22/04/2018 Daniele Coltrinari

La leggenda della maglia nera. Serena ricorda il nonno Luigi Malabrocca

«Mi sono avvicinata da poco al mondo del ciclismo e della bicicletta in generale, anche se sono sempre stata un’amante dello sport e sono sempre andata in mountain bike. È bellissimo far rivivere la figura del nonno e da qualche tempo do come posso il mio contributo, partecipando a incontri, spettacoli teatrali, ecc, su la sua storia».

Serena Malabrocca ci racconta la storia di suo nonno, Luigi Malabrocca. Un ciclista unico, scomparso qualche anno fa. Soprannominato “il Cinese” per via dei suoi occhi a mandorla, Malabrocca diventa popolare dopo aver indossato per due anni consecutivi la “maglia nera” del Giro d’Italia. Nato a Tortona il 22 giugno 1920 e deceduto a Garlasco il primo ottobre 2006, Malabrocca riesce ad aggiudicarsi l’ultimo posto nella classifica finale, nel 1946 e nel 1947, perdendo tempo tra una tappa e l’altra, nascondendosi dove poteva durante le gare, forando le gomme della sua bici e sostando nei bar che incontrava lungo il percorso. Quando, nel 1949, ci riprova qualcosa va storto: nell’ultima tappa a Milano perde troppo tempo e quando taglia il traguardo, i giudici, ormai spazientiti, hanno già lasciato le loro postazioni, assegnando al vicentino Sante Carollo la maglia nera con il relativo premio. Da allora Malabrocca decide di abbandonare quella singolare corsa all’ultimo posto.

C’è un libro, Coppi, Bartali, Carollo e Malabrocca, di Benito Mazzi (Ediciclo, 2005) che racconta la storia degli anni ruggenti ed epici di Bartali e Coppi mentre Malabrocca nel 1946 arriva ultimo a a quattro ore dal primo classificato (Gino Bartali) e in fondo alla classifica finale del Giro nel 1947 a quasi sei ore da Coppi. Luigi Malabrocca è stato un personaggio unico nella storia del nostro ciclismo, famoso per la “sua” maglia nera, in carriera vince comunque 138 gare, delle quali 15 da professionista, aggiudicandosi corse come la Parigi-Nantes (1947), la Coppa Agostoni (1948) e il Giro di Croazia e Slovenia (1949). Nel 1951 e nel 1953 è anche campione italiano di ciclocross.

«Non ho avuto vantaggi nell’essere nipote di questa figura mitica del ciclismo, se non quella di essere invitata, ultimamente sempre più spesso, a giornate dedicate al nonno». Serena mi racconta al telefono come tanti si siano interessati – e continuino a farlo – della figura di Luigi Malabrocca. Come Marco Pastonesi, giornalista e scrittore, al quale Serena rilascia una bellissima intervista, facendoci conoscere anche aspetti umani e più intimi di questo personaggio divenuto leggendario.

«Ho partecipato alla mia prima Eroica, nel 2017, una manifestazione dove in passato ha partecipato anche mio nonno», dice Serena. L’Eroica è una manifestazione cicloturistica che si svolge dal 1997 in provincia di Siena. La sua particolarità è quella di rievocare il ciclismo di un tempo, con percorsi in buona parte su strade bianche, con biciclette e abbigliamento d’epoca. E si tiene sempre la prima domenica di ottobre. «Quell’anno – continua Serena – capitò di domenica 1 ottobre, giorno della sua morte, ed è stato davvero emozionante». In quell’edizione de L’Eroica ci fu anche chi impersonificò la figura di Luigi Malabrocca, con bici e abbigliamento fedele della maglia nera, ma non passò una bella giornata, pare che cadde durante la manifestazione. «Non so se significhi – commenta la nipote – qualcosa però mi ha fatto pensare».

Serena ha aperto una pagina facebook: Malabrocca Luigi: aggiornamenti, notizie ed eventi sulla vita della maglia nera; quest’anno parteciperà alla Bicifestazione, perché non poteva essere altrimenti. Probabilmente anche suo nonno lo avrebbe fatto.

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