23/05/2019 Tiziana Barillà

Brexit? Rimanere e trasformare l’Ue. Quattro domande a Kate Hudson

Kate Hudson è un’accademica e un’attivista di estrema sinistra inglese. Attualmente è segretaria generale della Campagna per il Disarmo Nucleare (Campaign for Nuclear Disarmament) ed è la responsabile della Comunicazione di Left Unity, il partito di sinistra fondato dopo l’appello di Ken Loach del 2013 in cui il regista chiedeva la costruzione di un nuovo soggetto della politica inglese per superare il Partito Laburista. In Europa, Left Unity aderisce al partito della Sinistra europea, quindi al gruppo Gue/Ngl.

Ma, dicevamo, oltre all’attività politica, Hudson è un’accademica. Dopo aver ricoperto l’incarico di responsabile di Social and Policy Studies alla London South Bank University in quella stessa università fa la ricercatrice. Oggi (23 maggio) il suo Paese voterà per il rinnovo del Parlamento europeo nonostante Brexit, dal momento in cui non è ancora stato raggiunto nemmeno uno straccio di accordo nel Parlamento britannico sulla Brexit. L’abbiamo raggiunta per sottoporle le nostre quattro domande.

Dentro o fuori dall’Unione europea? Il tuo paese ha scelto fuori, eppure Brexit sembra aver creato più problemi che soluzioni. Qual è la vostra posizione a riguardo?

Abbiamo fatto una campagna per rimanere all’interno dell’Unione europea. Questo non perché ci siano illusioni sull’Ue – abbiamo combattuto strenuamente contro le sue politiche economiche neoliberiste e l’approccio stile fortezza Europa nei confronti dei migranti provenienti dall’esterno dell’Unione. Ma l’agenda per la Brexit non è stata impostata dalla sinistra – è stata guidata dall’estrema destra, e il voto per l’uscita dall’Unione europea ha portato a un’ondata di razzismo e a una reazione che sposta la politica verso destra. Lottiamo per rimanere e riformare – e trasformare – l’Ue, costruendo la classe lavoratrice, i movimenti progressisti e solidarietà in tutta Europa.

Nonostante Brexit oggi (23 maggio) in Gran Bretagna si voterà comunque, per una serie di cavilli burocratici. Il governo dice che il 7 maggio, ultimo giorno utile per registrarsi, il 57% ha meno di 35 anni. Il voto potrebbe influenzare il processo?

Una caratteristica notevole dell’intero episodio Brexit è stato il fattore generazionale. La stragrande maggioranza dei giovani ci sostiene ancora. Si vedono come europei, supportano la libera circolazione delle persone e non riescono a capire l’approccio stile “piccoli inglesi” della vecchia generazione. Molti di loro non si sono registrati per votare al referendum, ma se lo avessero fatto avremmo avuto un risultato diverso. Successivamente si sono registrati in gran numero e hanno contribuito a rafforzare il voto per il partito laburista guidato da Corbyn alle ultime elezioni generali. Il modo in cui voteranno alle elezioni europee è incerto, dato che c’è qualche disillusione nei confronti del partito laburista per non avere una politica chiara e trasparente.

Qual è secondo te la sfida comune e prioritaria per le cittadine e i cittadini europei?

La sfida comune e prioritaria è quella di lottare contro l’estrema destra – articolare e costruire una fiduciosa alternativa di sinistra radicale basata su anticapitalismo, internazionalismo e libera circolazione delle persone. Trasformazione radicale dell’Europa e aumento dei diritti dei lavoratori, delle donne e dell’ambiente su una base inclusiva. Non è un’opzione per armeggiare ai margini o sostenere la socialdemocrazia tinta di neoliberalismo o fare concessioni al sentimento anti-migrante.

L’Italia è diventata il laboratorio principale dei sovranisti. I sondaggi qui dicono che la destra di Salvini continua a crescere. In breve, come vedi l’Italia da Londra?

Per noi l’Italia rappresenta una straordinaria storia di resistenza e politica di sinistra radicale. Abbiamo lavorato con il vostro movimento contro la guerra e contro la globalizzazione neo liberista attraverso il movimento dei social forum nei primi anni di questo secolo. Ma questie esperienze progressiste sembrano essere svanite e quasi scomparse e i legami con i nostri movimenti sono quasi svaniti. Vediamo con preoccupazione l’ascesa dell’estrema destra in Italia e le terrificanti politiche di Salvini e soci. Lui è un personaggio molto pericoloso e vorremmo ripristinare un comune lavoro con la sinistra italiana in solidarietà contro queste sfide.

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