09/07/2018 Filippo Treiani

La parola giusta: vaccini

Quando avevamo parlato, su questa rubrica, della neutralità mascherata da insipienza, infingimento e ipocrisia, certo non avevamo pensato all’autocertificazione dei vaccini proposta da Giulia Grillo.

Ma la ministra ha voluto stupirci.

È intervenuta, infatti, nel dibattito pubblico che vedeva contrapposti, da un lato i fautori dell’obbligo e dall’altro i paladini della libertà di scelta (spesso un coacervo di “bufalari” incalliti), con un’impostazione pilatesca e ipocrita: l’autocertificazione.

In sostanza è come se, su una strada pericolosa con un basso limite di velocità, per strizzare l’occhio al voto degli automobilisti, si eliminassero gli autovolex. Un messaggio brutto, irresponsabile e pericoloso.

Ma in fondo, a pensarci bene, Giulia Grillo è la ministra alla Salute del governo dell’autocertificazione.

Un premier nominato ma autocertificatosi “eletto dal popolo”; due vicepremier che, da anni, si autocertificano, pontificando su ogni questione, “interpreti della volontà popolare”.

Squadre di tifosi digitali che, di volta in volta, si autocertificano medici, costituzionalisti, pubblici ministeri, scienziati nucleari.

Notizie false e virali che vengono autocertificate come vere solo con l’apposizione della magica formula “nessuno ve lo dice”. Persino le sentenze vengono autocertificate come “politiche”.

Insomma un intero Paese di autocertificati.

Solo che, prima o poi, qualcuno potrebbe controllare queste dichiarazioni e, magari, non trovarle veritiere.

Per qualsiasi problema, comunque, citofonare al ministero della Salute che, probabilmente, si dichiarerà non responsabile: autocertificandolo, ovviamente. 

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