13/04/2018 Alexander Ricci

Jeffrey D. Sachs: “Dall’Italia dipende il destino dell’Unione europea”

Anche dopo le elezioni dello scorso marzo, alcune testate di rilievo internazionale hanno pubblicato editoriali, interviste e analisi interessanti sullo stato dell’economia e della politica italiana. Ecco cosa si è scritto del Belpaese sulle pagine Die Welt, Financial Times, Handelsblatt, Politico.eu e Project Syndicate.

In un’analisi pubblicata su Politico.eu, Matteo Garavoglia (Ricercatore associato Università di Oxford) scrive che l’Italia ha bisogno di nuovi volti politici che possano rilanciare una politica progressista pragmatica, in linea con i valori europei. La vittoria delle forze populiste, in Italia come altrove, apre scenari imprevedibili. Ma in un simile contesto, l’affermazione di figure “à la Macron” potrebbe rivoluzionare l’intero scacchiere politico. Insomma, non è detto che i successi dei vari Wilders, Le Pen, ecc. arrivino per nuocere, nel medio periodo. Come dire, qualcuno dovrebbe accettare la sfida lanciata da questi ultimi e cogliere l’occasione di un elettorato liberale in cerca di una nuova “offerta politica”.

Su Project Syndicate, Jeffrey D. Sachs, noto economista ex-FMI e Direttore del Center for Sustainable Development della Columbia University usa toni meno enfatici con riferimento allo stato del Belpaese e suggerisce prospettive diverse. Per Sachs, dagli sviluppi politici italiani, dipenderà niente meno che il destino dell’Unione europea. L’Italia ricopre un ruolo “chiave” in quanto si colloca, sia geograficamente che politicamente, all’intersezione delle divisioni inerenti, da un lato, la distribuzione della ricchezza fra il nord-Europa e il sud-Europa, e, dall’altro, la battaglia fra un’Unione “aperta” e il ritorno al “nazionalismo”. In questo senso, Sachs appoggia apertamente un’alleanza tra il Movimento5Stelle e il Partito Democratico (con quest’ultimo a capo del Ministero delle finanze) affinché Roma possa unirsi agli sforzi franco-tedeschi di riformare l’Ue.

In un articolo a metà fra analisi e reportage pubblicato su Handelsblatt, Regina Krieger scrive di una mai del tutto sopita passione di una fetta della popolazione italiana per la Lira. Ripercorrendo alcune tappe della scorsa campagna elettorale, Krieger sostiene che il tema della sovranità-monetaria non sia più all’ordine del giorno del dibattito politico italiano, ma che alberghi ancora in determinati nostalgici. Intanto il Financial Times si focalizza sui dati “deludenti” dell’industria del Belpaese e della Francia. Giada Zampano e Joshua Posaner su Politico.eu scrivono di Alitalia. In particolare, l’articolo sottolinea come i problemi politici legati alla formazione di un nuovo esecutivo si riverberino sul processo di vendita della compagnia tricolore.

Die Welt ha rilanciato i contenuti di un’intervista rilasciata dal magistrato Nicola Gratteri a una testata regionale del Paese. Gratteri punta il dito contro la debolezza dei sistemi normativi europei in funzione anti-mafia e getta luce sulla dimensione internazionale della criminalità organizzata di origini italiane. “La politica tedesca non vede alcun problema nella presenza della mafia” nel Paese ha specificato Gratteri che ha quindi spiegato come siano a rischio le dinamiche democratiche-elettorali non solo italiane. Sulla stessa testata poi, è stato pubblicato un’intervista-ritratto con Davide Casaleggio, l’“eminenza grigia del partito più forte d’Italia”. Nel dialogo con Constanze Reuscher, Casaleggio si descrive come un “attivista” e rifiuta i paragoni con Berlusconi. Inoltre dice che chi ha paura degli ideali legati alla democrazia diretta digitale non “è ben informato”.  

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