01/03/2018 Tiziana Barillà

Elezioni 2018. Partigiana e candidata con Pap, il Salto intervista Lidia Menapace prima del silenzio elettorale

“SONO una staffetta partigiana: è una scelta di vita, non si va in pensione”. Mi riprende subito così, Lidia Menapace – all’anagrafe Lidia Brisca – quando, introducendo una domanda, le chiedo “Sei stata una staffetta partigiana…”. E “staffetta al presente – per Lidia – significa che certe scelte profonde non cambiano, non sono riformabili, ma restano irreversibili, come in biologia le mutazioni”. Per la sua biografia, si rinvia alla lettura della Storia del nostro Paese. Oggi, dopo essere stata eletta per acclamazione dalle assemblee di Potere al popolo, la “Sempre partigiana” Menapace è candidata al Senato in Alto Adige.

Verso il 4 marzo facciamo “Tre domande a…” candidate e candidati, cercando di tirar fuori qualcosa di buono e utile dall’ennesima peggiore campagna elettorale di sempre.

Le tre domande del Salto a Lidia Menapace. 

Come hai incontrato Potere al popolo?
Un compagno napoletano mi ha telefonato per farmi conoscere il centro sociale “Je so’ pazzo” e mi sono subito appassionata all’impresa, seria e molto ironica insieme, sicché il passaggio a Potere al Popolo è stato ovvio.

Sei stata più volte proposta tramite appelli come senatrice a vita, anche se non sei mai stata nominata, perché hai accettato di candidarti?
Mi è stato chiesto ed ero predisposta favorevolmente, è stata una cosa naturale. E con predisposta naturalmente, dico che da tempo cerco forme e pratiche della politica fondate su una scelta di democrazia diretta e Potere al Popolo è proprio questo: non delega.

Come trovi cambiato il nostro Paese? E se potessi decidere come cambiarlo, da dove cominceresti?
La cosa più rilevante e purtroppo negativa è il grande abbassamento del livello di cultura politica: siamo quasi a un generale analfabetismo di ritorno e del tutto subalterni/e al neoliberismo: per questo comincerei sempre e subito dalla scuola ed educazione, fin dall’infanzia, dalla scuola per bambine e bambini.

Da partigiana antifascista, che effetto fa oggi vedere questa deriva a destra?
Intanto, vorrei sottolineare che non accetto il simbolico militare nel linguaggio politico, non si “combatte”, si lotta, il simbolico sportivo (lo sport duro della lotta), non vuole il danneggiamento di chi ci è avversario/a. Se si provoca un danno nello sport si viene squalficati/e, perché mai nella politica si deve accettare che sia lecito “uccidere” anche solo simbolicamente? Cerco di non sorprendermi, ho fatto studi storici e di sorprese ne ho incontrate a sfare.

Hai dalla tua sessant’anni di attivismo femminista. Come giudichi la situazione del nostro Paese a riguardo?
Non soddisfacente, ci sono dislivelli grandi di conoscenza e quasi nessuna pratica femminista consapevole. Salvo Non una di meno, perché non pensa né sceglie né propone un femminismo elitario e tipico delle intellettuali, spero che mantenga questo atteggiamento.

Sul conflitto generazionale, esploso negli ultimi tempi. In particolare la retorica di Renzi ha molto giocato sulla rottamazione e la contrapposizione tra generazioni. Quanti danni ha provocato questa retorica delle contrapposizioni?
Non me lo sono mai chiesto. Per rifiutare questa pratica, mi basta osservare che persone vengono appellate ROTTAMI, offesa inqualificabile.

Hai anche fondato il Manifesto, oggi un giornale di massa e di sinistra manca come il pane. Lo credi anche tu?
Sì certo, bisognerà ricominciare da un lavoro tenace di controinformazione per fermare e respingere la pericolosa ondata di ignoranza che viene avanti: si sta aprendo una fase prerivoluzionaria e discuteremo di quale rivoluzione si può parlare, come avviarla, come schivare infiltrazioni e trucchi pseudoculturali per sviarla.

Ancora una domanda… ci rimproveri spesso perché non vuoi essere “compatita”. Senza la minima intenzione di “compatirti”, a molte e molti di noi preme sapere che tu stia bene! Puoi assicurarci che la nostra “Sempre partigiana” è in forma e instancabile come tutti la immaginiamo? È uno scherzo eh…
Mi stupirei e preoccuperei se qualcuno dovesse spiegarmi uno scherzo! Anzi rassicuro: sono in piena forma, posso fare qualsiasi sforzo, non badate se mi viene immediatamente il fiatone!

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