il Salto – Blog di transizione

Redazione

Saltiamo! Di cosa parleremo nel tavolo “words”. Parole nuove per media nuovi

“Genere, migranti, fragilità, lavoro … le parole in comune. Costruiamo un percorso di condivisione di pratiche, principi etici e linguaggio”

 

Sabato 4 e domenica 5 novembre #Saltiamo! Un nuovo passo in avanti verso la costruzione del network de il Salto. Una due giorni di cooperazione e coprogettazione, ma anche un’occasione di festa e convivialità, aperta a tutte e tutti. Non solo agli “addetti ai lavori”. Getteremo le basi per futuri lavori collettivi: progetti, inchieste, reportage, dossier. E ragioneremo di informazione partecipata e finanziamento diffuso, contenuti di qualità e sostenibilità economica, giornalismo costruttivo e “buona” pubblicità.

PROGRAMMA E ISCRIZIONI –> http://www.ilsalto.net/saltiamo2017/

Di seguito il documento con il quale apriremo il tavolo “words”

Comunicare non significa solo fare o dare informazioni. Nel comunicare usiamo parole e in base alle parole scelte si trasmette una visione del reale che viene raccontato, si trasmette anche la cultura che ci rappresenta.

Le modalità con cui i media mainstream fanno informazione trasmettono la cultura dominante, una cultura nella maggior parte dei casi patriarcale e razzista, basata sul pregiudizio e su stereotipi tramandati. Spesso in articoli che riguardano i migranti o le donne o il mondo LGTB i pregiudizi, gli stereotipi e le discriminazioni sono così evidenti da risultare imbarazzanti.

Basterebbe che ogni giornalista usasse il buon senso per capire che le parole sono pietre, ma evidentemente non basta. Al punto che la Federazione nazionale del giornalisti si è dovuta dotare nell’ultimo decennio delle cosiddette carte deontologiche.

Una riguarda nello specifico i e le migranti, è la Carta di Roma o Protocollo deontologico concernente richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti, con relativo Glossario per una corretta conoscenza dei termini da usare nella stesura di un articolo.

Riguardo le questioni di GENERE e le sue differenze, donna, Lesbiche, Gay, Bisessuali o Transgender, anche la FSNI è arrivata in ritardo ma alla fine, nel rispetto della Convenzione di Istanbul per la lotta contro la violenza di genere, sembra ce l’abbia fatta, e il prossimo 25 novembre presenterà il Manifesto di VENEZIA. Indirizzato a tutte le giornaliste e giornalisti, si tratta di un documento-guida per il rispetto della parità di genere nell’informazione, contro ogni forma di violenza e discriminazione attraverso immagini e parole.

Ma sono importanti questi protocolli? A chi pensa di fare già un altro tipo di comunicazione possono sembrare inutili, ma forse non è così perché stereotipi e pregiudizi sono così radicati nella cultura dominante, che incombe sempre il rischio che escano fuori mentre scriviamo, a volte anche senza rendersene conto.

Tra gli obiettivi che ci siamo dati, come giornaliste e giornalisti de “Il Salto”, c’è quello di prestare particolare attenzione al linguaggio (ma anche alle immagini), a non gridare titoli per ottenere più letture, ad una corretta declinazione tra maschile e femminile, al rispetto nel raccontare le storie di e delle migranti condannando ogni forma di razzismo e discriminazione, a soppesare le parole quando si scrive di violenza alle donne per non incorrere in pregiudizi e stereotipi.

Attraverso questo gruppo di lavoro, che non a caso abbiamo chiamato Words, invitiamo ad un momento collettivo di riflessione sul tema delle “parole” nel mondo del giornalismo, per costruire un percorso di condivisione di pratiche, principi etici e linguaggio.

 

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