il Salto – Blog di transizione

Tiziana Barillà

Teatro pieno, informazione vuota. Eppure Potere al popolo è già partito.

Come sospettavamo, il Teatro Italia è pieno. I primi partecipanti sono cominciati ad arrivare già alle 9 di questa mattina, mentre gli organizzatori allestivano la sala con striscioni e tavolini per le registrazioni. Come temevamo, i nostri colleghi non sono qui a presidiare e raccontare un’assemblea autoconvocata che punta a creare una lista per le prossime elezioni politiche di primavera.

Si chiamano tra loro compagne e compagni, riflettono su come fare la Rivoluzione, citano Gramsci e i teorici della Sinistra. Discutono di repressione subita da attivisti e dai lavoratori. Non è un caso, in effetti, che tra i primi a parlare siano proprio le lavoratrici e i lavoratori di Almaviva, che hanno appena vinto la causa di reintegro.
Mentre i lavori e gli interventi procedono, con 40 interventi, continuiamo ad aspettare di veder entrare qualche nostro collega. Ma niente. Poco importano le voci che arrivano da Roma e da Napoli, da Bergamo e dalla Sicilia, da Pisa, dalla Valsusa, dalla Calabria? Poco importa che una galassia che si conosce da tempo e che da tempo non si frequenta quasi più, si incontri senza ombra di imbarazzo alcuno? E, ancora, poco importa che una forza popolare non ambigua e non vaffanculista stia lavorando per cercare autorappresentanza? È proprio necessario che volino i “vaffanculo” di Grillo per ritenere una forza popolare degna di racconto?

«Potere al popolo» recita lo striscione che guarda la platea e attraversa le voci di quanti si susseguono sul palco. Non sono in pochi a salutare così, alla fine del proprio intervento. E Potere al popolo, con ogni probabilità, sarà il nome della prossima lista elettorale che – annunciano già – da subito comincerà a cercare firme e partecipazione, consenso e popolarità.
Senza padrini né madrine, senza “garanti”. Oggi a Roma si sono incontrati cittadine e cittadini «che non si sentono rappresentati» e che hanno deciso di farlo da sé. Cittadine e cittadini politicizzati, consapevoli, attivi. Di sinistra.

Mentre l’assemblea volge al termine, sembra di assistere a un esercizio collettivo di incoraggiamento: unità della sinistra significa unità dei conflitti, sono tutti convinti qui. E i conflitti non sono certo pochi nel tempo del neoliberismo europeo, dell’austerità deprimente, delle disuguaglianze che aumentano esponenzialmente. E nel tempo di leggi come la Minniti-Orlando che divide, segrega, isola e, soprattutto, reprime. Sara una débâcle o sarà una vittoria.

RSS
Follow by Email
Facebook
Google+
http://www.ilsalto.net/potere-al-popolo-assemblea/
Twitter