il Salto – Blog di transizione

Francesco Galassi

Vittoria! D’ora in poi si potrà mangiare anche con la musica

I politici di cavolate ne dicono tante, ma ce n’è una in particolare che mi risuona in testa ogni volta che pago le tasse: “Con la cultura non si mangia”. Saranno passati 6 o 7 anni da questa frase attribuita a Tremonti e beh, io con la cultura ci mangio, ci pago l’affitto, ci faccio la spesa e ci pago pure la pensione ai vari Tremonti, e come me centinaia di migliaia di persone in Italia. Qualcuno però sembra ora essersene accorto. Dico “ora” perché è di pochi giorni fa l’approvazione alla Camera della “legge delega di riordino del settore dello Spettacolo”. L’agognata legge sulla musica e lo spettacolo dal vivo che incrementa le risorse del Fondo unico per lo spettacolo ed estende l’ArtBonus – finora riservato esclusivamente alle fondazioni lirico-sinfoniche e ai teatri di tradizione – a tutti i settori dello spettacolo: orchestre, teatri nazionali, teatri di rilevante interesse culturale, festival, centri di produzione teatrale e di danza.

Una vittoria, che arriva da lontano. Perché a questo risultato, in realtà, siamo arrivati attraverso un percorso lungo cominciato nel febbraio 2015, quando con il patron del Mei Giordano Sangiorgi e Tiziana Barillà abbiamo organizzato a Roma gli Stati Generali della Nuova Musica in Italia: dodici tavoli tematici nei quali i professionisti del settore musicale si sono confrontati e hanno prodotto un documento consegnato nelle mani della senatrice Elena Ferrara (coordinatrice dell’intergruppo parlamentare per la musica). Lo trovate qui.

Quell’esperienza fu un punto fondamentale, espressione di un primo cenno di unione del settore musicale nel chiedere alle istituzioni una cosa semplicissima: dignità per il proprio lavoro. E le istituzioni questa volta ci hanno ascoltato, avviando un processo di confronto e dialogo attraverso diverse tappe, audizioni e incontri tra sede Pd, Mibact e Senato, che hanno portato a una concretezza frutto del lavoro di tante persone dentro e fuori il Parlamento.

Certe volte ci si sorprende di cose che in un Paese civile dovrebbero essere naturali, fatto sta che siamo arrivati a un passo che è tutto fuorché scontato, e per una volta è giusto esserne contenti tutti, al di là dei pensieri politici. Questa è una vittoria, nostra e della musica.
Quello che succederà domani non lo sappiamo (ci sono ancora da seguire i decreti attuativi), intanto oggi godiamocela, perché è un risultato importante, e chi con la cultura ci mangia sa di cosa sto parlando.

L’autore è editore di ExitWell Magazine, responsabile organizzativo del Mei e della Rete dei Festival

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