il Salto – Blog di transizione

Redazione

Saltiamo 2017! Di cosa parleremo nel tavolo “frame”

Videomaker, fotoreporter, graphic journalism. Raccontare per immagini.

“Si può superare la logica della competizione sfrenata nei media visuali? Si possono contaminare i linguaggi? Quali sono i format del futuro? Com’è possibile sperimentarli riducendo i costi e trovando forme di finanziamento?”

Sabato 4 e domenica 5 novembre #Saltiamo! Un nuovo passo in avanti verso la costruzione del network de il Salto. Una due giorni di cooperazione e coprogettazione, ma anche un’occasione di festa e convivialità, aperta a tutte e tutti. Non solo agli “addetti ai lavori”. Getteremo le basi per futuri lavori collettivi: progetti, inchieste, reportage, dossier. E ragioneremo di informazione partecipata e finanziamento diffuso, contenuti di qualità e sostenibilità economica, giornalismo costruttivo e “buona” pubblicità.

PROGRAMMA E ISCRIZIONI –> http://www.ilsalto.net/saltiamo2017/

Di seguito il documento con il quale apriremo il tavolo “frame”

Frame è il tavolo dedicato al macro mondo del videomaking, del fotogiornalismo e del graphic journalism. Nell’era del virtuale e dei social media le immagini hanno una rilevanza ancora più forte che in passato. L’esigenza di brevità dei “media sociali”, di immediatezza del messaggio, ha elevato foto e video a mezzi di primaria trasmissione dell’informazione e a volte rappresentano l’unico media di cui si fruisce.

Tuttavia, non è sempre il contenuto intrinseco di una storia narrata per immagini, il suo valore informativo, a determinarne il successo di pubblico. Anche la fruizione dell’informazione per immagini è spesso superficiale o legata ad aspetti morbosi e puramente estetici.

Per questo vogliamo interrogarci su quali siano i modi professionalmente ed eticamente più efficaci per narrare visivamente una storia nell’era virtuale; il tutto in nell’ottica dei processi sociali e politici che un nuovo approccio narrativo può attivare.

Altro concetto chiave della discussione sarà l’indipendenza, valore difficile da conservare in un panorama mediatico che oscilla tra l’estrema precarizzazione della professione e la totale dipendenza dei giornalisti “a contratto” alla linea dettata dall’editore. L’incondizionata libertà professionale (e artistica) di scegliere le storie, il taglio e la loro rappresentazione visiva è merce rara nel panorama informativo nostrano.

Bisogna allora riflettere sulla necessità di un approccio collettivo e collaborativo, che consideri l’indipendenza un bene relazionale che si costruisce per sé nella misura in cui si costruisce anche per le altre e gli altri.

Lasciamo poi ai partecipanti al dibattito alcune domande aperte, come stimolo alla riflessione comune.

Come si concilia la riduzione della durata dell’attenzione dell’utente medio con la qualità del contenuto giornalistico (e della sua forma)?

Da una parte il diritto di fare informazione e dall’altra quello delle persone e delle comunità a vedersi correttamente rappresentati dal circuito mediatico. Come si conciliano questi due diritti? Qual è il discrimine etico, professionale e spazio-temporale per cui un racconto per immagini è giornalisticamente valido ed effettivamente rappresentativo della realtà “fotografata”?

Quali sono i “format” di giornalismo fotografico, video o a fumetti che possono al tempo stesso soddisfare le richieste del mercato editoriale (mainstream e indipendente) e garantire standard di qualità e di remunerazione soddisfacenti per chi li produce?

Quali sono i canali di finanziamento più adeguati per chi fa informazione per immagini? Ci sono margini per realizzare forme di collaborazione tra professioniste/i dello stesso ambito e di “linguaggi” diversi fruttuose per tutte/i?

Ci sono “economie di scala” possibili che consentono di ottimizzar le risorse a disposizione condividendo beni e servizi (compresa la formazione e autoformazione) e quindi liberando energie per fare meglio il proprio lavoro?

Cosa fa (e intende fare) Il Salto?

La piattaforma del Salto, in via di progettazione, è aperta, inclusiva e paritaria e basata sulla reciprocità. Gli aspetti visivi, i contenuti foto e video, il graphic journalism e l’infografica saranno centrali nell’attività della testata e del network di cui vuole farsi catalizzatrice.

Finanzieremo le nostre attività in questi settori in diversi modi: dal crowdfunding alla pubblicità passando per la partecipazione a bandi e concorsi e la realizzazione di contenuti e format da vendere a terzi.

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