20/08/2019 Tiziana Barillà

Non per pietà, ma per giustizia. Mimmo Lucano torni a Riace 

Dal 26 maggio 2019 Mimmo Lucano non è più sindaco di Riace. Non è nemmeno consigliere comunale. Eppure l’ex sindaco è ancora confinato – dal 16 ottobre – nella vicina Caulonia. 

«Il pericolo che il Lucano, nell’esercizio delle sue funzioni di sindaco del Comune di Riace o comunque di componente a qualsiasi titolo del civico consesso locale possa reiterare i reati della stessa specie di quelli per cui si procede» (questa la motivazione dei giudici sulla misura cautelare) non c’è più. Il rischio di «reiterazione del reato» non c’è più. Perché il divieto di dimora a cui è sottoposto riguardi i reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e alcune presunte irregolarità nell’appalto del servizio di raccolta dei rifiuti. Accuse legate alla carica di sindaco.

Ma il 10 giugno scorso i giudici hanno confermato l’esilio, respingendo la richiesta dei suoi legali.

In queste ore, il Comitato Undici Giugno (che si è costituito per supportare Lucano in questi mesi difficili) ha lanciato un appello al presidente Mattarella per chiedere che Mimmo possa tornare a casa. «Non voglio l’elemosina e non voglio si pensi che io usi la malattia di mio padre per tornare a casa», dice Mimmo. Il Salto augura lunga vita e buona salute a Roberto Lucano, e chiede al Presidente della Repubblica di porre fine a questa mostruosità giudiziaria. 

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