15/02/2018 Redazione

I ❤ dignità. La battaglia sul reddito è di sistema

L’idea di riprendere nel nome una campagna come quella di I ❤ NY, che prevedeva il rilancio dell’intera immagine di una città per assegnarle un nuovo ruolo nella cultura (nel senso più ampio del termine) mondiale, non sarà stato casuale.
A dimostrarlo ci hanno pensato il convegno di ieri e la conferenza stampa di oggi, organizzati dalla Rete di Numeri Pari, per la discussione e la presentazione di proposte su un reddito minimo garantito.
Se al centro, infatti, rimanevano stabili sempre la parola e il concetto di dignità, in ogni intervento, e nella costruzione stessa delle iniziative, era evidente l’idea di condurre una battaglia di sistema.
Lo ha ribadito don Luigi Ciotti, a chiusura della conferenza, rilanciando la necessità di una “simultaneità” delle azioni e delle pratiche di lotta su tutti i fronti, “nonostante il deficit di politiche sociali che vadano nella stessa direzione”.
E allo stesso modo gli altri: da Martina Carpani, coordinatrice della Rete della Conoscenza, che ammoniva come “il reddito minimo garantito sia ormai necessario alla sostenibilità del sistema e che, siccome in molti se ne sono resi conto, non è affatto neutra la modalità con cui si affronterà il tema e come si proveranno a mettere in campo le politiche per attuarlo”; a Tomaso Montanari di Libertà e Giustizia che definisce quella per il reddito di dignità una vera e propria “battaglia culturale e per la democrazia”, che veda un ruolo centrale per il diritto alla cultura e il reddito come uno strumento necessario perché questa sia accessibile a tutte e a tutti.
Sulla stessa linea anche i discorsi di Gaetano Azzariti (costituzionalista) e Giuseppe Bronzini (magistrato), che dalla loro prospettiva individuano nella Costituzione i presupposti affinché esista un reddito di dignità e, allo stesso tempo, nel reddito minimo garantito l’unico mezzo per mettere davvero in pratica i diritti e i principi costituzionali più volte richiamati e messi in pericolo negli ultimi anni.
D’altra parte, è stato dello stesso tenore il convegno di ieri, un momento di discussione più approfondita e scientifica, che, partendo dai dieci punti programmatici del reddito di dignità, comunque non prescindeva già nella costruzione dei diversi panel di interventi dalla stessa interpretazione.

 

Infografica_Reddito_Minimo

 

Noi lo abbiamo seguito, così come abbiamo aderito sin dalla nostra nascita al percorso della Rete dei Numeri Pari, e vi proporremo nei prossimi giorni le interviste fatte a tutti i relatori della giornata, a partire da Giuseppe de Marzo che proprio con la Rete dei Numeri Pari sta tenendo le fila del processo di sviluppo di buone pratiche che abbiano come obiettivo quello di incidere appunto sull’intero sistema, a partire dallo strumento del reddito minimo garantito.

 

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