12/09/2018 Daniele Nalbone

Il vaso “social” ha traboccato: Salvini e Renzi hanno perso il controllo dei loro fan

Era solo questione di tempo. Prima o poi il vaso avrebbe traboccato. I post delle ultime ore dimostrano quello che già sapevamo: un uso dei social incontrollato, urlato, volto alla pancia e non alla testa, che sia al grido di «la pacchia è finita» o «rottamazione, rottamazione» è una bomba a orologeria innescata senza però nessuno che controlli il timer, il conto alla rovescia. Da ieri possiamo dirlo: i “due Matteo”, Salvini e Renzi, hanno perso il controllo dei loro fan. La detonazione è stata più forte del previsto e il risultato è sulle loro bacheche. Singolare, però, è il modo in cui i due leader abbiano perso il controllo dei loro fan. Salvini è stato travolto da quei complottisti e antimperialisti che lui stesso ha nutrito; Renzi – come accaduto nella realtà – è stato massacrato dal “Paese reale”. Basta prendere due degli ultimi post per rendersi conto di quanto il giocattolo dei like sia sfuggito di mano.
Matteo Salvini è stato criticato dalla sua stessa gente per aver ricordato l’anniversario dell’11 settembre mettendo nel mirino il terrorismo islamico. Perché – è il tono dei commenti – «gli americani quell’attentato se lo sono fatto da soli». Ecco cosa accade a unire Lega e Movimento 5 stelle sui social: il mix tra “antimperialisti” e “complottisti” ha creato il mostro finale. Leggere per credere. Eppure il post di Salvini, stavolta, non è neanche – diciamo così – dei peggiori. La foto è quella del momento del crollo della seconda torre. Il commento: «Oggi come allora massima attenzione al principale nemico della pace e della sicurezza nel mondo: il terrorismo islamico. #11settembre». Come sempre, la pioggia di like è assicurata. Ma stavolta nei commenti non c’è quell’osanna al quale siamo abituati. La stragrande maggioranza degli oltre 1.600 commenti punta dritto al complotto, all’auto-attentato. Ma più in stile Giulietto Chiesa de’ noantri che Micheal Moore. 
«o gli americani stessi?mmmm🤔bush & Co. ci hanno fatto un bel gruzzoletto in Iraq a cercare Osama..» si chiede tal Chris BM. Il suo è il commento più “likkato”: oltre mille pollicioni in su e risposte come «sono gli stessi che sono dietro queste immigrazioni verso l’europa. gli ameri cani», «pensa un po’ che le torri erano già state oggetto di attentato terroristico anni prima e chissà mai perché un proprietario pensa di assicurarle eh?!», «un pó quello che fa la Francia da tipo 20 anni».
E se pensate che questi siano i commenti più assurdi, scorrete un po’ la barra. Perché addirittura c’è chi sottolina – tutti rigorosamente in maiuscolo – «COSA I GOVERNI FANNO PER CREARE GUERRE, UCCIDERE I PROPRI CITTADINI!» e chi, evidentemente fan di Diego Fusaro, si lancia addirittura in analisi come la seguente: «Spiacente Matteo, quello era terrorismo dell’Elite globalista, mascherato da terrorismo islamico. Dai che oramai non ci crede più nessuno!». Ma sul podio dei miglori commenti, ma questo è un parere personale, ci vanno:
F. Gigi: «Furono gli americani, non lo dico io. Lo dicono le leggi della fisica, poiché le torri gemelle furono tirate giù con bombe».
Anna F. «Matteo, a me è bastato un esame all’università, cinque mesi o poco più di lezioni ed approfondimenti, per capire che quell’attacco, ebbe molto, troppo di occidentale, e poco di orientalistico. Praticamente nulla di religioso. 
Sei un politico, sei un ministro. Abbi rispetto del tuo ruolo e della storia».
Carlo Z.: «In una delle torri ci lavorava un bel migliaio di ebrei che guarda caso quella mattina non si è presentato al lavoro…neanche un tesserino timbrato….cosa vi fa capre?».
Che dire…
«Quando vuoi sfruttare l’11 settembre per fare becera propaganda ma sul tuo profilo ci sono troppi coglioni che credono alle teorie complottiste e ti rovinano la festa» (commento di Fabrizio G.).
Altro Matteo – Renzi – altra bomba innescata. Ormai da mesi. Ogni post dell’ex leader del Pd è pieno di critiche e battutine. Le più feroci, però, vengono “da sinistra”. Ma stavolta c’è di più. Stavolta c’è che anche Matteo Renzi (ovviamente chi per lui si occupa dei social) ha perso il controllo. Il suo.
Lunedì 10 settembre. Ore 8.49. Sul profilo di Matteo Renzi appare il seguente post: «Obbligare tutti alla chiusura domenicale, come vuole Di Maio, significa semplicemente far licenziare tanti ragazzi. Fateci caso: come per il decreto dignità, Di Maio tira fuori queste idee quando è in crisi di visibilità. Gli serve tenere l’attenzione su di lui, altrimenti fagocitato da Salvini. Ma per inseguire i post di Salvini, Di Maio DISTRUGGE posti di lavoro. Sostenere che le famiglie si separino perché si lavora anche di domenica significa vivere su Marte. Di Maio si conferma il ministro della disoccupazione: se questo provvedimento sarà approvato, tanti ragazzi perderanno il posto di lavoro. Tanto fanno il reddito di cittadinanza, no?». Un utente di Facebook disattento penserà: un esponente dell’opposizione che attacca così il governo e, in particolare, Luigi Di Maio otterrà un plebiscito. In questo post c’è tutto il necessario di un’ottima (teoricamente) gestione social. Si parla del tema del momento, si utilizzano frasi semplici e chiare. Si cavalca l’onda. E invece … TIC TAC TIC TAC. L’ordigno innescato ai tempi della rottamazione esplode. E con lui i social media manager di Matteo Renzi che perdono letteralmente il controllo.
«Non facciamo più lavorare nemmeno i carabinieri, gli infermieri, i pompieri, i baristi, i metalmeccanici. No dico, le loro famiglie mica varranno meno di quelle dei commessi!?!? Povera Italia…» il commento di Stefano F. Commento al quale Matteo Renzi, credendo di poter gestire tranquillamente la discussione anti-grillina, risponde così: «Davvero, sono incredibili. Pensano solo a prendere un punto in più nei sondaggi, anche se magari questo comporta licenziamenti di massa». Ma pochi minuti dopo (per usare un “mood” tanto caro a chi gestice pagine social), “+++ CAMBIA TUTTO +++”.
Fabio C. chiede ironicamente a Renzi: «Hai mai lavorato un solo giorno in vita tua? Probabilmente no, altrimenti capiresti il valore della domenica in famiglia… Gli acquisti si possono fare tranquillamente durante il resto della settimana». E l’ex premier si inalbera: «Ho 43 anni e lavoro di domenica da quando a 20 anni distribuivo giornali per pagarmi l’università. Penso che il futuro dell’Italia non stia nell’attesa di un sussidio dello Stato, ma nel lavoro. Se però la domenica vuoi bloccare tutto, allora sii coerente: niente treno, niente stadio, niente bar, niente cinema». Apriti cielo.
«Matteo Renzi prova a chiedere ad un dipendente che lavora in un supermercato… poi vedrai. Vengono sfruttati, orari di lavoro spropositati, (13-14 ore) con contratto di lavoro a 40h a settimana… naturalmente non retribuito da straordinario compresi per i giorni festivi. Inoltre, i grandi supermercati e grandi catene non hanno l’obbligo di timbrare un cartellino, quindi è difficilissimo controllare le ore realmente lavorate. Se un dipendente si lamenta viene licenziato in quanto non ha tutele… soprattutto chi è stato assunto con il tuo tanto amato Jobs act» (Giuseppe M.).
«Il problema sono i contratti, i riposi, i recuperi ecc non la Domenica, santa miseria» (Francesca S.)
«Non lavorano solo ragazzi, ma tante mamme e padri di famiglia che non riescono più ad incontrarsi per stabilire un rapporto di famiglia sano ed una struttura di riferimento per i figli giusta e solida. Lavorare la domenica è distruttivo perché le aziende , dovendo assumere personale in più, e non potendolo fare sfruttano l’organico che hanno , non favorendo assolutamente nuove assunzioni,ma un lavoro che stressa ulteriormente il carico dei dipendenti che ogni gg si impegna assieme all’azienda a poter campare». (Sara S.)
«No su Marte vi vivi tu. I centri commerciali aperti non hanno assunto più personale semplicemente lavorano gli stessi facendo riposo nei giorni feriali! Inoltre così avete distrutto il piccolo commercio e mandato a spasso famiglie che portavano avanti l’attività con disoccupati in più» (Marella P.)
«Parli la lingua dei padroni tanto per cambiare..quella di FEDERDISTRIBUZIONE che non ha un contratto nazionale di lavoro dal 2011. Non ci sono state assunzioni. I ragazzi di cui parli erano prima voucheristi e ora assunti in cooperativa. Il rischio occupazionale paventato è la solita arma di distrazione di massa messa in campo per fare facile terrorismo. È giusto regolamentare le aperture domenicali e festive. Il piccolo commercio muore, i centri si spopolano, milioni di commessi soprattutto donne non vivono più, sono ricattati malpagati e non hanno chance di conciliare». (Christian F.S.)
«Quanta ignoranza nei commenti avete mai lavorato in un centro commerciale avendo una famiglia non potendo andare alle recite dei bambini alle partite perché stai lavorando non poter andare al matrimonio degli amici perché lavori non ti danno il permesso sabato e domenica? Perché anche se Voi credete che è tutto un mondo bellissimo il personale poco non hanno assunto nessuno di nuovo gli stessi vengono sfruttati per orari incredibili non c’è un’alternanza di domenica a turno Ma si lavorano tutte Senza esclusione per circa €40 in più al mese per i fortunati che ancora hanno la maggiorazione» (Federica G.)
Così, in 24 ore, i due Matteo si sono scontrati con il mostro che loro stessi hanno creato o ignorato: Salvini con chi vive nei social, con i social e per i social, vero bacino elettorale del “comandante”; Renzi con il “Paese reale”, quello che ha volutamente ignorato durante il governo “della rottamazione”. Cosa cambierà? Assolutamente nulla, nè sul modo di gestione dei social da parte dell’attuale ministro dell’Interno nè nelle politiche dell’ex leader del partito più importante del centrosinistra italiano. Il primo ha già messo diversi post “anti immigrati” per sistemare i dati dei suoi insights; il secondo è corso a Milano, dal caro finanziatore Davide Serra, per dar vita all’Algebris Policy & Research Forum, think tank nato con lo scopo di «promuovere e incoraggiare un’economia forte ed equilibrata in Europa».
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