05/11/2018 Filippo Treiani

La parola giusta. Pace abusiva

Il Movimento 5 Stelle è contrario a ogni forma di condono, si legge in un post sul Blog delle Stelle, l’house organ del partito del vicepremier Di Maio. Un’affermazione che si rifà alla storica politica di contrasto a qualunque forma di cedimento dello Stato nei confronti di chi non rispetta la legge, una considerazione che il MoVimento ha portato avanti fin dai tempi del VaffaDay. Questa visione, tuttavia, si scontra con la realtà dei fatti e appare soltanto una piccola e poco convinta toppa per nascondere l’enorme voltafaccia che, anche su questo tema, i pentastellati sono stati costretti a fare.

Il passaggio dall’opposizione al governo, infatti, ha minato alcune solide basi sulle quali Grillo prima, Di Maio e co. successivamente, hanno costruito il proprio consenso.

L’elenco risulterebbe fin troppo semplice (volendo qualche informazione, si potrebbe chiedere a Melendugno). In questa settimana però, l’ennesimo “tradimento” si è avuto con il Decreto Genova, quello scritto col cuore dal Ministro più concentrato della Provincia di Cremona: oltre ai partiti di opposizione, infatti, la gran parte delle associazioni ambientaliste, hanno evidenziato come vi sia un enorme condono tombale per gli abusi edilizi esistenti ad Ischia. L’isola campana, peraltro, deve essersi evidentemente ritagliata un posto speciale nel ventricolo sinistro di Toninelli.

Nel testo del decreto, infatti, è prevista un’intera parte riguardante gli interventi nei territori dei Comuni di Casamicciola Terme, Forio, Lacco Ameno dell’Isola di Ischia interessati dagli eventi sismici verificatisi il giorno 21 agosto 2017.

All’articolo 25 si prevede che i Comuni in questione debbano definire entro sei mesi le richieste di condono pendenti, riguardanti gli immobili distrutti o danneggiati dal sisma, sulla base delle disposizioni della legge 47 del 1985 (si tratta di quel condono edilizio targato Craxi-Nicolazzi che aumentò, già solo per l’effetto annuncio, il disastro urbanistico del nostro Paese) che conteneva dei vincoli molto permissivi, anche rispetto alla normativa del condono edilizio del 2003 (quello del Governo Berlusconi, per intenderci).

Un regalo inaspettato a chi ha costruito abusivamente, certo, ma non solo.

Il vero problema di questo Decreto targato Toninelli-Di Maio (sì, Di Maio, quello che «se faccio un condono edilizio per Ischia mi iscrivo al PD») è che, in perfetta continuità con molti governi precedenti, aumenta quello che può definirsi il debito ecologico di questo Paese. La questione ambientale infatti, ancora una volta, resta lontana dall’agenda della politica italiana che continua, un po’ come col debito pubblico, a chiedere prestiti al territorio in cambio di voti. Prestiti che ipotecano il futuro dei luoghi nei quali viviamo e che producono danni incalcolabili -dei quali stiamo già cominciando a pagare gli altissimi interessi in termini di sicurezza, qualità della vita e ricchezza.

Così come per la pace fiscale, la “pace abusiva” non avrà nessun effetto positivo ma darà soltanto, per l’ennesima volta, l’idea che chi non rispetta le regole, distruggendo il territorio in cui vive e mettendo a rischio la vita propria e altrui, potrà farla franca.

La pacchia, in questo caso, continua. Anzi, raddoppia.

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