il Salto – Blog di transizione

Redazione

Saltiamo! Di cosa parleremo nel tavolo “Sustainability”

Come il giornalismo indipendente si fa impresa mettendo al centro la sostenibilità economica, sociale e ambientale.

Sabato 4 e domenica 5 novembre #Saltiamo! Un nuovo passo in avanti verso la costruzione del network de il Salto. Una due giorni di cooperazione e coprogettazione, ma anche un’occasione di festa e convivialità, aperta a tutte e tutti. Non solo agli “addetti ai lavori”. Getteremo le basi per futuri lavori collettivi: progetti, inchieste, reportage, dossier. E ragioneremo di informazione partecipata e finanziamento diffuso, contenuti di qualità e sostenibilità economica, giornalismo costruttivo e “buona” pubblicità.

PROGRAMMA E ISCRIZIONI –> http://www.ilsalto.net/saltiamo2017/

Di seguito il documento con il quale apriremo il tavolo “Sustainability” la mattina di domenica 5 novembre

Sustainability - Saltiamo 2017

 

Sostenibilità è una parola fondante per l’esperienza del Salto, in tutte le sue declinazioni. Il progetto nasce da una comune e diffusa esigenza di sostenibilità sociale, in riferimento tanto alle vite di chi fa parte del network sia alla società nel suo complesso. La sostenibilità sociale è la capacità di garantire condizioni di benessere umano – sicurezza, salute, istruzione, democrazia, partecipazione, giustizia – equamente distribuite per classi e genere. E tale capacità sarà oggetto di continuo “esercizio” nella cura delle relazioni interne al network e al tempo stesso oggetto di indagine giornalistica.

Anche nel caso della sostenibilità ambientale, poi, è centrale la coerenza tra le pratiche concrete e l’oggetto della nostra analisi, che non si ferma alla denuncia di quello che non va dal punto di vista degli ecosistemi, ma riflette sulle alternative possibili in un’ottica di giornalismo costruttivo. Siamo consapevoli che anche in questo ambito la discontinuità è necessaria quanto urgente ai fini di un effettivo miglioramento delle condizioni di vita delle persone.

Questi fattori, oltre a costituire valori irrinunciabili della testata e fella sua linea editoriale, rappresentano anche i presupposti per dar vita a una comunità d’intenti con lettori e realtà partner (altri media, attiviste/i, associazioni e movimenti, ricercatrici e ricercatori, imprese…). Si apre così l’altro importante fronte di riflessione per il tavolo Sustainability di Saltiamo 2017, quello della sostenibilità economica.

Per ragionare su come può finanziarsi oggi una realtà che produce contenuti giornalistici di qualità, bisogna partire sullo stato di salute del modello attuale di “economia dei media”. I giornali vendono sempre meno copie, i grandi editori impongono una linea coincidente con i loro interessi economici e politici; distribuzione e pubblicità – anche sul web – sono in mano a pochi operatori, prevalentemente multinazionali. E mentre le cronache ci raccontano di robot che faranno informazione in maniera più accurata ed efficiente degli esseri umani, si registra che l’82,5% dei giornalisti autonomi guadagna meno di 10.000 euro annui. Intanto, gli 800 giornalisti italiani più pagati hanno incassato nel 2014 quasi 71 milioni di euro lordi, l’equivalente di quello che hanno guadagnato i circa 14.400 freelance.

Con il Salto mettiamo invece in campo l’idea di un medium democratico a partire dal modo in cui si finanzia: un modello aperto, partecipato, plurale, trasparente. E fondato sul mutualismo e la diversificazione. Soltanto così, a nostro avviso, si garantisce in questa fase storica la discontinuità con le pratiche appena citate e l’indipendenza di un network di informazione.

Il mutualismo – nel contesto di una realtà che mette insieme tanti e diversi soggetti – consente di attivare meccanismi virtuosi di scambio, economie di scala e ampliamento della platea dei fruitori dei contenuti. E non a caso Il Salto punta ad esercitare le sue attività in forma cooperativa, dal momento che questa tipologia di impresa non ha come scopo il profitto ma il vantaggio conseguito dai soci grazie allo svolgimento della propria attività “in comune”.

La diversificazione è poi la chiave per scongiurare le possibili ripercussioni negative di modelli di business fondati su una sola fonte di entrate, sia che si tratti del finanziamento di un editore o di pochi sponsor, sia che si finisca in balia di cambiamenti repentini degli algoritmi legati ai giganti del web e ai social network.

Per questo al tavolo Sustainability è necessario riflettere insieme sulle modalità più efficaci per individuare fonti di finanziamento adeguate ai diversi contenitori e contenuti giornalistici: il crowdfunding, contenuti a pagamento, progetti di comunicazione, consulenza e formazione, pubblicità e partnership, fondi per l’editoria, partecipazione a bandi e concorsi di idee. Ciascuno di questi punti merita un approfondimento e tanti altri emergeranno dalla discussione.

Una particolare attenzione va posta sulle partnership pubblicitarie. Come si può garantisca a lettrici e lettori che un’azienda (o un altro ente) che sostiene un progetto di informazione indipendente non finisca per minarne proprio l’indipendenza? Anche in questo caso, per costruire sul campo le risposte si conferma fondamentale la collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti nel processo, perché il Salto si fa tutte e tutti insieme.

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