11/10/2018 Ilaria Bonaccorsi

Non stupitevi di Bergoglio. È un papa, fa il suo mestiere

Non mi stupisco mai delle dichiarazioni di Bergoglio. È un papa. Ho talmente chiaro il ruolo, la natura dell’istituzione a cui fa capo che non mi stupisco mai. Al contrario, ogni volta penso, che fa banalmente il suo mestiere. Un mestiere folle, questo sì lo penso. Perché non cambia mai. Non c’è formazione professionale o possibilità di carriera diversa. È quello. Sei il rappresentante in terra di uno che in cielo non cambia mai. Senza via d’uscita. L’unica variante, ed è una variante fissa nella Storia, è l’alternarsi di una Chiesa cattiva/a una Chiesa buona: a una Chiesa distante (auctoritas infallibile che non ha alcun bisogno di essere compresa o vicina alla gente) segue solitamente una Chiesa buona, vicina (che ri-accoglie, che si fa capire perché altrimenti tutti scappano. Un esempio per tutti: niente più messa in latino), salvo poi doversi riallontanare quando si comincia a vedere che non è portatrice di alcun mistero e neanche di alcuna salvezza). Allora si trucca di nuovo da messaggero ultraterreno di un codice divino che deve rimanere incomprensibile, per dimostrare a tutti gli umani sempre e comunque, di essere una banda di “sempliciotti, senza speranza”. Se non quella di essere salvati da loro.

Un sicario. Il disprezzo della vita umana. Ieri Bergoglio se ne è uscito così. Interrompere una gravidanza è come «affittare in sicario». «Si potrebbe dire che tutto il male operato nel mondo si riassume in questo: il disprezzo per la vita», ha concluso il papa.

Un tempo avrei scritto un’invettiva per dirvi in sintesi due cose: 1. Maledetti voi rappresentanti della Sinistra che non c’è più, che ci avete massacrato le meningi con Francesco unico leader della Sinistra. Perché immaginate i danni che avete fatto, pensate la confusione in un pischello che si affaccia alla politica e che naturalmente sarebbe di sinistra ma si sente ripetere che il papa è il suo unico leader possibile, poi sente dire il suo unico leader possibile che avere la possibilità “umana” – grazie ad una scienza medica che fa progressi – di poter mettere al mondo un figlio sano per non farlo soffrire più di quanto già la vita non imponga naturalmente, è «come affittare un sicario» o come facevano i nazisti (eugenetica e culto della razza)… ecco, pensate al risultato. E pensate se a dire che il capo di un’istituzione fuori dal tempo (che non riconosce come vero questo mondo né questa vita sulla terra qual è il papa9 è l’unico leader che si possa avere siano proprio gli ultimi esponenti politici della “sinistra” (pure giovani magari, non solo vecchi tromboni falliti…) che confusione si genera. Pensateci… magari perché aveva scritto una bella enciclica sull’ambiente il papa (pure) ecologista!

2. Vi avrei detto che la vita “umana” è cosa più complessa e che dovreste saperlo. Non siamo fiori, né piante, né frutti. E neanche animali. La vita umana è fatta di pensiero ed affetti, più o meno tutto quello che ha sempre e indiscutibilmente torturato proprio l’Istituzione di cui Bergoglio è rappresentante in terra. E in più vi avrei detto, ancora una volta, che la biologia ci dice che fino (più o meno) alla ventiquattresima settimana di gravidanza non c’è neanche possibilità di vita, ma soprattutto che la vita “umana” fatta di pensiero ed affetti inizia dopo la nascita… avrei insistito, avrei intervistato una neonatologa e avrei cercato di sgombrare la mente delle donne da quella condanna ignobile che la Chiesa ha messo su secoli fa. 

Ma torno a dirvi solo e semplicemente invece di non stupirvi. Di non farlo. Di tenere banalmente e a volte in modo molto solitario la barra dritta. Il disprezzo per la vita “umana” è il cardine su cui poggia il potere assoluto (mascherato da auctoritas)  di Bergoglio. Il disprezzo per la vostra vita. Finta, su questa terra senza valore per loro. Dovete morire per vivere la vita vera per questa Chiesa. Ricordatelo quando pensate a chi vi dice che se per un motivo forte e insindacabile interrompete una gravidanza, è come se aveste assolto un sicario. A chi vi vuole omicide da secoli.  Ricordatevi che un tempo potevano aprire le pance delle donne per salvare l’anima di una “vita” (lasciavano morire le madri pur di estrarre i feti da battezzare, che solo così diventavano figli di dio). Ricordatevi che la felicità, che la vostra realizzazione, che la vostra ricerca, che l’idea e il progetto di un mondo migliore non può mai – e mai e mai -essere messo nelle mani pericolose  di chi non ha alcuna idea di tempo e trasformazione. Di chi non ha un’idea di movimento. Di chi vi dice per convincerci a non farvi “assassine” che ogni uomo «merita il sangue di Cristo stesso». Nessuna vita “umana” merita il sangue di nessuno. Semmai il contrario. Merita la sua realizzazione. Mettete la giusta distanza, aprite gli occhi e non stupitevi. È un papa. Non può fare altro. Può farlo da giudice severo o da papà, ma la storia è sempre la stessa. Un incubo di sofferenza, strumentale ad un mondo terreno immaginato come luogo di assistenza per vite interamente dannate.

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