09/09/2018 Daniele Coltrinari

Il grande salto di Vanni Oddera e la Mototerapia

«All’età di 15 anni, mi sono impuntato e per dieci giorni ho smesso di andare a scuola, tra punizioni e sberle non mi muovevo più di casa, stavo facendo lo sciopero per la mia motoretta: o mi comprate la moto o divento un vegetale! Poi il mio nonnino è arrivato in casa con una stupenda CRE 50 cc, dio mio a ricordare questo momento mi emoziono ancora adesso. Da quel momento ho passato un anno nei boschi, in mezzo alla natura, al fango, alla neve, solo io e lei. Alla fine dell’inverno la mia motoretta era consumata, distrutta, da buttare via e cosi per tre anni sono rimasto a piedi, neanche mille lire per un altra moto. Al mio diploma scatta il 125 cc Honda, ma neanche dopo un mese il motore esplode e per un altro anno fermo. Poi ho deciso di lavorare come cameriere e mi sono comprato un bel 125 cc cre nuovo di pacca e per un anno Enduro a manetta con tanto di gare regionali!».

C’è tutto il racconto della sua storia sul suo sito da bambino a oggi: lui è Vanni Oddera, campione di Freestyle Motocross e che da diversi anni porta gioia e allegria negli ospedali e non solo, a bambini disabili, malati oncologici e persone in carrozzella attraverso la Mototerapia. In un’intervista di qualche mese fa a un programma radiofonico molto famoso ha raccontato di avere una patologia molto rara, quando aveva 12 anni, infatti, gli hanno scoperto Il situs inversus (una condizione congenita dove gli organi sono invertiti in modo speculare rispetto alla loro usuale posizione) il cuore a destra, il fegato al posto della milza, e il sangue circola in maniera contraria.

Sempre nella stessa intervista ha ricordato il momento nel quale ha capito che doveva fare qualcosa, impegnarsi per il prossimo e donare un sorriso a chi era stato meno fortunato di lui: «Ero in Russia. Dopo una gara sono salito su un taxi, stavo andando a una festa. Era un taxi vecchio, puzzolente, e ho visto che il tassista era senza gambe, incontinente, seduto sulla sua pipì. È stato molto triste. Lui, in quelle condizioni, stava lavorando in piena notte per portare un pirla come me in discoteca. Gli ho dato tutti i soldi che avevo e sono tornato in hotel. Ho capito che dovevo cambiare il mondo intorno a me, in qualche modo».

È nata così l’idea della “Mototerapia”, ovvero delle esibizioni di motocross acrobatici dove malati e disabili, soprattutto bambini, salgono in sella e volano insieme a Vanni Odera e altri campioni della sua squadra, il Team Daboot; quasi 50 date ogni anno, totalmente gratuite. Da questa esperienza è nato un libro, Il grande salto. Ovvero come ho capito che l’amore per gli altri rende felici (Vanni Odera, Ponte alle Grazie, 2017). È la storia di Vanni Odera, un bambino che preferisce la solitudine e l’amicizia degli animali a quella dei coetanei ed ha un rapporto privilegiato con il nonno, maestro e complice, E poi un profondo legame con il bosco, luogo di libertà e di armonia.

Vanni Oddera è un campione mondiale di Freestyle Motocross e allo stesso tempo un uomo che non si vergogna dei propri difetti ed eccessi; un uomo generoso che sa donarsi agli altri e che regala gioia e felicità a chi soffre, facendolo “volare” con lui, sulla sua moto. È il grande salto solidale e sportivo.

Da scoprire, da conoscere, da amare.

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