19/11/2018 Redazione

Don Roberto Sardelli e la laurea honoris causa. Per ricominciare a non tacere

Mercoledì all’università di Roma Tre Don Roberto Sardelli – «il prete delle baracche» – riceverà la laurea honoris causa.

Don Roberto, che negli anni Sessanta andò a vivere fra i baraccati dell’Acquedotto Felice, aprendo una scuola per i figli degli immigrati del Sud che vivevano in case fatiscenti, senza acqua, nè fogne, nè luce, diede una penna in mano ai suoi studenti della «Scuola 725» per scrivere una «Lettera al sindaco», indirizzata all’allora primo cittadino Rinaldo Santini, per chiedere migliori condizioni di vita per i baraccati. Era il 1968.

Marzo 2007. «Per continuare a non tacere».
Dopo 39 anni un’altra lettera – stavolta indirizzata al sindaco Veltroni – fece molto rumore. Questa lettera non è solo un denuncia. È l’analisi della disaffezione dei cittadini nei confronti della politica, delle istituzioni e della democrazia, il decadimento della cultura a pura forma di immagine e spettacolo superficiale, il moltiplicarsi delle situazioni di estremo disagio, come dei senza casa, ma, soprattutto, il predominio incontrastato dei poteri forti dell’economia.

Rileggerla oggi, undici anni dopo, è il modo migliore per “iniziare a continuare”. Continuare a non tacere. O ricominciare a non tacere.

PER CONTINUARE A NON TACERE (scarica la lettera)

 

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