10/09/2018 Tiziana Barillà

Fatta la fiction trovato l’inganno. Vedremo mai Riace su Rai1?

«Questa vicenda rischia di trasformarsi in censura». Beppe Fiorello riaccende la discussione sulla messa in onda di Tutto il mondo è paese, la fiction Rai su Riace che avrebbe dovuto andare in onda a febbraio 2018, ma che è ancora bloccata. «Bloccata perché narra una realtà e nessuno/a dei miei colleghi si fa sentire», ha ancora twittato Fiorello. 

Il protagonista di Tutto il mondo è paese, la fiction Rai che racconta Riace e il suo sindaco, da mesi chiede la messa in onda. Perché e da chi è stata bloccata “Tutto il mondo è paese”? Se lo chiede Fiorello, se lo chiedono le migliaia di persone che hanno sottoscritto online un appello per chiederne la messa in onda. E pochi giorni fa – il 7 settembre – il deputato democratico Antonio Viscomi lo ha chiesto alla commissione di vigilanza Rai, presentando un’interrogazione firmata insieme a Carla Cantone. Viscomi e Cantone chiedono alla commissione di vigilanza di rendere noti i motivi e le procedure che impediscono la messa in onda di “Tutto il mondo è paese”. Si è deliberato in proposito? Chi e quando? E con quali motivazioni? Il rischio è che- ancora una volta – i tweet abbiano efficacia di legge, e il chiacchiericcio venga spacciato per informazione? Una coproduzione Picomedia, Ibla Film e Rai Fiction, sostenuta dal Dipartimento Turismo e Beni Culturali, Istruzione e Cultura della Regione Calabria in collaborazione con la Fondazione Calabria Film Commission. La fiction, diretta da Giulio Manfredonia, da mesi è pronta per essere trasmessa sulla tv di Stato, ma è in standby dopo che Maurizio Gasparri, appellandosi a una clausola del regolamento Rai, ha protestato contro la messa in onda di un film che “esalta un indagato”. «È il caso da parte della Rai di proseguire nella realizzazione di una fiction celebrativa di questo sindaco?», si è chiesto pubblicamente il vicepresidente del Senato. Aggiungendo che «questa politica filo immigrazione demagogica, che anche il servizio pubblico rischia di alimentare, può portare a gravi errori». Da Forza Italia, quindi, dal partito del “re degli indagati” muove la crociata contro Riace. Dallo stesso partito che ha inaugurato le politiche di respingimento e accoglienza detentiva quando era al governo, lo stesso partito – che oggi non governa ma ha facili alleati al governo – che oggi impedisce a milioni di italiani (almeno 8 milioni, secondo le stime, i telespettatori di una fiction su Rai1, in prima serata, con Fiorello protagonista) di conoscere un altro modo di vivere e convivere con chi arriva in Italia e, attraverso l’Italia, arriva in Europa.  «Credo che nessuno in Rai desideri occultare il film e lo credo fondamentalmente perché la Rai è un’azienda, una società che fa business e imprenditoria e sarebbe la prima a subire un danno gigantesco dalla non messa in onda del film, inoltre ho visto con i miei occhi l’impegno e l’amore dei dirigenti che sono venuti a Riace durante le riprese», ha scritto Corrado Fortuna proprio qui su ilSalto. Lui nella fiction interpreta Tonino Petrolo, il presidente della cooperativa indagato insieme al sindaco.  Insomma Riace è colpevole, perché sulla testa del suo sindaco pende un’indagine che è ancora in corso. E tutto procede con una lentezza proverbiale. Ma, di questi tempi, Riace è colpevole soprattutto perché smonta pezzo pezzo il castello di bugie su cui l’establishment ha costruito la propaganda del proprio successo: paura e disumanizzazione. Come una mosca capace di far giungere il suo piccolo ronzio alle folle, Riace è fastidiosa. Va colpita in ogni modo. Con la confusione, le indiscrezioni, gli inviti alla pazienza. E, dall’altra parte, con le mazzate: i fondi bloccati, i ritardi nei pagamenti, il tentativo preciso di mandare a gambe all’aria un sistema, la ricerca spasmodica della guerra tra poveri.  «La proiezione di una fiction può sembrare una questione poco rilevante», scrivono i promotori della petizione online, «ma in questo momento in cui il modello Riace potrebbe scomparire a causa del blocco dei finanziamenti, è un messaggio importante». Bloccarla appare come una delle tante cartucce impiegate in questa “persecuzione politica” contro Riace. Il 13 settembre, al Centro sperimentale di Cinematografia di Cinecittà, a Roma, insieme a Fiorello e Lucano continueremo a farci domande. A cercare risposte. A crearne di nostre, se nessuno ci ascolta. Vi aspettiamo. 

RSS
Follow by Email
Facebook
Google+
https://www.ilsalto.net/fiction-riace-rai1/
Twitter