il Salto – Blog di transizione

Redazione

Saltiamo 2017! Di cosa parleremo nel tavolo “people”

“Tutte e tutti siamo media. Il compito che abbiamo davanti, e che vi proponiamo, è quello di pensare insieme alla figura dell’intellettuale democratico

 

Sabato 4 e domenica 5 novembre #Saltiamo! Un nuovo passo in avanti verso la costruzione del network de il Salto. Una due giorni di cooperazione e coprogettazione, ma anche un’occasione di festa e convivialità, aperta a tutte e tutti. Non solo agli “addetti ai lavori”. Getteremo le basi per futuri lavori collettivi: progetti, inchieste, reportage, dossier. E ragioneremo di informazione partecipata e finanziamento diffuso, contenuti di qualità e sostenibilità economica, giornalismo costruttivo e “buona” pubblicità.

PROGRAMMA E ISCRIZIONI –> http://www.ilsalto.net/saltiamo2017/

Di seguito il documento con il quale apriremo il tavolo “people”

people

Poche certezze abbiamo noi de il Salto, una di queste è che nel nostro Paese pesi l’assenza di una classe intellettuale. Proprio noi, l’Italia la cui storia gronda di menti che sono state capaci di esplodere pensieri capaci di leggere il presente, pensieri indipendenti, sapienti, talvolta rivoluzionari.

Nell’epoca degli “intellettuali” da tastiera non potevamo non porci questo problema.

Ci troviamo davanti al compito urgente di recuperare “intelligenza collettiva”, e metterla a servizio di un progetto di trasformazione culturale che aiuti l’intera collettività a fare “Il Salto” di cui stiamo parlando da tempo e che caratterizza il nostro lavoro e la nostra prospettiva.

Per farlo pensiamo sia centrale ritrovare la nostra responsabilità, come cittadine e cittadini, e come lavoratori e lavoratrici intellettuali per recuperare il valore e la profondità di un lavoro intellettuale al servizio di un cambiamento radicale della società capitalista. 

Ripensare il ruolo che ognuno di noi ha nella società in vista di questo compito arduo che sentiamo come necessario significa porsi a metà strada tra le due posizioni che maggiormente sembrano caratterizzare oggi la nostra vita culturale: evitare, da un lato, di recuperare velleità anacronistiche e narcisistiche che considerano gli intellettuali come “guida del popolo”, e, dall’altro, evitare di sposare l’idea che “ognuno può essere intellettuale”, annullando qualsiasi esperienza e specificità di questo tipo di lavoratore.

Il compito che abbiamo davanti, e che vi proponiamo, è quello di pensare insieme alla figura dell’”intellettuale democratico”: una nuova figura sociale che non smetta di essere un lavoratore o una lavoratrice della cultura e che, al contempo, si proponga in modo socratico di stimolare riflessione, conoscenza, pensiero critico e modi di pensare che aiutino a mettere in discussione i luoghi comuni e le vulgate che popolano il nostro presente, per aprirlo a un futuro di emancipazione collettiva. In altri termini, rendere conto della complessità della realtà, per combattere qualsiasi forma di sua riduzione, che è prima di tutto una riduzione del pensiero e dell’intelligenza. Stimolare una visione contestuale e prospettica della sua storia, per superare forme metafisiche e religiose di pensare che impediscono la comprensione dei fenomeni umani. Affermare forme di solidarietà verso tutte le forme di vita alternative che esprimano valori, comportamenti e norme antitetiche a quelle che segnano gran parte del mondo attuale (razzismo, nazionalismo, maschilismo, classismo, principi d’esclusione e di violenza a tutti i livelli d’esistenza), anche nel mondo dell’informazione e della cultura.

Il nostro strumento principale è, in questo senso, la ricerca e l’impegno intellettuale che essa richiede.

Per farlo, infatti, vorremmo mettere in piedi una “rivista scientifica” in grado di dare voce a chi si riconosce in questo orizzonte e che non trova spazio nel sistema accademico attuale, organizzato attorno a un potere gerarchico che non premia l’esperienza e la capacità, ma l’affiliazione e le conoscenze. E che si tiene lontano dall’impegno e dalla responsabilità tipici del pensiero critico e solidale.

Ecco perché vi proponiamo di condividere con noi questo percorso, a partire da quattro momenti fondativi di riflessione:

1) Come pensare il ruolo dell’intellettuale democratico?

2) Quali sono i pilastri (in termini di valori e principi) su cui dovrebbe basarsi una rivista alternativa che ospiti gli interventi di questo tipo di intellettuale?

3) Quale visione del mondo dovrebbe caratterizzare l’orizzonte di tale rivista?

4) Con quali sezioni tematiche potremmo riassumere esaustivamente la sua prospettiva generale?

Il documento programmatico servirà durante e dopo i lavori della due giorni presso il Villaggio Globale.

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