07/10/2018 Daniele Coltrinari

Le ragazze del ’68. Come nasce il calcio femminile in Italia

Cinquant’anni dopo si sono ritrovate a festeggiare la loro avventura, intorno a una tavolata e a una cerimonia della Federcalcio; Le ragazze del ’68. Come nasce il calcio femminile in Italia, Fabrizio Càlzia, Galata, 2018, un libro che racconta il primo campionato nazionale femminile, una storia nata da un gruppo di ragazze, provenienti da diverse zone d’Italia, e che a tempo di record riusciranno ad organizzare il torneo.

Il calcio delle ragazze, di queste ragazze, raccoglierà immediatamente consenso e pubblico. Migliaia di veri e propri tifosi andranno ad assistere alle loro partite che si svolgeranno negli stadi maschili: il vecchio Marassi celebrerà lo scudetto dell’ACF Genova, la prima squadra campione di calcio femminile nel 1968, mentre un anno dopo, a Torino, lo stadio “Comunale” sarà il palcoscenico dove le calciatrici delle nazionale italiana si laureeranno campioni d’Europa.

Oggi il calcio femminile, anche se ancora poco conosciuto al grande pubblico, sta ottenendo ottimi risultati, come ad esempio la partecipazione della nazionale al Mondiale del 2019 (sette vittorie su otto partite nel girone di qualificazione); Fabrizio Càlzia con il suo libro (all’interno diverse foto e articoli dei giornali del tempo) ci racconta le pioniere del pallone: nel 1968, un anno non casuale e “rivoluzionario” del ‘900, nasce il campionato femminile che vincerà il Genova, squadra nata nel 1967 da un’inserzione pubblicata su un quotidiano a cura di un’appassionata di questo sport, Sandra Ravello.

Sandra ha 21 anni, le piace giocare a calcio e decide di fare un annuncio. Arrivano tante risposte. In poco tempo nasce la prima squadra calcistica femminile di Genova, la Acf Genova e che vincerà il 24 novembre del ’68 il primo campionato battendo in finale la Roma.

È una rivoluzione, via ogni scetticismo e ogni ironia, le donne possono giocare a pallone, è il 1968.

Circa trent’anni prima, nel febbraio del 1933, a Milano prese vita il Gruppo Femminile Calcistico, il primo club di calcio femminile organizzato, e le ragazze scendevano in campo indossando delle sottane. L’attività durò però solo 9 mesi perché, dopo l’entusiasmo dato dall’uscita della notizia sul Calcio Illustrato che pubblicò una pagina intera con le foto delle ragazze milanesi, anche in altre città cominciarono a nascere altre squadre femminili e, a quel punto, il C.O.N.I. (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) impedì alle donne di giocare, vietando tornei e gare singole, era il C.O.N.I “fascista”.

Se il fascismo puntò sullo sport per “l’elevazione fisica e morale degli italiani”, il movimento sportivo fu valorizzato e utilizzato anche per fini propagandistici (il segretario del PNF Achille Starace, fu contemporaneamente, dal 1933 al 1939, anche presidente del C.O.NI). Le calciatrici no. Le donne che giocavano a pallone erano immorali, vennero costrette a praticare altri sport. Poi arrivò il ’68.

«Il ’68 è stato anche questo: gruppi di ragazze di ogni dove in Italia che mettono insieme delle squadre di calcio e che si ritrovano, grazie all’iniziativa di genitori che indossano panni da dirigenti, a giocare il primo campionato nazionale femminile. Per buona parte di loro la vera rivoluzione è questa: compiere a tempo di record un miracolo organizzativo e farsi poi apprezzare per le loro doti tecniche e atletiche. Il primo scetticismo fa posto all’apprezzamento; il calcio delle ragazze raccoglie subito consensi e un pubblico che va ben oltre la presenza di familiari e fidanzati-tifosi: ci sono migliaia di persone a vedere le partite, si aprono gli stadi dei campioni: il vecchio Marassi celebrerà lo scudetto dell’ACF Genova, prima squadra campione nel 1968, mentre il “Comunale” di Torino laureerà di lì a un anno le azzurrine campionesse d’Europa. Questo libro racconta la storia e le storie delle pioniere. Che nel 2018 festeggiano il 50° anniversario della loro avventura e si ritrovano amiche dopo tanto tempo, vuoi intorno a una tavolata, vuoi per una cerimonia targata Federcalcio…».

(Tratto da Le ragazze del ’68. Come nasce il calcio femminile in Italia, Fabrizio Càlzia, Galata, 2018)

 

 

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