il Salto – Blog di transizione

Luca Fazzolari

Zalib e I ragazzi di Via della Gatta. Quando lottare porta i suoi frutti.

Zalib era un a piccola ed importante libreria alle spalle di Via del Corso, all’altezza della Galleria Doria Pamphilj (ricordiamoci questo cognome). Usiamo il passato, perché come molte altre piccole librerie, non è riuscita nella mastodontica impresa di resistere alle forze del mercato ed è stata sfrattata il 16 novembre. Nelle zone quotate della città, la legge dell’affitto che sale fino a livelli insostenibili non risparmia i luoghi dove si fa cultura: cieca e spietata invade qualunque spazio, a prescindere dal servizio che offre alla collettività.

Tuttavia, la storia di questa libreria, non si esaurisce con il racconto della consegna delle chiavi all’ufficiale giudiziario. Perché gli abitanti di Zalib, i giovani studenti del Visconti e i cittadini del quartiere che la frequentavano, non hanno accettato questa regola base del mercato immobiliare. Così hanno creato un movimento e una campagna di crowdfudning per sostenere Marco Zavaroni, il proprietario di Zalib, che da quasi 20 anni tiene aperto questo luogo.

“Questo posto ha sempre offerto uno spazio di socialità importantissimo per i ragazzi che la frequentavano. Rappresentava più di una libreria, andava oltre il libro che veniva acquistato. Marco era diventato una figura di riferimento per generazioni di studenti. Non potevamo lasciar morire la nostra Zalib” racconta a Il Salto Tommaso de Angelis, uno dei membri dell’associazione culturale Zalib & i ragazzi della Via Gatta.

La campagna in poco tempo ha raccolto quasi 20.000 euro, ottenuto una grande risonanza mediatica, fino ad arrivare alle orecchie delle istituzioni, che questa volta non si sono mostrate sorde ed indifferenti, ma al contrario hanno promesso che Zalib avrebbe continuato ad esistere, ma non in quel luogo. Proprietaria di quelle mura è proprio la famiglia Doria Pamphilj, storica e ricchissima famiglia della vecchia nobiltà romana, che nella zona detiene molti immobili.

Tutti quei ragazzi che hanno lottato per la salvezza della libreria hanno così deciso di costituire una associazione culturale Zalib & I ragazzi di Via della Gatta appunto.” Questo ci serviva per poter partecipare a bandi pubblici per l’assegnazione di spazi sociali. In effetti le istituzioni avevano mantenuto un dialogo costruttivo, abbiamo così pensato che la strada legale potesse portare i suoi frutti e magari vederci assegnatari, da qui a qualche mese, di uno spazio. Era chiaro che non avremmo potuto resistere a Via della Gatta. La famiglia Doria Pamphilj non aveva alcun interesse nel continuare il rapporto con Marco.” Continua Tommaso.

Oggi i ragazzi dell’associazione lavorano su due fronti. Da una parte, continuano a lavorare incessantemente per trovare una nuova casa e poter ridare a Marco Zavaroni la sua Zalib; dall’altra lavorano per allargare il discorso della libreria ad uno spazio culturale ed artistico più ampio di quello che era. “Per far questo stiamo organizzando, per il 7 dicembre, una mostra collettiva che ospiti tutte quelle realtà che vivono la precarietà dello spazio in cui operano, essendo a rischio sgombero. La finalità è quella di creare una rete di connessione fra realtà e spazi, che pur operando in campi diversi, sono unite dallo scopo di offrire un servizio socio-cultrurale alla città.”

Il 7 dicembre dalle ore 19 a Lab. 174 (via Pietro Borsieri) inizierà il primo volume della mostra collettiva “Roma nun fa la stupida” organizzato dai ragazzi della via Gatta sulle realtà romane in pericolo. Hanno risposto a questa chiamata realtà importanti come Officine Zero, Casa Internazionale delle Donne, Leggi Scomodo, OZ Officine Zero, CSOA Sans Papiers, Teatro Tor di Nona, Libreria Fahrenheit 451, Nemo – Festival e Teatro Valle Occupato.

L’evento sarà un’esposizione grafica e fotografica accompagnata dallo storytelling delle varie realtà presenti, sarà valorizzata da una performance artistica live di ADR, giovane street artist romano, che realizzerà un’opera che rappresenti al meglio lo scopo comune di tutti noi: non arrenderci e lottare giorno dopo giorno per la città che vogliamo.

Essendo desiderio di Zalib & I Ragazzi di Via della Gatta stimolare l’accesso alla cultura creata dai giovani e per i giovani, questo primo volume vuole essere un invito a partecipare rivolto a tutti i giovani artisti e studenti d’arte romani, ma soprattutto un momento preparatorio al secondo volume previsto per il mese di gennaio: per questa occasione a ogni realtà saranno associati uno o più artisti che lavorando con queste avranno il compito di raccontarle attraverso un’opera d’arte. Il risultato di queste collaborazioni, siano statue, quadri, disegni, arte performativa, arte materica, visiva o altro verranno esposte durante il secondo volume del nostro Salon.

Insomma valorizzare artisticamente la precarietà di chi offre servizi e poli culturali importantissimi alla cittadinanza. “Io credo che con questa campagna abbiamo mostrato che i giovani quando vogliono, possono e sanno resistere all’abbrutimento della città. Qui si sta parlando di ragazzi tra i 16 ed i 30 anni che hanno messo tutte le loro energie in campo per salvare un luogo della cultura. Ecco questo credo sia un prezioso segnale da cogliere per la città”. Conclude Tommaso de Angelis al telefono.

 

 

 

 

 

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