16/05/2019 Ilaria Bonaccorsi

È ora di lottare contro il mostro. E sai qual è la cosa bella? Siamo determinate.

Sentire dire, durante una conferenza stampa, che «occorre avere fiducia nella scienza, perché la scienza ha le risposte» di questi tempi è come immaginare un Pronto soccorso dove ti “soccorrono” senza prima dover morire per ore e ore. Chiara Bertogalli è una via di mezzo tra un ufo e una gentil dama dall’incarnato pallido e lo sguardo gentile di memoria rinascimentale. Ha deciso di candidarsi per la Lista Europa Verde, nella circoscrizione Nord Est dopo aver animato la stagione dei Friday for future di Parma. Laureata in biotecnologie all’Università di Parma lavora in GSK (Glaxo Smith Kline) dove ricopre il ruolo di Learning & Development manager. Ma di recente si è rimessa a studiare, boschi e lupi sono la sua passione, ed è diventata guida ambientale escursionistica Aigae.

Ha scelto di candidarsi in modo molto consapevole – questa è la mia sensazione – , per evitare che «la casa bruci» finalmente forte del movimento nato intorno a Greta.

«Io vengo dalle piazze. Le ho ascoltate e ho capito che ci vogliono azioni, non dichiarazioni». Questa dichiarazione è a dir poco distante dalla politica a cui “non” ci siamo abituati, tutta annunci e nessuna sostanza, se non nociva. Credi sia il momento giusto perché istanze ambientaliste diventino il centro di una campagna elettorale? E per farlo, a tuo avviso devono coniugarsi con il bisogno urgente di giustizia sociale?

Finalmente abbiamo capito che non si tratta di salvare “solo” gli alberi, ma di salvare noi stessi, i nostri figli, le generazioni future. Quando parliamo di giustizia climatica e giustizia sociale: è oramai inequivocabile che per il profitto di pochi, i molti pagheranno le conseguenze di un eccesso di gas serra e quindi dell’instabilità climatica che ha già iniziato a sconvolgere molte zone del pianeta.  Sifugge da situazioniin cui è a rischio la vita o anche a causa di cataclismi ambientali, come accade in Africa. Dobbiamo esserne consapevoli.  E qualcosa si muove come non accadeva da tempo: c’è un nuovo segnale da cogliere nell’etere. Una giovane donna newyorchese, Alexandria Ocasio Cortez, ha proposto un “Green New Deal”, un programma sistemico ricco di idee e approcci nuovi alla questione ambientale. Penso che non sia un caso che sia stata eletta deputata al Congresso degli USA. Invito tutti a seguirla, ad ascoltare le sue idee. In Europa guardoSka Keller, altra donna fenomenale, co-candidata alla presidenza della Commissione europea per i Verdi Europei. Si intuisce il mio fil rouge(o vert)?

Sei tra le promotrici dei Fridays for future, piazze che chiedono un futuro diverso, perché questo presente «ha rotto i polmoni».  Cosa ha rotto i polmoni secondo te? Semplificazioni e menzogne? Credi che la dimensione europea ti permetterà una politica migliore?

 

L’inerzia. Semplicemente l’ignorare completamente gli allarmi degli scienziati, e nel frattempo si muore sotto le ciminiere dell’Ilva, ci si ammala per la concentrazione di PFOS, per l’amianto, per l’eccesso di pesticidi e di gas di scarico. Nell’indifferenza delle istituzioni che rilevano penalmente solo il male acuto – il disastro ambientale conclamato – e mai quello cronico, fatto di dosi minime di veleno quotidiano. La sommatoria di tutti i contributi ci rende vittime di una sostanziale assenza di governo riguardo la salvaguardia della nostra salute e dell’ambiente.

Un singolo Stato, seppur sovranista, può fare ben poco. Serve un’azione globale e l’Unione Europea, se sarà rafforzata, potrà agire in modo più incisivo. Anche per questo i Verdi Europei sono la risposta giusta in queste elezioni.

«Questo è l’ultimo treno che abbiamo per salvare il pianeta, noi stessi e le altre specie che lo abitano». Mi racconti cosa porteresti sul treno per Strasburgo?

 

La borraccia. Perché dobbiamo attuare il prima possibile dappertutto l’ultima, recentissima Direttiva dell’Unione Europea che mette al bando la plastica monouso dal 2021. Io dico: cominciamo prima. Le istituzioni, le aziende, le scuole, le università nelle mense e nei distributori mettano in atto subito delle alternative. La prima, la più facile, è dotare gli studenti e il personale di borracce per l’acqua: niente più bottigliette di plastica.

Nei bar, 70% vuoto a rendere, 30% bottiglie di plastica per chi chiede l’asporto. Se posso aggiungere, sono orgogliosa della mia borraccina “personalizzata”: è verde brillante, dell’associazione “Io non ho paura del lupo”, un gruppo di studiosiche hanno il merito di difendere in modo intelligente e proattivo il ritorno del lupo nelle nostre montagne.

 

«Non è vero che le soluzioni non esistono. Le soluzioni ci sono e la scienza va ascoltata. Greta ci chiede questo». Ci dici quali sono almeno tre delle soluzioni che la scienza ci regale, che ci racconterai durata te la tua campagna elettorale? 

 

La scienza ci può indicare con precisione cosa mantenere ed incentivare, e cosa invece va abbandonato. L’innovazione prosegue la sua strada nonostante la politica sia rimasta indietro.

Soluzioni nuove come le bioplastiche, o la costante ricerca nel miglioramento di efficienza e riciclabilità dei pannelli fotovoltaici. Addirittura la stampa 3D potrebbe eliminare la necessità di trasportare molte merci – sono solo alcuni esempi di ciò che emerge dalla creatività e dall’innovazione di chi ascolta i segnali e ha capito che è ora di tagliare il cordone ombelicale che ci lega ad un passato di derivati del petrolio e di combustibili fossili. Quello che vorrei vedere emergere dalla politica è la capacità di intercettare e sostenere le soluzioni virtuose, togliendo linfa invece a ciò che danneggia la vita sul pianeta. Gli effetti concreti di queste politiche sono misurabili, in emissioni di CO2.

Ti piace che gli ambientalisti nel mondo abbiano usato le note di “Bella ciao” per scrivere il loro inno nel quale dicono che occorre costruire un “better future” e occorre “do it now”? 

 

Assolutamente sì. C’è qualcosa di importante da fare e abbiamo bisogno di batterci con la parte più nobile di noi stessi. Se mi sono attivata, è perché è ora di lottare contro il mostro. E sai qual è la cosa bella? Siamo determinate. E siamo in tante.

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