23/07/2017 Daniele Nalbone

Un salto a … Officine Zero, un “meraviglioso mondo” messo all’asta

Falegnami e fotografi. Fabbri e artisti. Sarti e giornalisti. Difficile immaginarli lavorare tutti i giorni a stretto contatto, uno di fianco all’altro? Non se entri nel “meraviglioso mondo di Oz”. Officine Zero è qualcosa di difficile da spiegare a chi non ha mai varcato il cancello che chiude la stretta via un tempo percorsa quotidianamente dagli operai delle ferrovie. Le fronde degli alti alberi, una rarità in questa zona di Roma, nascondono l’ingresso del coworking. Sulla destra lo studentato autogestito di Mushroom. Sulla sinistra iniziano le officine. Siamo entrati qui dentro, erano i primi giorni di maggio, quasi per caso: dovevamo fare un articolo, abbiamo trovato casa. Una casa che ora è all’asta e che rischia di togliere a questo pezzo di città uno degli ultimi spazi ancora non messo a valore in quel mare oscuro chiamato “mercato”. Come nel romanzo di Baum, anche in questa storia c’è la “malvagia strega dell’Ovest” che ha preso le sembianze di un enorme palazzo di vetro progettato dal celebre studio “5+1AA”. E’ qui che Bnl – Paribas metterà la sua sede. Ed è qui che, ogni giorno, arriveranno oltre tremila dipendenti a congestionare ancora di più la vita di un quadrante di città già saturo.

«Grazie Bnl che te stai a comprà tutta Portonaccio». Più chiaro di così … Alessandro di Officine Zero commenta in maniera lapidaria le parole con le quali il presidente Luigi Abete ha salutato l’inaugurazione della nuova sede romana del gruppo bancario nella parte Est di Roma, accanto alla stazione Tiburtina. Bnl ha «fiducia in questo Paese e nella sua economia», si vanta di aver deciso di investire in Italia, a Roma, quando tutti erano spaventati dalla recessione e annuncia di voler realizzare un parco di 80 ettari «che si estenderà nella zona del quadrante nord-est della Capitale e che potrebbe essere intitolato “Parco del Lavoro”». Ma per chi ha dato vita all’esperienza di Officine Zero, occupando e ridando così vita a una fabbrica dismessa da Ferrovie dello Stato, dove si faceva la manutenzione dei treni-notte, il rumore di quelle parole è diverso.

Dietro le belle parole di uno dei gruppi bancari più importanti d’Europa si nasconde un’altra storia. La solita storia: «Arriva una grande banca, si prende un pezzo importante di città, ci costruisce la sua sede, carica una zona già congestionata con oltre 3mila dipendenti e tutti lì a ringraziare perché – bontà sua – fa un parchetto e una ciclabile?». Vista da Officine Zero, «la sensazione è di un potere che sta dilagando» e che farà «di questo quadrante di Roma quel che più gli piace».

Mentre scriviamo questo articolo, che poi un articolo vero e proprio non è, gli “Ozziani” sono riuniti nella stanza del coworking “occupata” quotidianamente da Alessandro e Dominga. Discutono, immaginano, progettano. Disegnano un futuro diverso per questa ex fabbrica nella quale svettano treni abbandonati che non potranno mai uscire interi da Officine Zero. Il binario che li ha portati qui, chissà quanti anni fa, non c’è più. La ferrovia cammina isolata sotto la Tangenziale Est, percorsa ormai da treni velocissimi che rallentano proprio nei pressi della siepe sotto la nostra finestra. E se qui dentro si può vivere in tranquillità – chi lavora il legno o il ferro, chi scatta fotografie, chi scrive bandi o chi costruisce un sito di informazione non fa rumore – lo stesso non si può dire per chi vive un quartiere, Casal Bertone, ormai circondato dalla velocità a tutti i costi. Da un lato, l’autostrada. Dall’altro, i binari della Tav. Sopra, il viadotto della vecchia tangenziale. Sotto, la galleria della nuova tangenziale. In mezzo, palazzi costruiti come ci si aspetterebbe in una zona residenziale e un mega centro commerciale. Sembra la location perfetta per un romanzo di Ballard, un’isola di cemento alla romana.

A evitare che il muro di cemento che imprigionerebbe per sempre il quartiere sia chiuso anche sull’ultimo lato ci sono due posti occupati: Strike e, appunto, Officine Zero. Il terzo, la Casetta, è stato sgomberato lo scorso 11 luglio e “riconsegnato” a Eni, che lo aveva abbandonato da tempo. Ora a essere a rischio è Officine Zero, “casa nostra”, dove abbiamo deciso di mettere la redazione de il Salto. Sulla testa degli “Ozziani” la spada di Damocle dell’ennesima asta fallimentare: se arrivasse un compratore con 2,5 milioni di euro cash al posto di alberi e laboratori artigianali potrebbe nascere un parcheggio. O l’ennesima complesso di palazzine vista ferrovia.

Così, suo malgrado, oggi il quartiere di Casal Bertone è il luogo in cui si sta consumando l’ultima battaglia della guerra tra il capitale e la città. Le parole del premier Gentiloni all’inaugurazione della nuova sede di Bnl – «Un investimento sul futuro della nostra Capitale» – sono quelle di chi non è minimamente interessato alla qualità della vita delle persone che abitano la città. Per chi governa contano solo gli investimenti. E poco importa se per realizzare questi investimenti si stia vendendo un pezzo intero di Roma.

Ora il futuro di Officine Zero è appeso a un’asta, a un potenziale acquirente che, praticamente al buio, potrebbe mettere le mani su un vero patrimonio, un’area di 20mila metri quadri sulla quale nessuno si è affacciato negli ultimi anni con uno straccio di piano di sviluppo, né privato né pubblico. E i nemici, paradosso vuole, in questa storia sono gli ex dipendenti, gli artigiani, i freelance che a Officine Zero – era il giugno del 2013 – hanno messo in piedi un nuovo esperimento di economia collaborativa e circolare. Nessuno, qui dentro, chiede la luna: ci si limita a invocare l’intervento del Comune di Roma per presentare la richiesta di un tavolo tecnico che avvii un percorso di riconoscimento dell’utilità pubblica del progetto che serva a evitare che anche questi ultimi 20mila metri quadri di Casal Bertone diventino terreno di speculazione. Per farlo, basterebbe vincolare la destinazione di quest’area. E anche la “malvagia strega dell’Ovest” se la darebbe a gambe levate.

Sostieni il Salto, partecipa al crowdfunding | Tutte le info

RSS
Follow by Email
Facebook
Google+
https://www.ilsalto.net/officine-zero-roma-casal-bertone-portonaccio/
Twitter