27/02/2018 Tiziana Barillà

Elezioni 2018. Tre domande a… Zaria Galiano, Comitato immigrati in Italia e candidata con Potere al popolo

L’ultimo lembo dell’ultima stagione parlamentare, alla vigilia di queste elezioni, è stato dominato dal dibattito sullo Ius soli. Ricordate? Dopo di che, il silenzio. Persino il tema dei migranti rimane sullo sfondo di una campagna elettorale concentrata su ordine pubblico, fascismo e antifascismo. Una campagna elettorale in cui spesso la questione migranti viene ingiustificatamente fatta coincidere con la causa dello “scontro sociale”, per citare il ministro degli Interni Minniti, ma anche il suo candidato successore Matteo Salvini. Al di à delle tribune elettorale e delle prime pagine dei giornali mainstream, però, la vita continua a scorrere tale e quale a qualche settimana fa. I milioni di migranti in Italia continuano a lavorare, partecipare alla vita sociale e pubblica del Paese. Qualcuno, poi, ha anche deciso di tentare l’ingresso in Parlamento. Come Zaria Galiano, che è nata in Ecuador, ha 35 anni, vive a Roma ed è cittadina italiana. Zaria è attivissima: “Sono una extracomunitaria che corre con la pioggia col freddo di sabato di domenica, da un dibattito all’altro, da un’assemblea all’altra, da un volantinaggio all’altro per provare a cambiare l’Italia mentre milioni di italiani vivono nella più completa indifferenza”, ha scritto sul suo profilo facebook. Zaria ha due figli, lavora in studio con il marito consulente del lavoro, rincorre esami e lezioni a Scienze politiche e milita nel Comitato immigrati in Italia. Adesso è anche la candidata di Potere al popolo alla Camera dei deputati nel collegio 11, la periferia della Capitale dove “la guerra tra poveri si sente parecchio”, dice.

Verso il 4 marzo facciamo “Tre domande a…” candidate e candidati, cercando di tirar fuori qualcosa di buono e utile dall’ennesima peggiore campagna elettorale di sempre.

Le tre domande del Salto a Zaria Galiano. 

La tua candidatura è espressione del Comitato immigrati in Italia, in cui ormai da anni migliaia di migranti si auto organizzano. Come è avvenuto questo incontro con Potere al popolo?

Siamo stati chiamati da Potere al popolo. All’inizio l’idea era quella di candidare mia madre, Luz, come candidata che rappresentasse una realtà che tutti nascondono o criminalizzano. Però mia madre non ha la cittadinanza, nonostante viva qui da più di vent’anni e ha proposto me. Che sono l’unica fortunata in famiglia, sono l’unica ad avere la cittadinanza perché ho spostato un italiano, nemmeno i miei fratelli hanno il passaporto…. Perciò ho partecipato a un’assemblea romana e lì sono stata scelta. È bastato pochissimo.
In un momento del genere andiamo proprio contro tendenza. Per me è la prima volta, perché nessuno aveva mai preso in considerazione una nostra diretta candidatura, nemmeno i partiti “di sinistra”. Per la prima volta veniamo considerati come persone e non come lavoratori o mano d’opera. E, poi, sul programma (ride) mio padre (Edgar, storico presidente del Cii) dice sempre che Potere al popolo ha rubato la piattaforma del Comitato immigrati in Italia , quindi non potevamo non accettare. Perciò è la prima volta, perché è la prima volta che veniamo coinvolti. Siamo in piazza e in strada da una vita, questa volta vogliamo entrare in Parlamento. E se non è adesso sarà alla prossima, prima o poi ci dovremo arrivare.

Sei cittadina italiana, ma continui ad autodefinirti “una extracomunitaria”. Perché sarebbe importante eleggerti in Parlamento?

Quando sono arrivata qui, nel 1996, ero l’unica straniera di tutta la scuola. Ricordo che venivano da tutte le classi per vedere com’ero fatta! Era curiosità. Mia madre mi ha mandata a scuola due settimane dopo l’arrivo e non parlavo affatto italiano, e ricordo le mie compagne di classe che mi aiutavano spiegandomi i nomi delle cose che ci circondavano. Per loro ero una ragazzina che aveva bisogno di aiuto per integrarsi nel gruppo. Da allora la situazione è molto cambiata, non mi sono mai sentita discriminata in vita mia ma penso che oggi un bambino a scuola si senta diverso.
Ecco, ti racconto questo per dirti che conosco bene questa realtà e so quali sono davvero i problemi. Perciò, se una come me entra in Parlamento è per cercare le soluzioni applicabili subito, come il voto amministrativo: non è pensabile che noi residiamo qui, utilizziamo i servizi pubblici e poi non possiamo scegliere il sindaco. Se lui e il suo governo scelgono per noi, che viviamo qui, per quale motivo noi non abbiamo il diritto di sceglierlo? Partecipiamo alla collettività ed è giusto che partecipiamo anche alle decisioni.

Mettiamo il caso che tu fossi la ministra dell’Immigrazione in questo Paese, da dove cominceresti? Innanzitutto dalla cittadinanza, è indispensabile. Soprattutto in un momento di odio e razzismo come questo, in cui si cerca di addossare a noi tutte le colpe. Uno Ius soli per chi è nato e ha fatto la scuola qui. La seconda è il voto amministrativo per chi – come i miei genitori – partecipa alla vita pubblica e sociale da moltissimi anni e merita e ha il diritto di esercitare il proprio voto amministrativo. E poi bisognerebbe intervenire assolutamente sul legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro. In un momento di crisi noi siamo i primi a perdere il lavoro e siamo costretti ad accettare qualunque condizione, qualche volta anche a pagarci i contributi noi stessi, pur di non perdere il lavoro e con esso il permesso di soggiorno. Vedi, lo Stato italiano sa bene che con noi ci guadagna pure, lavoriamo una vita e non prendiamo la pensione, molti di noi se ne vanno e lasciano qui i contributi versati. La verità è che in Italia si sopravvive, e vale per italiani e per i migranti. Questa non è vita è sopravvivenza che crea disagio e guerra tra poveri. Noi siamo nati per essere felici, per goderci la vita. Se pensi che la stragrande maggioranza delle persone sta chiusa tutta la vita per far guadagnare qualcun altro e per arrivare giusto a pagare le bollette, capisci bene che questa non è vita.

RSS
Follow by Email
Facebook
Google+
https://www.ilsalto.net/elezioni-2018-zaria-galiano/
Twitter