08/03/2019 Gabriele Vilardi

Agire per generare speranza. Da Greta a Marianna, le donne difendono il clima

“Abbiamo certamente bisogno di speranza. Ma l’unica cosa di cui abbiamo bisogno più della speranza è l’azione. Una volta che iniziamo ad agire, la speranza si diffonde.

Quindi, invece di cercare la speranza, cerchiamo l’azione.

Allora e solo allora, la speranza arriverà.”

Se quel 20 agosto di un anno fa una giovane ragazza svedese di 16 anni non avesse deciso di manifestare il suo dissenso all’esterno del suo Parlamento, sicuramente oggi non saremmo a raccontare ogni venerdì le centinaia di manifestazioni che in tutto il Mondo si svolgono in difesa del clima.

La miccia è stata accesa, la speranza è rinata grazie all’azione di una sola persona.

Sono ormai 29 i “Fridaysforfuture” realizzati in questi mesi con l’obiettivo di pretendere l’applicazione dell’accordo di Parigi su scala globale sulle emissioni di CO2; 29 settimane in cui centinaia di migliaia di studenti hanno deciso di scioperare saltando un giorno di lezione.

“ Perché studiare per un futuro che presto non ci sarà più? Quando adesso nessuno sta facendo qualcosa per salvaguardarlo?”  ha affermato Greta Thunberg nel TEDx talk a Stoccolma .

“Che senso ha imparare a scuola, quando i dati più importanti, forniti dalla scienza di quello stesso sistema scolastico, chiaramente non significano nulla per i nostri politici e la nostra società?”

Parole semplici ma efficaci, capaci di scalfire l’indifferenza delle persone e generare la nascita di un vero e proprio movimento ecologista internazionale.

“Molti ragazzi che  scendono in piazza in Italia  affermano di aver ascoltato almeno uno dei suoi discorsi ed essere stati ispirati a partecipare” spiega Marianna Panzarino, studentessa universitaria di Bari e una delle prime attiviste ad aver contribuito alla nascita della piattaforma Fridays for Future Italia.

Assieme a lei abbiamo provato a conoscere meglio il progetto e i suoi obiettivi.

Come è nato FFF italia e quanto “l’effetto Greta” si sta espandendo nel nostro Paese?

Dalla nascita del corrispettivo internazionale, i cittadini hanno iniziato liberamente ad aprire pagine Facebook della propria città con l’obiettivo di potersi connettere con chiunque volesse partecipare al movimento e organizzare le manifestazioni in piazza.

Non esiste nessuna vera e propria organizzazione o struttura interna ma un coordinamento naturale gestito su base locale.

Ogni giorno, ogni settimana nascono nuove piazze in Italia che vengono aggiunte in una mappa online presente sul sito www.fridaysforfuture.it.

A oggi siamo a circa 80 città che ogni venerdì partecipano allo sciopero.

 

Quali sono gli obiettivi di FFF Italia?

Le richieste sono quelle rilanciate dalla piattaforma internazionale:

Chiediamo di attuare la transizione dal modello delle fonti fossili a quello delle energie pulite rinnovabili, per evitare al Paese gli effetti degli sconvolgimenti climatici, il declino economico, industriale e sociale, con l’obiettivo delle Zero emissioni al 2050.

Sono decenni che gli scienziati sanno cosa comporta emettere gas serra nell’atmosfera, ma fino ad ora non sono stati ascoltati abbastanza.

Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), ha certificato che nel 2018 il clima italiano si è surriscaldato come mai prima da 218 anni, superando il precedente record del 2015, con una temperatura media maggiore di +1,30°C. Un dato molto preoccupante dal momento che l’IPCC (Il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico  delle Nazioni Unite) considera l’aumento di +1,5°C su scala globale il limite oltre il quale la situazione climatica diventerà talmente ingestibile da rendere vano qualunque intervento dell’Uomo.

L’ approdo in sud Italia di vari metanodotti provenienti da Paesi esteri (si consideri il caso Tap e l’intenzione del Governo a non fermare la costruzione della gigantesca opera pubblica), le numerose autorizzazioni concesse per prospezioni nel mar Mediterraneo per la ricerca di idrocarburi, gli ingenti investimenti in tutto il mondo della compagnia petrolifera ENI, il ritardo della principale azienda automobilistica italiana verso l’innovazione con modelli a trazione elettrica dimostrano la debole intenzione del Governo a puntare su un modello nazionale energetico rinnovabile.

Un modello che tutto è tranne che sostenibile, soprattutto se si pensa che l’obiettivo primario è di trasformare il Paese in un hub del metano, al fine di sostituire l’energia prodotta dalle centrali a carbone.

 

Il 15 marzo è alle porte e con esso il Global Strike for the future, la manifestazione mondiale per il clima. Cosa accadrà dopo?

“Stiamo lavorando affinchè il 15 non sia la fine ma solo l’inizio di un percorso d’impegno sul tema.

Ormai sono 524 piazze in 59 Nazioni  pronte a manifestare alla sciopero globale.

Stiamo lavorando per dare il nostro contributo e, come ha detto Greta alla Conferenza del Comitato economico e sociale europeo in programma a Bruxelles rivolgendosi ai politici presenti: “Abbiamo iniziato a ripulire il vostro caos e non ci fermeremo finché non avremo finito”.

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