12/06/2018 Tiziana Barillà

Diritti umani come neve al sole. Al confine con la Francia affiorano corpi senza vita

I vestiti sono ormai diventati stracci, e coprono quel che resta di corpi senza vita. Le loro identità non sempre le conosciamo, ma quello che sappiamo è che tentavano di valicare la frontiera tra la Francia e l’Italia.

Nell’inverno che ci siamo lasciati alle spalle, ci hanno provato in migliaia ad attraversare e affrontare le Alpi innevate. Negli ultimi due anni, una delle principali rotte di transito tra l’Italia e la Francia è stata Ventimiglia. Ma i controlli a tappeto e i respingimenti sistematici della polizia francese, hanno reso impossibile ogni via sicura. L’attraversamento è ormai la montagna. certo, le politiche di frontiera Francesi sono da condannare, ma l’Italia insegue non poco. In un effetto domino di disumanità.

L’ultimo corpo è stato ritrovato venerdì 25 maggio, un paio di settimane fa. Mentre in Italia discutevamo di improbabili governi xenofobi e reazioni che poi, ahimè, sono diventati realtà. E in queste ultime ore, lo hanno più che dimostrato. Quel braccio di ferro sulla vita degli altri a cui assistiamo nel Mediterraneo oggi, avviene già da un pezzo tra Italia e Francia.

Ce ne siamo accorti quando i fatti di cronaca hanno preso d’assalto la nostra attenzione. Quando i fascisti di Generation identitaire hanno inscenato la chiusura della frontiera, quando chi tentava di soccorrere i malcapitati migranti sulla neve è stato accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. E, ancora, quando la polizia francese ha fatto irruzione in Italia, a Bardonecchia.

Proprio vicino a Bardonecchia, dicevamo, il 25 maggio è stato ritrovato un corpo senza vita. Il quotidiano francese Le Monde riporta di un corpo rannicchiato in una fessura ritrovato da un cacciatore. Secondo la polizia transalpina, riporta Le Monde, «avrebbe trascorso lì l’inverno». È il terzo corpo ritrovato nel mese di maggio. Prima del giovane di cui non conosciamo nemmeno il nome, sempre sul lato francese, altre due corpi sono affiorati dalla neve sciolta sulle Alpi. Quello di Mamadou Alpha Diallo-e di Blessing Matteo. Senegalese lui, nigeriana lei. Sepolti da una montagna di neve, tutti.

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