il Salto – Blog di transizione

Redazione

Succede in Europa (ma in Italia non se ne parla)

Dalla sentenza della Corte di giustizia europea sul trasferimento dei rifugiati dall’Italia verso gli altri paesi Ue, fino al conflitto tra Macron e la Polonia. Intanto i salari reali nell’Unione crescono di un magro 0,4 per cento, a fronte di una crescita dell’1,9. Il Front National studia la ristrutturazione, ma tiene un profilo basso sulla riforma del lavoro francese. Il Commissario economico Moscovici torna sulla crisi del bailout del 2015. La rassegna europea de ilSalto

 

Politica

Crisi migratoria. Questa settimana la Corte di giustizia europea ha affermato che i Paesi dell’Est Europa, appartenenti al gruppo Viségrad, devono rispettare gli accordi siglati nel 2015 (Ekathimerini). Questi prevedono che entro il settembre del 2017 circa 160mila rifugiati devono essere trasferiti dall’Italia e dalla Grecia verso altri paesi dell’Ue. La sentenza è arrivata in seguito a un appello avanzato da parte del Governo ungherese e slovacco. Ma sia Budapest che Bratislava, nonché Varsavia hanno fatto sapere che la “sicurezza interna” viene prima di qualsiasi accordo, di fatti sminuendo la portata della sentenza (Der Spiegel).

Nel frattempo, in Grecia sono di nuovo aumentati gli sbarchi. Alcuni analisti si interrogano su un possibile legame fra il nuovo trend e la campagna elettorale tedesca (Handelsblatt). Il Cancelliere Angela Merkel ha detto di voler rallentare le negoziazioni per l’accesso della Turchia all’Ue. Il candidato sfidante del Partito socialdemocratico, Martin Schulz, è andato anche oltre e ha promesso la chiusura definitiva del processo di annessione. Ankara però garantisce all’Ue il blocco dei flussi migratori verso la Grecia, in funzione di un accordo siglato nel marzo del 2016. Secondo la Commissione europea, l’accordo avrebbe ridotto del 97% gli ingressi in Grecia, via mare (Ekathimerini). Il Presidente turco, Erdogan, ha definito “fasciste” le opinioni di Merkel e Schulz sul tema. La comunità turca in Germania conta più di 10 milioni di cittadini.

Destra radicale. In Europa continuano i contatti tra il Partito dell’Indipendenza del Regno Unito (Ukip) e la destra radicale tedesca dell’Alternativa per la Germania (Afd). Nigel Farage, lo storico leader dello Ukip che ha guidato la formazione nel corso della campagna referendaria sulla Brexit del 2016, è atteso in Germania per presenziare a un evento elettorale dell’Afd (The Guardian). Secondo gli ultimi sondaggi, a livello federale, l’Afd sarebbe in gara con la sinistra radicale della Die Linke per il terzo posto. Ma il margine con il partito dei Verdi e il Partito liberale (Fdp) è minimo. Un’affermazione dell’Afd come terza forza del paese avrebbe però una grande valenza simbolica (Die Welt).

Intanto, in Francia, Marine Le Pen è al lavoro per rifondare il Front National dopo la “sconfitta” alle scorse elezioni che hanno visto il Partito nazionalista raccogliere il maggior numero di voti nella sua storia (Le Monde). Secondo la testata francese, Libération, il Front National sta mantenendo un profilo basso nello scontro con il Governo Macron sulla riforma del mercato del lavoro.

Legge sul mercato del lavoro francese. Il Consiglio costituzionale francese ha confermato che il Governo potrà legiferare a colpi di ordinanze. La decisione è stata presa senza riserve. Sessanta deputati avevano fatto appello al Consiglio per bloccare l’iniziativa dell’Esecutivo. (Le Monde)

In Europa il conflitto politico corre lungo l’asse Est-Ovest.  A fine agosto, il Presidente francese, Emmanuel Macron, ha svolto un tour dei Paesi dell’Europa centro-orientale. In particolare, Macron ha incontrato i Primi ministri di Austria, Slovacchia, Repubblica Ceca, Bulgaria e Romania. Perché? Il Capo di stato francese vuole cambiare i contenuti del testo della Direttiva europea sui lavoratori distaccati (Euractiv). Questa ultima regola l’impiego di forza lavoro di imprese europee in un altro stato membro per un periodo limitato. Si tratta, in buona sostanza, dei lavoratori dell’Est che “rubano il lavoro agli italiani”. Macron vuole ridurre le possibilità di concorrenza da parte delle imprese dell’Est. Il tour ha avuto lo scopo di ottenere un consenso sul tema. In cambio di un sostegno da parte dei Paesi visitati, Macron ha messo sul piatto il rallentamento dei lavori verso un’Europa delle due velocità. Ma Polonia e Ungheria si oppongono strenuamente (Euractiv).

Polonia bastian contrario. Il Governo polacco continua a rendere difficili i rapporti tra Paesi europei. Oltre alla crisi in corso sulla riforma della giustizia, che vede opposte Bruxelles e Varsavia, il Primo ministro, Beata Szydlo, ha reclamato compensazioni da parte della Germania, in funzione dei danni risalenti alla Seconda Guerra mondiale (Frankfurter Allgemeine Zeitung). Ma Berlino ha rispedito al mittente la richiesta (Faz). Considerazioni simili erano state sollevate nel corso del 2015, da parte del Governo greco nei confronti di Berlino.

Macron in Grecia. Il Presidente francese è in visita nel paese ellenico, ospite del Primo ministro greco, Alexis Tsipras. Macron ha colto l’occasione per rilanciare i propri piani di riforma a livello europeo (Ekathimerini). Tra gli ingredienti di un’Europa più solida ci sarebbe la creazione di un budget dedicato per l’Eurozona che dovrebbe servire a coprire progetti di investimenti comunitari. Ma la maggior parte degli analisti internazionali ed europei ha sottolineato come qualsiasi cambiamento dello status quo passi per la volontà delle élites tedesche. Macron ha inoltre affermato che il Fondo monetario internazionale dovrebbe svolgere un ruolo ridotto nel corso di qualsiasi futura crisi, come quella passata del bailout greco (Ekathimerini).

A proposito, il Commissario europeo, Pierre Moscovici, ha affermato che le negoziazioni del 2015 sul salvataggio di Atene non hanno risposto criteri di “democraticità”. L’istituzione di appartenenza di Moscovici ha però smentito il Commissario.

Extra internazionale

BRICS. Questa settimana, a Xiamen, in Cina, si sono riuniti i leader dei Paesi del gruppo BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa). Gli stati dell’alleanza hanno rivendicato un ruolo chiave nello sviluppo economico nel corso degli ultimi anni  e hanno chiesto di essere messi al centro dei meccanismi di governance economica globale.

La Cina si è posta come argine contro “la politica tutta rivolta verso l’interno di alcuni Paesi dell’rodine globale” (leggi Stati Uniti). Anche Egitto, Guinea, Tajikistan, Tailandia e Messico hanno partecipato al meeting durato 3 giorni. I paesi BRICS si sono detti pronti a lavorare  per l’inizio di un nuovo “decennio dorato” e sponsorizzato un ordine globale “più equo” (Reuters).

 

Numeri e statistiche

30mila. I chilogrammi di cocaina sequestrati nel corso del 2016 da parte della polizia belga nel porto di Anversa. Nel 2013 il volume totale raggiungeva “soltanto” i 5mila chilogrammi (Politico).

681. Il numero degli attentati a sfondo anti-semita occorsi in Germania (Die Welt).

0,4 percento. La magra crescita dei salari reali nell’Unione europea, a fronte di un tasso di crescita previsto per il 2017 dell’1.9 percento (Der Spiegel).

 

Opinioni & interviste

La rivoluzione di Corbyn può sopravvivere oltre il leader di Chippenham? (Stephen Bush per Newstatesman)

La sinistra dopo i fatti di Charlottesville (Robert Greene II per Jacobin)

Emmanuel Macron  sarà l’ennesimo Presidente francese fallimentare (The New York Times)

L’intervista a Nancy Fraser: perché la dimensione populista dei movimenti emancipatori conta (Tatiana Llaguno per Political Critique)

Come si spiega la resurrezione del Partito socialista spagnolo? (Irene Castro per El Pais)

Il documento riservato del Ministro dell’Interno britannico sulle future politiche migratorie del Regno Unito spiegato bene (Emma Carmel per The Conversation)

Cosa è la giustizia economica e perché è importante (Tom Kibasi per Newstatesman)

Angela Merkel: altro che leader visionario, meglio parlare di un’amministratrice (Luc André per Contexte)

Chi vuole deregolamentare la finanza negli Stati Uniti? (Howard Davies per Social Europe)

 

Dicono di noi

Per il Movimento 5 Stelle il referendum sull’Euro è l’opzione limite (Reuters)

La storia di Nicola Sacco and Bartolomeo Vanzetti su The Conversation 

Esiste un’alleanza tra la Mafia italiana e il terrorismo islamico? (Der Spiegel)

 

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