17/04/2018 Tiziana Barillà

Sinistre d’Europa // Podemos sta con Mélenchon. È nato “Adesso il popolo”, un movimento europeo per un «Ordine nuovo»

Dei tre tavoli a cui già si lavora in vista delle prossime Europee di primavera 2019 abbiamo già scritto. Del primo passo di Yanis Varoufakis, Benoit Hamon e Luigi de Magistris che hanno lanciato un “Movimento di liberazione europeo” in vista delle prossime elezioni, anche. Adesso sono Pablo Iglesias, Jean-Luc Mélenchon e Catarina Martins a rompere gli indugi, firmando la Dichiarazione di Lisbona per una rivoluzione democratica in Europa. E lo hanno fatto il 12 aprile, a Lisbona.

“Agora o povo” (Adesso il popolo), dovrebbe essere questo il nome del movimento battezzato con l’obiettivo «di rompere la camicia di forza dei trattati europei che impongono l’austerità e favoriscono il dumping fiscale e sociale». L’invito è diretto al resto delle forze antiliberiste europee, affinché prenda forma un movimento politico internazionale che ponga fine a un «ordine sorpassato» che ha generato «immense e inutili sofferenze per il popolo».

Chi lo coglierà? Da molti ritenuto l’ago della bilancia, Pablo Iglesias ha infine optato per l’alleanza con il vecchio compagno, l’indomabile Jean-Lui Mélenchon. Ma, finora, il tempo non ha mitigato le divergenze tra il francese e i due greci. I rapporti con Yanis Varoufakis – alle prese, tra l’altro, con la sua candidatura a premier in Grecia – sono ancora piuttosto gelidi (…impossibile non chiudersi: che farà Luigi de Magistris?). Mentre con la Syriza di Alexis Tsipras la partita appare chiusa, dopo il conflitto di fine gennaio quando il leader della France Insoumise ha chiesto l’espulsione di Tsipras e della sua Syriza dalla Sinistra europea con l’accusa di essere «servile con i diktat liberisti della Commissione europea». Una richiesta respinta dal partito di Gregor Gysi, che ha fatto sapere di non aver in mente di espellere proprio nessuno. Il che lascia pensare a un’uscita di Mélenchon dal partito europeo.

Insomma, i tavoli politici sembrano essere ancora tre: quello della Sinistra europea di Gregor Gysi, quello di Varoufakis e De Magistris e quello di Jean-Luc Mélenchon che a questo punto può contare su Podemos.

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Ecco l’appello di Podemos, France Insoumise e Bloco de Esquerda.

Dichiarazione di Lisbona per una rivoluzione democratica in Europa
L’Europa non è mai stata ricca come ora. Eppure non è mai stata così diseguale. A dieci anni dallo scoppio di una crisi finanziaria che i nostri popoli non avrebbero mai dovuto pagare, oggi constatiamo che i governanti europei hanno condannato i nostri popoli a perdere un decennio.
L’applicazione dogmatica, irrazionale e inefficace delle politiche di austerità non è riuscita a risolvere nessuno dei problemi strutturali che causarono quella crisi. Al contrario, ha generato un’enorme inutile sofferenza per i nostri popoli. Con la scusa della crisi e dei loro piani di aggiustamento, è stata intrapresa un’opera di smantellamento dei sistemi di diritti e protezione sociale conquistati in decenni di lotte. Hanno condannato generazioni di giovani all’emigrazione, alla disoccupazione, alla precarietà, alla povertà. Hanno colpito con particolare cruenza i più vulnerabili, quelli che più hanno bisogno della politica e dello stato. Hanno preteso di abituarci al fatto che ogni elezione diventi un plebiscito tra lo status quo neoliberista e la minaccia dell’estrema destra.
È ora di rompere la camicia di forza dei trattati europei che impongono l’austerità e favoriscono il dumping fiscale e sociale. È ora che chi crede nella democrazia faccia un passo in avanti per rompere questa spirale inaccettabile. Abbiamo bisogno di porre un sistema oggi ingiusto, inefficace e insostenibile, al servizio della vita e sotto il controllo democratico della cittadinanza. Abbiamo bisogno di istituzioni al servizio delle libertà pubbliche e dei diritti sociali, che sono la base materiale stessa della democrazia. Abbiamo bisogno di un movimento popolare, sovrano, democratico, che difenda le migliori conquiste delle nostre nonne e dei nostri nonni, dei nostri padri e delle nostre madri, e che possa lasciare un ordine sociale giusto, praticabile e sostenibile alle generazioni che verranno.
Con questo spirito di disobbedienza di fronte all’esistente, di ribellione democratica, di fiducia nella capacità democratica dei nostri popoli di fronte al progetto fallito delle élite di Bruxelles, oggi facciamo, a Lisbona, un passo avanti. Lanciamo un appello ai popoli d’Europa perché si uniscano alla sfida di costruire un movimento politico internazionale, popolare e democratico per organizzare la difesa dei nostri diritti e la sovranità dei nostri popoli di fronte a un ordine fragile, ingiusto e fallito che ci porta con passo deciso verso il disastro.
Chi condivide la difesa della democrazia economica, contro i grandi imbroglioni e contro quell’1% che controlla da solo una ricchezza maggiore del resto degli abitati di tutto il pianeta; della democrazia politica contro chi resuscita le bandiere dell’odio e della xenofobia; della democrazia femminista, contro un sistema che discrimina ogni giorno e in ogni ambito della vita metà della popolazione; della democrazia ecologista, contro un sistemo economico insostenibile che minaccia la sostenibilità della vita stessa nel pianeta; della democrazia internazionale e della pace, contro chi costruisce una volta di più l’Europa della guerra; chi condivide la difesa dei diritti umani e i principi fondamentali del buon vivere troverà in questo movimento la propria casa. Ci stiamo stancati di aspettare.
Ci siamo stancati di credere a chi ci governa da Berlino e da Bruxelles. Ci mettiamo all’opera per costruire un nuovo progetto di ordine per l’Europa. Un ordine democratico, giusto ed equo, che rispetti la sovranità dei popoli. Un ordine all’altezza dei nostri desideri e delle nostre necessità. Un ordine nuovo, al servizio del popolo.

Catarina Martins (Bloco de Esquerda)
Jean-Luc Mélenchon (La France Insoumise)
Pablo Iglesias (Podemos)

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