02/03/2018 Alexander Damiano Ricci

Elezioni 2018. Le ultime 24 ore sulla stampa estera

 

Nel corso degli ultimi giorni, il video del comico statunitense John Oliver è diventato un contenuto virale sul web. Ma la verità è che, da una settimana a questa parte, tutti parlano dell’Italia e delle elezioni politiche di domenica. Solo nelle ultime 24 ore decine di articoli sono comparsi sulle testate europee. In cima, per quantità di pezzi prodotti, ci sono ovviamente i media tedeschi (il mercato editoriale più ricco e potente del Continente), ma in primo piano ci sono anche i giornali francesi, nonché le testate di Bruxelles.

Cosa aspettarsi dal voto italiano? Se lo chiedono su Open Europe, il think tank liberale pro-Brexit del Regno Unito. Enea Desideri mette in guardia dalla forza dell’euroscetticismo. Su Open Democracy, Paul Ginsborg va invece alla ricerca delle origini dell’astensionismo italiano. Altri la prendono “con filosofia”: in Italia, “grazie” al Movimento 5 Stelle, sarebbe in corso una sorta di trasformazione hegeliana.

I tedeschi di Handelsblatt sottolineano come Luigi di Maio non lasci nulla di intentato e si presenti come “amico delle banche” davanti agli studenti di Harvard. Pesante invece il titolo di un pezzo di Jan Fleischhauer su Der Spiegel: “Con i clown arriva anche il debito”; in foto di copertina Berlusconi e Tajani. Il primo permetterebbe anche a Trump di essere rivalutato (c’è anche spazio per una frecciatina a Draghi). Sulla stessa testata, vengono definiti burloni anche quelli del Movimento 5 Stelle. Più nel dettaglio, Hans Jurgen Schlamp scrive che “ottenere voti non vuol dire saper governare”. Walter Mayr, più moderatamente, parla dello scenario di un Parlamento bloccato.

 

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I francesi di Mediapart parlano di una Lega Nord alla conquista del Sud pubblicando un reportage da Napoli. E sul network internazionale The Local c’è chi si chiede se il Carroccio sia di estrema destra. Lo stesso portale web consacra anche una serie di articoli ai personaggi di primo piano della nostra politica: chi sono Paolo Gentiloni e Matteo Renzi? Oliver Meiler realizza un ritratto di Davide Casaleggio per la Sueddeutsche Zeitung. Nel frattempo, James Newell, sul The Guardian, spiega perché la sinistra italiana andrà incontro a un fallimento questo weekend. Su Jacobin, Fulvio Lorefice scrive di come il fantasma del Partito comunista italiano faccia sfigurare tutte le formazioni della sinistra.

Al limite del politically correct il pezzo su Politico di John Hooper che elenca 12 italiani che avrebbero rovinato il Belpaese. Tra questi, insieme a Berlusconi e Craxi, compare anche Mazzini. Inoltre, sulla testata americana c’è chi prova a spiegare (con sarcasmo) perché Tajani è un buon candidato per la Presidenza del Consiglio. In poche parole, Antonio è “fedele e accondiscendente”. Sempre in area Bruxelles, su Euractiv, l’operazione politica di Berlusconi viene definita un “puppet show” (“teatrino”). C’è poi questa rassegna dei momenti più assurdi della campagna elettorale nostrana.

Margherita Bettoni, per Die Zeit, scrive del fatto che la Mafia non sia un tema che meriti l’attenzione da parte dei partiti di questa campagna elettorale. Sul think tank-magazine Ideas on Europe, Antonella Forganni chiede se l’Italia non stia scivolando lentamente e ad occhi aperti verso un lungo declino. Ma c’è già chi si prepara al “dopo le elezioni”. Se sarete a Parigi il 7 marzo, qui si parlerà dei risultati del voto italiano.

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