leonardo, verranno proiettate le spettacolari immagini satellitari acquisite dal Centro Spaziale di Matera, dove opera e-GEOS, – joint venture tra Telespazio (80%) e ASI (20%)- attiva nel settore della geo-informazione. Acquisisce ed elabora le immagini satellitari, un patrimonio di informazioni che dallo Spazio aiuta e protegge la salute del nostro Pianeta e migliora la vita sulla Terra.

 

Suoni, parole e beat: una collaborazione che unisce mondi musicali
Mecna e Sick Luke di nuovo insieme:
in digitale il singolo “Pazzo di te”

Dopo un primo assaggio con “AKUREYRI”, MECNA e SICK LUKE hanno deciso di rinnovare la loro collaborazione pubblicando “PAZZO DI TE”, il nuovo singolo lo troviamo in tutti gli store digitali. https://virginitalia.lnk.to/PazzoDiTe.

Se con “Akureyri” avevamo avuto un assaggio di cosa questa collaborazione potesse portare al panorama discografico italiano di oggi, “PAZZO DI TE” ne è una conferma, un’unione di teste, di artisti lontani sulla carta, ma uniti dalla voglia di fare musica insieme sperimentando nuovi suoni. Tutto questo è impreziosito dal valore aggiunto dei musicisti Valerio Bulla e Alessandro Cianci.

«Dopo il fortunato esperimento di “Akureyri” io e Luke abbiamo voluto provare anche altro, non necessariamente aderente a cose che sia io che lui avevamo già fatto in precedenza -racconta MECNA-. Quindi ci siamo chiusi in studio a Roma con Alessandro Cianci e Valerio Bulla ed è nata “Pazzo di te”, una traccia diversa, apparentemente distante dai nostri due mondi ma che secondo me invece è proprio l’incontro perfetto tra i due».

Gli fa eco SICK LUKE che ha raccontato: «A dicembre è uscito un pezzo che si chiama “Akureyri”, il beat l’avevo mandato via email e lui l’ha reccato nel suo studio. Il pezzo era diverso da quello che facevo prima e mi ha fomentato, abbiamo deciso di farne un’altra, però insieme in studio, con strumenti veri e suoni miei più particolari insieme a Valerio Bulla e Alessandro Cianci. Questo è quello che è uscito».

MECNA, classe 1987, è una delle voci più importanti della scena rap italiana, capace di raccontarsi in modo intimo e personale attraverso produzioni raffinate, caratterizzate da tappeti elettronici e atmosfere soffuse che unite alle liriche autobiografiche ma mai autoreferenziali creano uno stile inedito e inconfondibile.

Dopo il suo album d’esordio “Disco Inverno” (Macro Beats/Audioglobe), che ha conquistato subito i media specializzati, il pubblico Hip Hop e tutta la scena indipendente italiana, nel 2013 ha pubblicato “Disco Inverno – Rare & Unreleased”(Macro Beats/Audioglobe), spin-off del primo lavoro. Il suo secondo album arriva nel 2015 e si intitola “Laska” (Macro Beats/Universal Music), un album che consacra definitivamente il rapper e debutta alla posizione numero 8 della classifica FIMI degli album più venduti in Italia. Il successivo “Lungomare Paranoia” è uscito a sorpresa nel gennaio 2017 (Macro Beats/A1 Entertainment) debuttando al nono posto della classifica FIMI dei dischi più venduti e all’ottavo posto nei vinili. L’anno successivo pubblica il suo quarto album “Blue Karaoke”, disco che continua la linea di rottura dagli schemi e dalle forme tradizionali del rap italiano intrapresa con il precedente lavoro. Al lavoro discografico Mecna ha sempre affiancato lunghi tour dal vivo, date durante le quali Corrado Grilli è sempre riuscito a creare un rapporto speciale con il suo pubblico, presente e attivo tanto da permettergli di registrare un lungo elenco di date sold out in tutta Italia in questi anni. Tra i sold out anche il suo prossimo concerto a Milano il 20 giugno, concerto già sold out nella prestigiosa cornice del Castello Sforzesco.

Queste le prossime date live: 20 Giugno Milano – Castello Sforzesco – SOLD OUT; 04 Luglio Bologna – Oltre Festival; 05 Luglio Genova – Goa Boa Festival; 12 Luglio Torino – Flower Festival; 20 Luglio Varese – Woodoo Festival; 26 Luglio Catanzaro Dali Beach; 27 Luglio Locorotondo – Locus Festival; 09 Agosto Musurplage Termoli (CB); 07 Novembre Fabrique – Milano.

 

Anticipato in radio dal singolo “Procida” (feat. TONY ESPOSITO) esce l’album
Franco J Marino, “Napolatino” connubio
tra la canzone d’autore mediterranea e latina

Esce, venerdì 7 giugno, “NAPOLATINO” il nuovo disco di inediti del cantautore FRANCO J MARINO, pubblicato e distribuito da Azzurra Music. L’album sarà disponibile nei negozi fisici e negli store digitali.

Interamente prodotto da Mauro Malavasi, l’album riassume l’essenza dello stile di Franco J Marino, che unisce la canzone d’autore mediterranea e latina ad una danza suadente e non veloce attraverso una chiave ritmica originale, chiamata “tamuè”, di sua stessa creazione.

“Napolatino” è uno stile di vita, prima che “genere musicale”: è un invito a vivere la vita con pacatezza e serenità con il sottofondo di ritmi latini e conturbanti. Franco J Marino fonde insieme la tradizione della canzone d’autore napoletana con suoni e colori tipicamente mediterranei, dando vita a testi d’amore, per la vita e per la propria terra.

«Mi viene in mente una frase dell’amato Massimo Troisi e la faccio mia dicendo che il 7 giugno 2019 esce il mio album “Napolatino” che potete trovare nei migliori, ma anche nei peggiori, negozi e in digitale -racconta Franco J Marino- Non nascondo l’emozione che mi dà, anche se in questo momento mi trovo fermo a casa con un braccio ingessato e non posso suonare. “Napolatino” è per me una tappa importante perché ho ideato uno stile riconoscibile di qualità, mettendoci tutto me stesso.. Speriamo che “San Gennaro faccia ‘o miracolo” e che venga apprezzato».

Il disco è stato anticipato in radio da “PROCIDA” (feat. Tony Esposito), un brano blues su ritmo “Tamuè”che racconta e rappresenta al meglio lo spirito e lo stile del disco di Franco J Marino. È online il video girato da Paolo Mercadante visibile a questo link: youtu.be/4CmXDBm6gZA .

Questa la tracklist del disco: “Procida (feat. Tony Esposito)”, “TB (Tempo di un bacio)”, “Io vivo tra le nuvole”, “X me 6 come il cielo”, “Zagara”,“Tamuè (tu can un chiagne)”, “Desiderio ‘e te”, “Sabbia e sole”, “Vierno”, “C’è una vita nuova”, “Procida”.

 

Nuovo singolo il 21 giugno. La band al lavoro sul nuovo album di inediti in uscita in autunno
Modà count down per il singolo
E a dicembre tour nei Palasport

Migliaia di fan attendevano da mesi la conferma ufficiale del loro ritorno: i MODÀ sono al lavoro sul nuovo album di inediti che uscirà in autunno e a dicembre si esibiranno live nei palasport per un’anteprima del tour.
Comincia anche il conto alla rovescia per il nuovo singolo che uscirà il 21 giugno, anticipando il settimo disco della band campione d’incassi!

Da venerdì 7 alle ore 16.00 a sabato 8 giugno alle ore 15.00 è aperta la pre-sale per gli iscritti al fan club ufficiale. Dall’8 giugno a partire dalle ore 16.00 saranno disponibili le prevendite su TicketOne.it e da lunedì 10 giugno dalle ore 11.00 nei punti vendita abituali.
Il tour è prodotto e organizzato da Friends & Partners.
Radio 105 è la radio ufficiale del tour.

Un assaggio, intanto, si è avuto con la partecipazione ai Seat Music Awards in onda su RaiUno, per celebrare il loro ritorno proprio su quel palco dove due anni fa avevano comunicato che si sarebbero presi una pausa.

I Modà sono tra le band di maggior successo in Italia, con all’attivo 6 album e decine di hit. Si formano ufficialmente nel 2002 ed esplodono, dopo una lunga gavetta, nel 2011 con l’album “Viva i romantici”, certificato Disco di Diamante. Hanno conquistato due volte il podio al Festival di Sanremo (con “Arriverà” nel 2011 e “Se si potesse non morire” nel 2013) e si sono esibiti allo Stadio di San Siro nel 2014 e nel 2016. Il loro ultimo album “Passione maledetta” è del 2015.
La band è composta da Kekko Silvestre (voce, pianoforte), Diego Arrigoni (chitarra elettrica), Stefano Forcella (basso), Enrico Zapparoli (chitarra elettrica, chitarra acustica) e Claudio Dirani (batteria).

 

Alla Casina delle Civette la personale di Clara Garesio. In mostra 8 giugno – 29 settembre 2019
Mirabilia e Naturalia. Ceramiche e carte
Una selezione delle ceramiche dell’artista

La personale di Clara Garesio dal titolo “Mirabilia e Naturalia. Ceramiche e carte”, a cura di Lisa Hockemeyer, in programma alla Casina delle Civette – Musei di Villa Torlonia dal 7 giugno al 29 settembre 2019, propone una selezione di opere fittili della storica ceramista di formazione faentina: tutti esemplari unici appartenenti alla più recente produzione dell’artista, con alcune opere inedite e installazioni site specific concepite per gli spazi del museo.

La mostra, che inaugura venerdì 7 giugno alle ore 17.00, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, si avvale del patrocinio morale del Comune di Atrani ed è organizzata con la collaborazione della Fondazione Humaniter e con il sostegno della Scuderia del Duca di Amalfi. Servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

Alle terrecotte dipinte con smalti e alle porcellane decorate a terzo fuoco sono affiancate per la prima volta opere di pittura e disegno eseguite su carta di Amalfi e concepite come bozzetti preparatori per le creazioni ceramiche o come elaborati autonomi o libri d’artista, così da ricreare, di concerto con i preziosi arredi della Casina delle Civette, l’atmosfera di un suggestivo cabinet de curiosité. Dall’artificio alla natura, dall’immaginario al reale, spaziando attraverso significati e significanti diversi, Clara Garesio espone una summa della propria ricerca artistica che, a partire dalla matura consapevolezza del patrimonio culturale e tecnico della grande tradizione ceramica italiana, la conduce a sperimentare con inesaurito spirito di meraviglia sempre nuove possibilità espressive dell’arte del fuoco.

Clara Garesio nasce a Torino nel 1938 e qui frequenta la Civica Scuola d’Arte Ceramica. Prosegue gli studi a Faenza, diplomandosi presso il prestigioso Istituto d’Arte per la Ceramica G. Ballardini. È subito chiamata ad insegnare all’Istituto d’Arte di Isernia e poi a Napoli, al nascente Istituto per la Porcellana di Capodimonte G. Caselli. Da allora conduce una personale ricerca in campo ceramico – pur praticando anche altri media – e affianca la didattica all’attività artistica (tutt’oggi insegna alla Società Umanitaria). Tra gli altri riconoscimenti, nel 1956 vince il 1° Premio Faenza (sez. studenti), nel 2005 il 1° Premio Internazionale Terra di Piemonte (sez. Arte Ceramica), nel 2006 il Premio alla Carriera Viaggio attraverso la Ceramica di Vietri sul Mare, nel 2019 la Cittadinanza Onoraria per meriti artistici del Comune di Atrani. Ha esposto in numerose rassegne e mostre personali e ha realizzato interventi per spazi pubblici e per collezioni museali in Italia e all’estero, tra l’altro: Palazzo dell’ONU di Ginevra, sede SEAE dell’UE a Bruxelles, MIC di Faenza, MIAAO di Torino, Museo Duca di Martina di Napoli, Museo della Ceramica di Castellamonte, Museo della Ceramica di Vietri sul Mare, Museo d’Arte Ceramica di Ascoli Piceno, Museo della Ceramica di Grottaglie, Raccolta Internazionale d’Arte Ceramica Contemporanea di Castelli, MISA di Faenza, Museo M. Cargaleiro di Castelo Branco (Portogallo), Museo Città Creativa di Ogliara Salerno, MARCON di Cerreto Sannita, Comune di Atrani.

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