18/10/2019 Clara Habte

Terza Pagina: un ‘Salto’ nel futuro

La compagnia inglese presenta uno spettacolo di danza inclusiva in tre atti

Matera 2019, in scena la danza:

la Stopgap Dance Company

 

Si riapre il sipario sul progetto “Movimento Libero”, con uno spettacolo di danza inclusiva in tre atti. Matera 2019 farà tappa presso il centro commerciale il Circo, in via Sallustio. Protagonista è la StopGap Dance Company (Regno Unito), una tra le maggiori compagnie al mondo di danza contemporanea con un cast di artisti abili e con disabilità.

Due gli spettacoli in programma sabato 19 ottobre: alle ore 18 e replica alle ore 21 (si accede con Passaporto per Matera 2019 e prenotazione).

 

“Movimento libero” esplora la relazione tra l’arte e le diverse abilità con particolare attenzione al tema dell’accessibilità. Uno stimolo per ridisegnare un mondo più accessibile sia dal punto di vista fisico che artistico, considerando la diversità come un motore per la creatività.

Il progetto è co-prodotto da Fondazione Matera Basilicata 2019 e  British Council, con il patrocinio del Comune di Matera, mentre i partner di progetto sono Oriente Occidente Dance Festival, IAC Centro Arti Integrate.

Lo spettacolo “Artificial Things” di Lucy Bennett, capolavoro del 2014 della compagnia inglese StopGap, viene ripreso appositamente per Matera e presentato in una nuova versione in cui la parte danzata dialoga con la seconda parte in film a opera della regista Sophie Finnes. Lo spazio della scena, all’interno della sala intitolata a Pierpaolo Pasolini, e l’abbigliamento richiamano l’estetica degli anni ’50, ed evocano un pò di malinconia postbellica. Un motivo ricorrente nella coreografia è il dialogo (o la sua mancanza). Attraverso la delicata interazione dei danzatori (nei duetti e nei quartetti), si sviluppano gradualmente intimità e connessione fino a quando persone disabili e non disabili e una sedia a rotelle rotta diventano un tutt’uno, l’unione interconnessa sul terreno. Cosa può succedere di questo insolito gruppo di non più estranei? Il finale suggerisce l’ottimismo, rivelando una profonda umanità.

Lo spettacolo introdotto, all’esterno della sala Pasolini, dall’esito performativo del Laboratorio di danza inclusiva realizzato a Matera nel mese di luglio, e condotto dalla compagnia StopGap, con danzatori disabili e abili provenienti dalla Basilicata, dal resto d’Italia e da Plovdiv. A tale momento, che rappresenta il primo atto dello spettacolo, si accede liberamente fino ad esaurimento dei posti.

Stopgap crea coinvolgenti produzioni di danza per tournée nazionali e internazionali.  Valorizza uno spirito pionieristico e si impegna a scoprire nuove forme di integrazione attraverso la danza: “La differenza è il nostro strumento e metodo”.

Le loro produzioni sono ideate dai ballerini e collaboratori della compagnia, che lavorano come un ensemble sotto la direzione artistica di Lucy Bennett: «Le nostre produzioni cercano di offrire una finestra su un mondo parallelo nel quale l’interdipendenza umana, la forza e la vulnerabilità si sviluppano con un realismo poetico».

In quanto compagnia guidata da coreografi, Stopgap è esperta di coreografia inclusiva e ha una vasta esperienza nel formare artisti disabili e non disabili a realizzare opere inclusive.

Il centro commerciale “Il Circo” è un uno spazio nella periferia della città,  utilizzato in passato come aula consiliare, che verrà ripensato per essere attivato anche come luogo performativo. Open Design School cura gli interventi sullo spazio attraverso azioni e dispositivi che ne migliorino l’accessibilità non solo fisica: si interverrà sul piano della leggibilità del sito attraverso un sistema di way-finding che consenta al pubblico di individuare gli spazi performativi, gli ingressi, i luoghi di sosta, ecc. La disposizione del pubblico sarà disegnata in modo da evitare l’individuazione di un’area isolata destinata alle carrozzine ma si proverà ad integrare diverse le modalità di fruizione dello spettacolo (seduti, in piedi, a terra, ecc.)

La riflessione sullo spazio a cura di Open Design School è frutto di un workshop intensivo, svoltosi tra primavera ed estate, insieme a Disordinary Architeture (http://disordinaryarchitecture.com/wp/) esplorando nuove modalità di “esperienza dell’ambiente costruito” attraverso il design e la consapevolezza della disabilità per giungere a soluzioni pratiche.

Al via “Plotera weeks”, il programma congiunto tra Matera e Plovdiv 2019

“Together” (“Insieme”) è lo slogan con cui la città bulgara di Plovdiv ha vinto il titolo di capitale europea della cultura, ma anche il titolo del primo dossier di candidatura di Matera. Insieme le due città hanno avviato e attraversato il loro percorso verso il 2019 attivando scambi di artisti, cittadini e volontari e realizzando presentazioni congiunte con la platea internazionale. Per il 2019 sono state attivate diverse collaborazioni a partire dalle cerimonie di inaugurazione, con la partecipazione dell’orchestra D’Ambrosio di Montescaglioso sul palco di Plovdiv il 12 gennaio e la Maritza Brass Band nella città dei Sassi il 19 gennaio.

Fra ottobre e novembre, le due città svilupperanno un programma congiunto di attività denominato “Plotera weeks – Plovdiv and Matera together for an Open Future”, che si articola in tre iniziative, realizzate grazie all’incontro delle rispettive culture:  la mostra fotografica sull’alfabeto cirillico “Delle lettere tra Plovdiv e Matera” a Matera dal 21 al 31 Ottobre (lun-gio 9:00-18:30, ven 9:00-14:00) presso la Biblioteca T. Stigliani, già allestita a settembre a Plovdiv; il “Mestiere Cinema Festival” dedicato al cinema bulgaro e alla composizione musicale per il cinema dal 23 al 27 Ottobre a Matera  (Casa Cava, Cinema Piccolo, Palestra Area8); il “Fusion Urban Games Festival” dal 31 Ottobre al 2 novembre a Matera (Piazza San Francesco e Casino Padula) e dall’8 all’11 novembre a Plovdiv.

Il FUSION Urban Games Festival, è un grande festival di giochi urbani con l’obiettivo di valorizzare i territori delle due Capitali europee della cultura tramite la riscoperta e riappropriazione del patrimonio culturale materiale ed immateriale e la sperimentazione di nuovi modelli, utili a far incontrare ed interagire cittadini permanenti e temporanei interessati alla partecipazione attiva alla vita civile. I partecipanti al festival esploreranno strade affollate e angoli dimenticati, parchi fioriti e giungle di cemento, ripide colline e misteriosi spazi sotterranei. L’iniziativa è frutto di una chiamata pubblica lanciata congiuntamente da Fondazione Matera Basilicata 2019 e Fondazione Plovdiv 2019, rivolta a game designer provenienti da tutta Europa. I giochi selezionati provengono da Russia, Polonia, Bulgaria, Germania, Inghilterra, Slovenia, Romania.

Accesso con Passaporto per Matera 2019 e, per alcuni giochi, con prenotazione (aperte dal 22 ottobre).  Programma: https://www.materaevents.it/progetti/87/fusion_-_urban_games_festival/1

 

Oltre 25mila studenti invadono la Fiera di Roma per l’appuntamento sulla tecnologia  

“Make Faire Rome” lo sguardo

al futuro delle giovani leve  

 

Ambiente, clima, giovani, miglioramento della vita: Make Faire – The European Edition alla Fiera di Roma, evento promosso dalla Camera di Commercio di Roma e incentrato sulla tecnologia ce ne da una idea non indifferente.

L’edizione 2019 è incentrata su alcune tematiche principali: economia circolare, robotica e intelligenza artificiale, IoT – Internet delle cose, manifattura digitale, foodtech, agritech, mobilità smart, edilizia sostenibile, realtà virtuale e aumentata, spazio, tecnologia nell’arte contemporanea, sportech, edtech.

Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di Commercio di Roma spiega: «Maker Faire Rome è una grande piattaforma e un grande momento di networking dove l’innovazione dall’alto si incontra con l’innovazione dal basso. Un luogo dove la tecnologia è alla portata di tutti e l’interazione è la caratteristica principale. L’evento si evolve anche grazie al frutto del lavoro di co-creazione che stiamo portando avanti, costantemente, con imprese, professionisti e Istituzioni».

Sette padiglioni a tema e 100mila metri quadri complessivi caratterizzeranno l’area espositiva, che anche quest’anno chiama a raccolta il meglio dell’innovazione internazionale.    

Sono oltre mille i progetti provenienti da oltre 40 nazioni che sono arrivati dalle varie Call, 600 dei quali saranno esposti in fiera come testimonianza della creatività e della forza delle idee generate dagli innovatori.

Una quattro giorni in cui si incontrano migliaia di giovani cultori riuniti che appassiono i fruitori in un’atmosfera in cui si vive il futuro nel presente: Università, Licei e piccoli geni al lavoro che leniscono lacune popolari.

In un momento storico in cui si sottovalutano le ambizioni degli studenti “Maker Faire Rome – The European Edition” è la riprova che vi è un mondo straordinario, quello giovanile, in fermento e sono pronti a coinvolgere e sconvolgere la quotidianità comune.

Due ore di storie di innovazione raccontate da speaker internazionali di grande rilievo, in un evento spettacolare ha dato il via alla settima edizione di “Maker Faire Rome – The European Edition” (18-20 ottobre alla Fiera di Roma, https://2019.makerfairerome.eu/it), toccando molti temi quali la manifattura innovativa, la robotica, l’educazione, la ricerca aerospaziale, lo stato dell’arte del mondo dei maker e molto altro.

Storie di design che incontrano l’elettronica, l’industria che si incrocia con il 4.0, la robotica che incontra l’Africa: esperienze di innovazione e passione in grado di ispirare tutti. Tutto questo è “Groundbreakers – Re: making the future”, il titolo dell’Opening Conference di MFR 2019 (nell’ex Caserma Guido Reni, via Guido Reni 7) durante la quale è stato trasmesso il video saluto di Luca Parmitano dalla Stazione Spaziale Internazionale.

I Groundbreakers sono i pionieri, apripista: sono coloro che lavorano nel presente con ciò che costituirà la nostra normalità di domani.

Tra gli speaker internazionali di quest’anno: Luciano Floridi, Alejandro Miguel San Martìn, Alex Braga, Antonio Bicchi, Brenda Mboya, Chiara Petrioli, Giuseppe Tannoia, Joachim Fargas, Kitty Yeung, Sara Krugman, Valentina Chinnici, Mike Szczys.

«Ci sono le buone idee. E poi ci sono quelli che le buone idee le trasformano in progetti e un pezzo alla volta costruiscono il futuro. Invenzioni concrete, tangibili, che nascono quando la passione si unisce all’ingegno e, soprattutto, quando le persone si ispirano a vicenda. La rete e le community -spiegano Massimo Banzi e Alessandro Ranellucci, curatori di MFR 2019 mettono in circolo il know-how tecnologico e nascono combinazioni nuove che esploreremo a “Groundbreakers – Re:making the future”-. Da sette anni crediamo nel potere di quelle persone speciali che chiamiamo makers: quelli che si entusiasmano per i loro progetti e che vedono i problemi come grandi opportunità creative. Perché l’innovazione è quel processo infinito per cui quando si inventa qualcosa si è a un nuovo punto di partenza e non a un punto di arrivo. Questo è il nostro filo conduttore».

Durante la conferenza annunciato il vincitore di “Make Christmas Lights Acea” , il contest promosso da Acea spa, gold partner di Maker Faire Rome che, in vista delle prossime festività natalizie, ha chiesto ai partecipanti di elaborare un progetto di illuminazione artistica di alto livello per la città di Roma. Un’iniziativa che è stata un grande successo con ben 21 proposte arrivate da tutto il mondo. Presenti alla Opening Conference anche i vincitori del contest “Make to Care”.  Sono rispettivamente Letismart e Tourist eyes  e si sono aggiudicati il premio grazie al progetto di un bastone bianco ‘hi-tech’ con due dispositivi in microelettronica ultraleggera che ne illuminano l’estremità e lo rendono ricettivo ai messaggi vocali di autobus, semafori e negozi.

E un servizio che integra intelligenza artificiale, telecamere e rete 5G per orientare e condurre il viaggiatore con disabilità visiva verso luoghi di suo interesse in tutta sicurezza, indicando marciapiedi, strisce pedonali e ostacoli.I progetti che si sono aggiudicati la quarta edizione di ‘Make to Care’, l’iniziativa ideata da Sanofi Genzyme per incoraggiare e supportare lo sviluppo di soluzioni innovative che rispondano ai bisogni delle persone che vivono una disabilità.

Un appuntamento con il futuro da non perdere.

 

Un ‘Salto’ negli incontri e rassegne

 

Una settimana ricca di eventi per la rassegna di musica underground

“Mare culturale urbano”

a Milano un autunno ‘Raster’

 

Proseguono gli appuntamenti musicali a MARE CULTURALE URBANO, il centro di produzione artistica (via G. Gabetti 15 a Milano), che propone un calendario ricchissimo di eventi per un autunnoTUTTO ACCESO”!

Da giovedì 17 ottobre torna Raster, la rassegna di musica underground nata nel 2016 e dal successo sempre più consolidato. Ad aprire una serata tutta al femminile con i live di MISSEY, artista milanese d’adozione, che ha avvolto il pubblico nel calore del suo raffinato r’n’b, e MESOGLEA, cantautrice monzese che fonde elettronica e trip-hop, muovendosi in uno spazio sospeso tra atmosfere nordiche e nostalgiche. Opening act della serata CHERIACH RE.

Ma questa settimana a Mare Culturale Urbano la musica non si ferma e continua per tutto il weekend.

Da venerdì 18 a domenica 20 novembre, infatti, ultimo appuntamento dell’anno con il Festival Delle Birrette, il format di Mare Culturale Urbano dedicato alla birra artigianale e alla musica, in una speciale edizione realizzata in collaborazione con Checcoro e Bookat Literary Agency. Il tema sarà il Coming Out, per rompere gli stereotipi e parlare di tutti i generi di “coming out” che abbiamo fatto nella nostra vita.

In programma venerdì 18 alle 21.30 il live di MIRAGAL (Afef Jmili), cantante italo-marocchina che porta sul palco il suo Raï’n’B, genere musicale nato dalla fusione tra l’R&B e il raï (musica tradizionale del Maghreb), mentre alle 23.00 il dj set di MISS JAY. Sabato 19 alle ore 21.00 si terrà il concerto dei CHECCORO, il primo coro LGBT di Milano formato da persone di ogni orientamento sessuale, con dj set di ZIALOLLO a seguire.

Infine, domenica 20 ottobre, appuntamento con “Ascoltiamo un disco”, il ciclo di incontri mensili della domenica pomeriggio curati dalla direzione esperta e appassionata di Luca De Gennaro, in cui il pubblico è guidato alla riscoperta degli album più importanti della storia della musica. A partire dalle 17.30 si ascolteranno le migliori canzoni di Elton John con il suo “Greatest Hits” (1974), la prima raccolta dei principali successi dell’artista britannico.

Per tutta la durata del festival, nel cortile della cascina ci saranno le migliori birre artigianali del territorio e street food.

Mare Culturale Urbano è un centro di produzione artistica attivo nella zona ovest di Milano. Sviluppa progetti di inclusione sociale, innovazione culturale e propone programmi di residenza dedicati ad artisti anche internazionali. Tutto l’anno Mare si anima con concerti, cinema all’aperto, festival, attività per bambini. Nella cascina, aperta tutti i giorni, trovano spazio anche un ristorante con birreria artigianale (Mare Birre e Cucina), un coworking, due sale prova musicali, spazi per formazione e eventi, un cortile comune. La struttura è un bene del Comune di Milano. Da maggio 2016 mare culturale urbano ha realizzato oltre 450 eventi musicali e concerti. Il calendario completo con orari, costi e dettagli di tutte le attività è disponibile su www.maremilano.org.

 

Trattare e visualizzare i dati in Scienze Umane

Cartografie delle migrazioni

Giornata di Studio a La Sapienza

 

La ricerca sulle migrazioni internazionali è un ambito di ricerca relativamente recente, che risale a soli 50 anni fa. Qualche pioniere, francese e americano, aveva già affrontato l’argomento in precedenza, in quei due grandi paesi di immigrazione con un passato migratorio anteriore rispetto a molti altri nuovi paesi di immigrazione attuali, ma la maggior parte delle ricerche è iniziata a metà degli anni ‘70 e all’inizio degli anni ‘80. Le serie di cifre esistevano, ma erano poco diffuse al grande pubblico.

Invece, la rappresentazione delle migrazioni attraverso dati statistici, grafici, analisi demografiche, mappature e storia migratoria è il risultato di una più recente suddivisione nelle varie discipline e di un approccio ormai multidisciplinare.

Oggi risulta importante, nel dialogo tra gli scienziati e il pubblico nonché i politici, la questione della dimensione visiva e quantificata come strumento di comunicazione. Di tale argomento si discuterà il 21 ottobre, in una giornata di Studi all’Università delle Sapienza di Roma (Via del Castro Laurenziano, 9) insieme agli studiosi francesi Virginie Baby-Collin (Università di Aix-Marseille), Sophie Bouffier (Università di Aix-Marseille), Hervé Le Bras (EHESS) e Philippe Rekacewicz (Le Monde diplomatique).

Un incontro organizzato da: Catherine Wihtol de Wenden, Sciences Po/CNRS, Elena Ambrosetti, Università Roma La Sapienza, in collaborazione con Florence Courriol, lettrice di scambio Università Roma La Sapienza/Institut français Italia.

L’iniziativa rientra nel ciclo MONDO MACCHINA MONDO VIVENTE. Omaggio a Leonardo, un ciclo di 30 dialoghi italo-francesi organizzati dall’Ambasciata di Francia in Italia e Institut français Italia in programma fino a dicembre, in ben 10 città italiane.

 

Al “Milano Music Week” la II edizione della rassegna organizzata dalla comunità cinese in Italia           

Sean White presenta

“Mandorla Music Festival”

 

Domenica 24 novembre ai Magazzini Generali di Milano si svolgerà la seconda edizione del “MANDORLA MUSIC FESTIVAL”, la rassegna musicale, organizzata dalla comunità cinese in Italia, che promuove l’incontro della cultura occidentale con quella orientale. La serata, ideata da Sean White (Zhang Changxiao), si inserisce all’interno degli eventi legati alla “Milano Music Week”.

«Il “MANDORLA MUSIC FESTIVAL” -spiega Sean White- è una piattaforma internazionale in cui la cultura orientale e quella occidentale si incontrano. Questa manifestazione nasce con l’obiettivo di dare agli italiani la possibilità di capire meglio la cultura e la musica del mio Paese, in particolare quella rock e indie-pop. Questa serata sarà un’opportunità per conoscerci meglio. Lo stesso può accadere anche per i settori alimentari, industriali e commerciali».

 

Questa edizione ospita artisti cinesi e italiani di musica indie, rock e jazz con lo scopo di far conoscere al pubblico più giovane alcuni dei nomi più celebri della scena musicale di entrambi i paesi. Per rafforzare maggiormente l’incontro tra le due culture, nel corso del “MANDORLA MUSIC FESTIVAL”, gli artisti cinesi e quelli italiani si esibiranno insieme, sorprendendo il pubblico con performance emozionanti e coinvolgenti.

«All’interno della cultura musicale cinese non esiste solo la grande musica tradizionale -racconta Sean White- ma anche grandi esponenti della musica rock e cantautoriale, vogliamo quindi mostrare all’Italia questa fetta del panorama musicale cinese».

Le prevendite sono disponibili su www.ciaotickets.com.  L’evento è realizzato in collaborazione con Centro per l’interscambio e lo sviluppo culturale Italia-Cina e Long Morning Music Group, associazione fondata dallo stesso White per promuovere gli artisti italiani in Cina.

Il “MANDORLA MUSIC FESTIVAL” è organizzato da SEAN WHITE (Zhang Changxiao), scrittore cinese che opera per promuovere lo scambio culturale tra Italia e Cina. L’anno scorso ha pubblicato il best seller “Creuza de Mao”, (con oltre 200.000 copie vendute in Cina), per far conoscere in Cina i più grandi cantautori della storia della musica italiana.

 

Tre appuntamenti con “La Vuelta al Mundo”, seguendo il viaggio di Magellano

Cervantitos alla Casina di Raffaello

il workshop per bambini dai 7 ai 12 anni

 

Il 10 agosto 1519, esattamente 500 anni fa, Ferdinando Magellano partiva da Siviglia discendendo il fiume Guadalquivir, per poi salpare con una flotta di 5 navi e un equipaggio di 237 uomini da Sanlúcar de Barrameda il 20 settembre dello stesso anno. L’obiettivo di questa impresa era raggiungere per la prima volta l’Asia navigando verso ovest.

 

Nell’ambito delle attività per commemorare il V centenario del primo viaggio di circumnavigazione intorno al globo, Casina di Raffaello (Piazza di Siena – Villa Borghese) insieme all’Instituto Cervantes di Roma, ospita nelle mattine di sabato 9, 16 e 30 novembre 2019, dalle ore 11.30 alle 13.00, il workshop La Vuelta al Mundo dedicato a bambini dal 7 ai 12 anni.

Nel corso dei tre incontri in programma, i bambini seguiranno l’incredibile viaggio di Magellano raccontato in spagnolo dall’artista María Ángeles Vila, per poi realizzare nel corso del laboratorio un planisfero per raccontare con la carta geografica e i disegni le avventure del grande navigatore.

Sarà un’occasione unica per imparare la lingua spagnola divertendosi.

Casina di Raffaello è lo spazio arte e creatività dell’Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità Solidale, gestito in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.

L’Instituto Cervantes è l’Ente Pubblico creato dalla Spagna nel 1991 per diffondere la lingua spagnola e la cultura dei Paesi ispano parlanti e delle lingue co-ufficiali della Spagna. E’ presente in quattro continenti e ha più di 87 centri, di cui quattro in Italia: Roma, Milano, Napoli e Palermo.

Orario di apertura di Casina di Raffaello, dal martedì al venerdì: ore 10.00-18.00; sabato, domenica e festivi: ore 10.00-19.00; chiusa lunedì.

Costo workshop (3 incontri) € 80 a bambino (materiali inclusi). Info e prenotazioni workshop

Tel. 06 85373628 / 29; cultrom@cervantes.es – cultrom1@cervantes.es

 

Un ‘Salto’ nella musica

 

Dopo le prime date Sold Out arriva la terza data Milano

“Zero il Folle” e Renato diventa…

Piumato Zero per Topolino

 

Cresce l’attesa per “ZERO IL FOLLE IN TOUR” che debutterà il 1° novembre a Roma, oltre 25 concerti nei principali palasport italiani (da domani in prevendita i biglietti per la terza data a Milano, il 14 gennaio al Mediolanum Forum di Assago), con già sold out le date di Roma, Firenze, Milano (le prime due) e Bari.

Renato Zero sta preparando un grandioso show con sorprese musicali, scenografiche e coreografiche, per stupire la sua gente, e una scaletta che racchiuderà i suoi grandi successi e i brani dell’ultimo disco di inediti “ZERO IL FOLLE” (attualmente al 1° posto della classifica dei dischi più venduti della settimana TOP OF THE MUSIC FIMI/GfK Italia).

Pubblicato da Tattica, l’album è disponibile in digitale, in formato CD e in formato LP. Il disco ha 4 “folli” cover, che vanno a comporre Z E R O. Quattro immagini che, insieme, rappresentano visivamente il disco, con la creatività e la follia che contraddistinguono Renato Zero e tutti coloro che rifiutano le regole e l’autorità.

“ZERO IL FOLLE” è stato registrato a Londra, prodotto e arrangiato da Trevor Horn (produttore di Paul McCartney, Rod Stewart, Robbie Williams), con cui Renato Zero torna a collaborare dopo l’album “Amo” del 2013.

L’artista italiano più rivoluzionario di sempre aggiunge un’inedita “zerofollia” alla sua carriera, ed entra per merito nel mondo Disneyanopaperizzato” nell’eccentrico alter ego paperopolese Piumato Zero.

Sulla copertina del numero di Topolino 3334, in edicola dal 16 ottobre, Renato/Piumato fa coppia con Topolino, entrambi immortalati con un look inconfondibilmente sorcino dalla matita del grande artista disneyano Andrea Perina per i colori di Valeria Turati.

All’interno del settimanale edito da Panini Comics è presente una lunga intervista realizzata da una giovanissima Toporeporter fan di Renato Zero. Greta, 9 anni, ha incontrato l’artista per una coinvolgente chiacchierata tra aneddoti e battute, ma anche riflessioni profonde sul significato della musica, sulla deriva aggressiva della comunicazione attuale contrapposta al potere positivo delle canzoni e dei fumetti, sull’ironia indispensabile per affrontare la vita.

E dalle domande curiose di Greta e dalle risposte tra il serio e il faceto di Renato Zero sono nati anche gli spunti per le sceneggiature di tre tavole a fumetti scritte da Francesca Agrati per i disegni sempre di Alessandro Perina che vedono l’artista Piumato Zero a spasso per Paperopoli e dintorni, tra un pasticcio di Paperino e Paperoga e un tour organizzato in perfetto stile Paperon de’ Paperoni.

Tracklist dell’album: “Mai più da soli” (primo singolo), “Viaggia”, “La culla è vuota”, “Un uomo è…”, “Tutti sospesi”, “Quanto ti amo”, “Che fretta c’è”, “Ufficio reclami”, “Questi anni miei”, “Figli tuoi”, “La vetrina” (secondo singolo, attualmente in radio), “Quattro passi nel blu”, “Zero il folle”.

I biglietti per la nuova data di Milano sono in vendita da mercoledì 16 ottobre, sul sito ufficiale di Renato Zero (www.renatozero.com), sul sito Vivaticket.it e nei punti vendita autorizzati Vivaticket.

RTL 102.5 è la radio media partner ufficiale del tour. www.renatozero.com

 

In uscita l’album dell’artista salentina e dal 25 il primo instore live tour

Emma, “Fortuna”

10 anni di inediti e live

 

Anticipato dal primo singolo “Io sono bella”, che ha riscosso un grandissimo successo radiofonico arrivando al primo posto della classifica settimanale EarOne, nel suo decimo anniversario di carriera, l’artista torna sulle scene con un disco dal sound moderno e uptempo. Oltre che come inteprete, ancora una volta Emma si mette in gioco anche come autrice di alcuni brani, tra cui la title-track “Fortuna”. Il disco è disponibile in pre-save al seguente link: https://pld.lnk.to/Fortuna

Fortuna” verrà presentato live in concerto per la prima volta il 25 maggio all’Arena di Verona per una data unica e speciale, quella del suo compleanno, in cui festeggiarà insieme al pubblico i suoi primi 10 anni di carriera musicale. Tutti i posti dell’intero anfiteatro saranno numerati.

Le prevendite per la data all’Arena di Verona sono attive da mercoledì 16 ottobre, sul sito di TicketOne e dalle ore 11.00 di mercoledì 23 ottobre nei punti vendita e prevendita abituali.

Dal giorno della sua uscita, venerdì 25 ottobre, “Fortuna” verrà presentato da Emma al pubblico per la prima volta in un instore live tour nelle principali città italiane. www.emmamarrone.com

 

In arrivo il box in Limited Edition in Vinile 7’’. Riprodotte fedelmente anche le copertina

Beatles, 23 singoli per riscoprirli:

un cofanetto da collezione

 

Dal 1962 al 1970, i Beatles pubblicarono 22 singoli nel Regno Unito; di quei 44 brani – fra lati A e B – 29 non sono mai stati inclusi negli album usciti in UK. Questi singoli, insieme al doppio Lato A di “Free As A Bird” e “Real Love” (pubblicati a metà degli anni Novanta), vengono ora resi disponibili con una nuova masterizzazione dai nastri originali mono e stereo di Sean Magee realizzata agli Abbey Road Studios per questo nuovo cofanetto in edizione limitata. “The Beatles: The Singles Collection” contiene 23 singoli in vinile da 7’’ (per un totale di 46 brani), in custodie che riproducono fedelmente la copertina di una delle edizioni internazionali dell’epoca, accompagnate da un libro di 40 pagine con foto e saggi di Kevin Howlett, storico dei Beatles. Il box da collezione sarà distribuito in tutto il mondo il 22 novembre da Apple Corps Ltd./Universal Music.

Guarda il trailer di The Singles Collection: http://thebeatles.lnk.to/SinglesCollection2019Trailer

The Singles Collection offre una visione affascinante del processo creativo di John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr attraverso la loro relativamente breve carriera insieme. Solo tre anni e mezzo dividono “She Loves You” del 1963 e “Strawberry Fields Forever” del 1967, un notevole esempio che illustra la rapida e rivoluzionaria evoluzione della band. Dal singolo d’esordio della band del 1962, “Love Me Do” con il suo lato B “P.S. I Love You”, a “Let It Be / You Know My Name (Look Up The Number)” del 1970, la nuova collezione mette in luce il mozzafiato arco creativo dei Beatles.

Negli anni ’60 era raro che i singoli del Regno Unito venissero distribuiti con copertine illustrate, i 7’’ della Singles Collection sono perciò presentati in buste illustrate che riproducono le copertine dalle loro versioni originali in diversi Paesi del mondo, tra cui Argentina, Australia, Austria, Belgio, Cile, Danimarca, Francia, Grecia, Olanda, Israele, Italia, Giappone, Messico, Norvegia, Portogallo, Sudafrica, Spagna, Svezia, Turchia, Regno Unito, Stati Uniti e Germania.

The Singles Collection segue l’uscita del 27 settembre delle edizioni per il 50° Anniversario di Abbey Road. L’acclamata edizione Super Deluxe presenta nuovi mix stereo, 5.1 Surround e Dolby Atmos del produttore Giles Martin e dell’ingegnere del suono Sam Okell, oltre a 23 registrazioni di sessioni e demo, la maggior parte delle quali inedite. Le versioni della Abbey Road Anniversary Edition hanno riportato l’iconico album in cima alle classifiche di tutto il mondo. Nel Regno Unito, Abbey Road ha raggiunto la posizione n. 1 nella classifica degli album dopo 49 anni e 252 giorni, battendo il Guinness World Record dei Beatles precedentemente detenuto da Sgt. Pepper, tornata al primo posto della classifica a giugno 2017 con la sua celebre Anniversary Edition dopo 49 anni e 125 giorni.

 

Un ‘Salto’ a Teatro

 

Appuntamento con Rassegan LAZIOinscena allo Spazio Rossellini

“La Vecchia Memoria”, omaggio

alla Compagnia D’Origlia Palmi

 
La Vecchia Memoria” testo e regia di Giacomo Sette con Gloria Sapio e Maurizio Repetto portano in scena uno spettacolo dedicato a Bea e Renatovia allo Spazio Rossellini (Via della vasca navale 58 – Roma) venerdì 18 ottobre.

Della storica Compagnia D’Origlia Palmi fondata dagli attori Bianca ed Emmanuel nel 1921 -e che finì la sua carriera nel piccolo teatro di Borgo Santo Spirito al Vaticano dove trascinò sé stessa e quel che rimaneva di un passato glorioso- non resta che il bagliore di un ricordo.

Eppure Bianca ed Emanuel ebbero un ruolo fondamentale nello sviluppo delle avanguardie romane che si nutrirono della loro recitazione di altri tempi e del loro trovaroba polveroso.

In questo lavoro, la dimensione artistica di D’Origlia Palmi e la loro fede profonda nel teatro come unico possibile orizzonte dell’esistenza, assumono valenza metafisica.

La “fine” dei due grandi attori simbolo di una forma “perduta” di teatro e teatralità è tutta giocata sull’estro dei due interpreti attuali, sulla loro personale ricerca e sulla rivisitazione del sogno ad opera di un giovane promettente drammaturgo.

Bianca ed Emmanuel sono stati il punto di partenza del nostro studio, ambientato nel 1969: anno della morte proprio di Bruno Emmanuel Palmi.

In questo lavoro ci siamo voluti discostare da una visione documentaristica e storicistica dei due personaggi, per approcciarli con uno sguardo più “comunitario”, usando la lente della “fine”.

Abbiamo immaginato i nostri due protagonisti persi in un paesino pieno di nebbia, alla ricerca del teatro parrocchiale nel quale dovranno esibirsi in un recital sui loro cavalli di battaglia. La nebbia e il paese si riveleranno essere dimensioni metafisiche, realtà mistiche, dense di presagi, dove i due potranno vedere una rappresentazione mitica dell’imminente morte di Emmanuel ed avvicinarsi ad una favolistica origine del mondo, molto simile alla loro storia d’amore. I due infatti, oltre che compagni di scena e direttori di compagnia, sono una coppia inseparabile da quarant’anni. Ed è proprio davanti ad un paradiso naïve, estremamente ingenuo, popolato da angeli e putti simili ai personaggi di una rivista, che i due daranno fondo a tutte le loro dinamiche, ai giochi che li rendono compagni di vita e al conflitto che sembra minacciare la loro unità. Infatti, davanti alla visione di una fine probabile, con l’avanzare dell’età e delle delusioni, vedendo morire la loro idea di teatro e ridursi sempre più la loro vita, i due reagiscono in due modi diametralmente opposti: Emmanuel si arrende, sognando di volare in un Paradiso accogliente, sereno e imperturbabile, Bianca si oppone, continuando a lottare.

Questo conflitto, sottile e sotteso per tutto il primo atto, esplode nel secondo. Siamo sul palco del loro teatro e scopriamo che tutto ciò che abbiamo visto finora altri non è che una messa in prova dell’ultimo testo di Emmanuel. Un testo onirico, d’avanguardia, con cui il capocomico sogna di dare l’addio alle scene e, forse, alla vita. Intuendo questa verità Bianca si ribella, cercando in tutti i modi di dimostrare al compagno di una vita quanto ancora ci sia da fare, si possa dare, quanto grande sia stata la loro vita e quanto unico e profondo il loro legame. Discutendo del testo i due dialettizzano il loro rapporto e quella simbiosi che impedisce a lui di “andare” del tutto e a lei di “restare” del tutto. Ma poi, profetizzando un Giudizio Universale laico, salvifico, egualitario e trionfante, troveranno la loro dimensione. Ognuno il giusto finale per la sua personalissima storia.

Fondata dagli attori Bianca D’Origlia ed Emmanuel Palmi nel 1921, la Compagnia fu attiva soprattutto nelle colonie italiane durante il ventennio fascista e si fece innovatrice presentando oltre al repertorio tradizionale dell’epoca, dei “kolossal al technicolor” di carattere sacro. Il loro spettacolo più noto è il Christus, un dramma a quadri che racconta la storia di Gesù Cristo ricorrendo ad effetti speciali, quali, per esempio, le luci colorate.

Dopo il crollo del fascismo la Compagnia fu emarginata dalla maggior parte dei teatri italiani, soprattutto per il carattere “antico” delle sue rappresentazioni. Fiera conservatrice dello stile del Grande Attore, la Compagnia trovò riconoscimento solo presso il Vaticano che le affidò un teatro a Borgo Santo Spirito, (Roma). Dagli anni ’60 agli ’80 la compagnia si distinse soprattutto per le rappresentazioni kitsch sulle sante e per la recitazione passatista. Nei ’60, in particolare, fu al centro della vita mondana di Roma. I suoi spettacoli erano frequentati da un pubblico di intellettuali, ricercatori, avanguardisti oltre che di suore, bambini, preti e borghesi cattolici. Vittima di derisione e marginalizzazione, ridotta ormai ad essere una compagnia semiprofessionistica, la D’Origlia-Palmi ispirò molti artisti della scena formatisi all’epoca, tra cui Carmelo Bene e Paolo Poli, assidui frequentatori dei loro eventi.

Ore 21 – ingresso 5 euro (+d.p.). www.spaziorossellini.it

 

Dopo aver comnquistato Milano lo spettacolo dei successi di Ligabue sbarca in tutta Italia

“Balliamo sul mondo” il musical

‘tra palco e realtà’ un successo a teatro

 

Ultimi giorni a Milano per BALLIAMO SUL MONDO, il musical con i più grandi successi di Luciano Ligabue e testo originale e regia di Chiara Noschese che, dopo aver raccolto grandi consensi di pubblico e critica, fino al 27 ottobre sarà in scena al Teatro Nazionale Che Banca!, per poi proseguire con un tour nei teatri di tutta Italia.

Queste le date al momento confermate: 30 novembre e 1 dicembre al Teatro TEAM di Bari, 7 e 8 dicembre all’Auditorium Europa di Bologna, 14 dicembre al Teatro Creberg di Bergamo, 21 e 22 dicembre al Teatro Verdi di Firenze, 28 dicembre al Teatro Sociale di Como, 17 e 18 gennaio al Teatro LAC di Lugano, 24 gennaio al Teatro Lyric di Assisi, 28 gennaio al Teatro Cilea di Reggio Calabria, 1 febbraio al Palamilione di Crotone, 6 febbraio al Teatro Al Massimo di Palermo, 8 febbraio al CT Metropolitan di Catania,  10 e 11 febbraio al Teatro Augusteo di Napoli, 18 e 19 febbraio al Teatro Regio di Parma, 22 febbraio al Teatro Display di Brescia, 28 e 29 febbraio al Teatro Valli di Reggio Emilia, dal 18 al 21 marzo al Teatro Olimpico di Roma, 25 marzo al Teatro Comunale di Pietra Ligure.

Uno spettacolo musicale tutto italiano, una storia inedita e originale, un gruppo di grandi voci, una storia che fa battere il cuore: questo è BALLIAMO SUL MONDO, musical nato da un’idea di Matteo Forte (Managing Director Stage Entertainment Italy) e Roberto Razzini (Managing Director Warner Chappell Music), con la firma di Chiara Noschese alla regia e al testo originale.

I 13 protagonisti, lungo 2 atti e 20 canzoni del Liga, si raccontano e cantano nell’arco di un decennio da un Capodanno all’altro, da quello alla soglia della maturità a quello dell’età adulta 10 anni dopo.

Le vite dei 13 protagonisti s’intrecciano, scandite dai più grandi successi di Luciano Ligabue, da “Certe Notti” a “Non è tempo per noi”, da “Tra palco e realtà” a “Urlando contro il cielo” e tante altre… tra cui ovviamente “Balliamo sul mondo”, la storica hit del Liga che dà il titolo al musical.

«La scrittura e la regia di BALLIAMO SUL MONDO, sono stati uno dei ‘viaggi’ più belli della mia vita: mentre scrivevo mi batteva forte il cuore per le sorti dei 13 protagonisti -afferma Chiara Noschese- La musica di Luciano traghetta, con decisione, nell’emozione… l’emozione di una storia semplice, una storia di tutti e per tutti».

L’alba del secondo millennio, raccontata da un gruppo di giovani di provincia. Capodanno 1990: una comitiva di amici si riunisce, come ogni giorno, al Bar Mario per festeggiare l’arrivo del primo anno da maggiorenni. Progetti, speranze, amori, passioni ma anche incertezze, paure e vecchi rancori, s’incrociano sullo sfondo della grande festa.

La promessa di ritrovarsi 10 anni dopo nello stesso giorno è l’unico modo per rendere meno tragica e dolorosa la consapevolezza che niente dopo quella notte resterà uguale. È il momento di diventare adulti…

Il decennio che segue cambierà la vita di ognuno, riservando a ciascuno di loro percorsi e realtà inaspettate. Malgrado tutto, la promessa viene mantenuta.

Capodanno 2000: sarà difficile per il gruppo rimettere insieme i pezzi, eppure, ritrovarsi e ricostruire insieme, diventa inaspettatamente l’unica salvezza per tutti… “Perché dopotutto, nella vita, non è obbligatorio essere eroi”.

 

 

Reduce del successo del singolo “Amaremare” l’artista pronta a calcare i palchi

Dolcenera con “Diversamente Pop”

torna live nei teatri dal 2 novembre

 

Reduce dal successo del singolo “Amaremare” (Polydor / Universal Music) che l’ha vista sui palchi delle principali rassegne estive, Manu DOLCENERA, calcherà nuovamente i palchi di alcuni importanti teatri italiani con il suo nuovo tour, “DIVERSAMENTE POP”, a partire dal 2 novembre.

«Il teatro, il posto che per antonomasia mette in scena una finzione, è il luogo che invece riesce a rendermi più vera che mai, riesce ad abbattere qualsiasi forma di pudore o, all’opposto, di finta comunicazione che l’epoca della spettacolarizzazione di una falsa umanità impone su social e media -dichiara DOLCENERA- Dalla ragazzina che, circa 17 anni fa, si faceva conoscere dal grande pubblico vincendo Sanremo suonando un pianoforte in modo intenso e viscerale, alla donna di oggi definita da tanti “artista eclettica e diversamente pop” (definizione che ho sempre voluto prendere come un complimento!), il mio percorso musicale è stato fatto di verità e di pura e semplice voglia di creare ed esplorare mondi sonori incentrati sulla contaminazione musicale per accompagnare una parte letteraria che invece trae le sue fondamenta dal cantautorato italiano. Ho esplorato talmente tanto che, oltre ad aver messo insieme synth electro nordici e moderni con ritmiche e tamburi ancestrali del sud del mondo, ed aver raccontato di temi importanti per me come la difesa dei diritti civili in “Ci vediamo a casa”, “Com’è straordinaria la vita” e della difesa dell’ambiente in “Amaremare”, alla fine sono anche riuscita a mettere insieme la musica classica con quella trap suonando Bach nella “folle” reinterpretazione pubblicata su YouTube di pezzi significativi del genere.  Ecco, sono un’aliena diversamente pop che in teatro porterà in scena tutto questo condito da un’intimità, una umanità e un’energia personale difficilmente descrivibili a parole».

Ecco le prime date annunciate, prodotte e organizzate da Joe & Joe.

– 2 novembre al Teatro Caio Melisso di Spoleto (PG) – data zero

– 5 novembre al Teatro Brancaccio di Roma

– 11 novembre al Teatro Puccini di Firenze

– 18 novembre al Teatro della Luna di Assago (MI)

– 14 dicembre al Teatro Openjobmetis di Varese

I biglietti sono già disponibili in prevendita sul sito Ticketone www.ticketone.it www.facebook.com/dolcenera/

 

Un ‘Salto’ in libreria

 

Niccolò Agliardi torna in libreria con un racconto toccante e necessario

“Per un po’”, storia

di un amore possibile  

 

La storia vera di un incontro in un romanzo. L’esperienza potente, difficile,  che trasforma e arricchisce, di un genitore affidatario single, che decide di accogliere in casa un ragazzo dal passato infetto di ingiustizia e dolore, “Per un po’” (Salani).

Che cosa vuol dire essere idonei per questo ruolo a tempo? Che cosa significa essere davvero pronti e presenti per un’altra persona, che porta con sé ferite, diffidenze e differenze?

In un libro onesto, diretto e poetico, Niccolò Agliardi racconta il senso profondo, fra fallimenti e ricompense, aspettative e bisogni, paure e realtà,   di un percorso di crescita e di consapevolezza dei propri limiti. Fare i conti con una paternità possibile, sospesa fra amore e regola, supporto e responsabilità, abbandono e abbraccio.

Tutto questo senza mai sentirsi soli: oltre agli amici di sempre anche quelli nuovi de L’Albero della Vita, che da oltre vent’anni si occupa di affido famigliare.

L’autore con la psicoterapeuta Stefania Andreoli lo presentano lunedì 28 ottobre alle ore 18:30 alla Mondadori Megastore (Piazza Duomo – Milano), intervengono per l’associazione L’Albero della Vita il presidente, Ivano Abbruzzie Ilaria Zambaldo, responsabile progetto affido.

IL LIBRO

Federico, diciotto anni, ha un destino ma non una destinazione. Niccolò ha  da poco superato i quaranta e ha deciso di provare a essere lui quella destinazione, scommettendo su una nuova pagina della sua vita. Perché alla fine del corso preparatorio, proprio lui, single e con nemmeno una  convivenza all’orizzonte, è stato dichiarato idoneo per diventare genitore affidatario del ragazzo, che ha alle spalle già diversi tentativi di affido falliti   ed è convinto che Rimini sia la capitale d’Italia perché lì abita la sua mamma. Un giorno di primavera Federico -che diventa subito Fede, poi Ciccio, poi Chicco e infine Johnny- entra per la prima volta nella sua nuova casa.

Non c’è solo un soppalco da sistemare e un adolescente segnato dall’abbandono tra le mura (e nella vita) di Niccolò. Si moltiplicano i piatti da lavare, il disordine, le tre sveglie che suonano all’alba, le ansie. Ma si moltiplicano anche le risate, diastole e sistole di un cuore che aveva una quota di bene da dare, senza sapere a chi.

Per un po’ è la storia commovente, intima, epica di un genitore e un figlio prestati all’affido, per cui non esiste nessun manuale. Nic e Fede sono come pezzi spaiati che provano a combaciare per formare un puzzle a cui mancherà sempre un tassello, ma questo non impedirà al disegno di essere completato e alla storia di essere narrata… almeno per un po’.

Il nuovo romanzo di Niccolò Agliardi è ispirato a una storia vera, la stessa da cui è nata anche la canzone Johnny, singolo e video di lancio della raccolta antologica Resto.

L’ASSOCIAZIONE

Fondazione L’Albero della Vita è impegnata in Italia e nel mondo per dare voce alla vita dei bambini. Per assicurare benessere laddove ci sono povertà e disagio, promuovere diritti e opportunità di sviluppo, sostenere i bambini nel portare miglioramento in tutti i loro contesti di vita. Questo si realizza attraverso servizi per la tutela dei minori in condizioni di disagio, servizi di sostegno alla maternità, sostegno a distanza di bambini nei Paesi in via di sviluppo e campagne di sensibilizzazione sul tema dei diritti dei minori in Italia e nel mondo.

Tra le attività portate avanti dalla Fondazione c’è anche il Progetto Affido. L’affido familiare è un bellissimo gesto d’amore verso i bambini che, a causa di situazioni particolarmente problematiche, sono temporaneamente allontanati dalle loro famiglie d’origine.

Famiglie, o persone singole, che sentono di avere il desiderio di fare  qualcosa di davvero significativo per arricchirsi e mettersi a disposizione, possono accogliere temporaneamente questi bambini e ragazzi in difficoltà, che, come tutti i loro coetanei, hanno diritto di crescere serenamente in un ambiente sicuro e vivere la normalità quotidiana: andare a scuola, sentirsi accolti in una casa, avere qualcuno che li consoli, li supporti e li aiuti a diventare grandi.

Gli psicologi e educatori dell’Albero della Vita mettono a disposizione tutta la loro esperienza e professionalità per garantire informazioni approfondite e corsi di preparazione a tutti quelli che si avvicinano alla scelta dell’affido, per prepararsi e farsi orientare alla soluzione migliore per aiutare un bambino in difficoltà. Una volta che il bambino viene accolto nella famiglia, l’equipe dell’Albero della Vita segue passo per passo l’intero percorso affidatario per dare tutto il supporto necessario alle famiglie e ai bambini.

L’esperienza dell’Albero della Vita testimonia che una famiglia affidataria opportunamente sostenuta si sente accompagnata e orientata nelle difficoltà. Questo rinforza le risorse personali, restituendo quindi  una  maggior probabilità di esito positivo del Progetto.

Per saperne di più visita il sito www.alberodellavita.org

 

 

 

 

 

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