02/02/2018 Alexander Damiano Ricci

Il post-Merkel si chiama AKK: Annagret Kramp-Karrenbauer

Dopo il risultato “negativo” delle elezioni dello scorso settembre e in seguito al fallimento dei negoziati “Giamaica”, nell’Unione cristiano democratica (Cdu) si discute sempre di più della successione di Angela Merkel.

Ben intesi: se “Mutti” – è il soprannome affettuoso dei tedeschi per il Cancelliere – arriverà a formare una nuovo Governo con il Partito socialdemocratico (Spd), verrà lodata come “vincitrice” e resterà salda in sella al suo Partito. Ma la discussione interna alla Cdu sul post esiste ed è seria. Perché?

La fine di un “amore” lungo 4 legislature

Sulla testata conservatrice Die Welt, Dorothea Siems scrive, con toni a dir poco accesi, che la CDU starebbe concedendo troppo a Martin Schulz ai fini della Groko. Soprattutto sui fronti “Europa” e “politiche sociali” (in realtà il bilancio delle negoziazioni è ambiguo). Ma, al di là delle “concessioni di fine carriera”, a colpire è il giudizio di Siems su Merkel, in funzione del storia recente della Germania.

Nell’ultimo decennio, “sicurezza interna” e “sviluppo economico”, ovvero i “tratti distintivi del centrodestra”, sarebbero stati sacrificati dalla politica della Cancelliera, sempre “più sociale”. A differenza di una volta (e il riferimento è alla Cdu storica di Ludwig Erhard del Secondo dopoguerra), oggigiorno, nel Partito, scrive ancora Siems, sarebbe “impossibile fare carriera da economisti”.

Si arriva insomma al paradosso che Merkel avrebbe “reso vani gli sforzi di riforma di Gerhard Schroder”, l’ultimo Cancelliere socialdemocratico.

Obiettivo 2020: una nuova Cancelliera

Nella bozza di accordo con la Spd, presentata alla stampa a metà gennaio, si parla di una sorta di “giro di boa” nel 2020, utile a valutare la riuscita della alleanza tra i due partiti. Ed ecco allora che la fine del decennio, sarebbe anche il momento ideale per un cambio di leadership per il centrodestra tedesco.

CC Flickr: Simon Zeimke

Lo scrive Wolfram Weimer sulla rivista The European, citando (anonimamente) un membro del direttorio della Cdu, il quale, al margine delle negoziazioni GroKo, avrebbe detto: “Ci aspettiamo che, questa volta (nel 2020), [Merkel] chiarisca chi sarà il proprio successore” e che il passaggio di consegne avvenga “con tempismo”.

Del resto, lo storico Paul Nolte, in un’intervista a Die Welt, ha affermato che la carriera da Cancelliere della “donna più potente al mondo” (la definizione è di Forbes) terminerà entro i prossimi 4 anni.

AKK

Ma chi sono i candidati alla successione? Cinque i nomi di riferimento: Jens Spahn, Ursula von der Leyen, Thomas de Maizière, Julia Klöckner e Annagret Kramp-Karrenbauer. A detta di molti, sarebbe proprio quest’ultima, Kramp-Karrenbauer, 52, — nei circoli della Cdu esiste già un nick name apposito, AKK — ad essere la favorita numero uno per il post-Merkel.

AKK è Primo ministro del Saarland, Land per cui ha anche svolto il ruolo di ministro dell’Interno (Kramp-Karrenbauer è stata la prima donna a ricoprire questo ruolo in assoluto in Germania). Secondo un sondaggio FORSA, il 72 percento dei cittadini della regione sarebbero contenti del suo operato. Sono numeri che non raggiunge nessun altro politico tedesco.

L’ascesa a “potenziale guida della Cdu” sarebbe stata poi accelerata dai fatti politici dell’anno scorso. Secondo Weimer, la vittoria di Kramp-Karrenbauer nelle elezioni regionali di inizio 2017 nel Saarland avrebbe tagliato le gambe all’ “entusiasmo Schulz” — allora, appena passato da Bruxelles a Berlino — e permesso alla Cdu di fare lo storico filotto negli altri lander cruciali, Schleswig-Holstein e Nordrhein-Westfalen, prima di vincere, ancora una volta, a Berlino.

Copia di Merkel, o alter-ego?

I media tedeschi la definiscono, da tempo, come la “copia di Merkel” — le posizioni sono simili, compreso un noto europeismo, benché responsabile -, eppure Weimer sostiene che, rispetto alla “prussiana” Angela, Annagret sia l’esempio di un “umorismo” che spruzza “gioia di vivere”.

Annagret Kramp-Karrenbauer | CC Flickr: Bundesrat

A ben vedere però, anche le posizioni di policy divergono da quelle della Merkel del 2018. Da una critica forte all’Islam politico — ha vietato le apparizioni di Erdogan nel suo Land — allo scetticismo riguardo alla politica immigratoria del Cancelliere, Kramp-Karrenbauer sembra piùconservatrice” di Angela per quel che riguarda la politica interna. Anche per questo va a braccetto con la Csu e rappresenterebbe la carta vincente per rinsaldare l’alleanza storica tra la destra bavarese e i Cristiano democratici. Poi ci sono i dettagli: nel 2017, Ilse Aigner, ministro dell’Economia e dei Media della Baviera (Csu), ha premiato Kramp-Karrenbauer con il “Sign-Awards” per la categoria “politica dell’anno”.

Ma in fondo, che Annagret sia fatta a immagine e somiglianza di Angela importa poco. Soprattutto, quando correnti interna alla Cdu, come la WerteUnion, pubblicano (ormai apertamente) sul proprio sito post dal titolo: “La Cdu ha urgentemente bisogno di un rinnovamento, senza Merkel”.

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