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Redazione

«È incitamento all’odio razziale». L’Ordine dei giornalisti e il sindacato condannano Libero e Il Tempo.

«È incitamento all’odio razziale». In una nota congiunta il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Nicola Marini, il presidente e il segretario generale della Fnsi, Giuseppe Giulietti e Raffaele Lorusso intervengono sulla deriva di certa informazione negli ultimi giorni. Per rimettere un po’ d’ordine nel marasma di opinioni scatenate in particolare dai due quotidiani. «I titoli di prima pagine di Libero e de Il Tempo sulla tragica morte per malaria della bimba trentina rievocano certa “caccia all’untore” di manzoniana memoria e non fanno certo onore alla nostra professione di giornalisti».

“Dopo la miseria portano malattie”, ha titolato in prima Libero quando una bimba di 4 anni è morta di malaria in Italia. E, come se non bastasse ha sottotitolato: “Immigrati affetti da morbi letali diffondono infezioni. Basta che una zanzara punga prima un malato e poi uno sano e quest’ultimo muore. Il governo se ne disinteressa e insiste con l’accoglienza”. E Il Tempo non è stato da meno: “Ecco la malaria degli immigrati”, ha strillato in prima. Il direttore editoriale di “Libero”, Vittorio Feltri, ha provato a respingere le accuse sostenendo che: «Il nostro è un titolo fattuale, chi lo critica o è in malafede o è cretino», ha dichiarato ai microfoni della “Zanzara”, su Radio 24.

«Il ricorso a titoli sensazionalistici e privi di riscontri oggettivi nei confronti di persone straniere, oltre a minare la credibilità dell’informazione, viola il testo unico dei doveri del giornalista», prosegue la note di Odg e Fnsi, «in particolare in materia di diffusione di notizie sanitarie, ingenerando nell’opinione pubblica timori infondati. Le generalizzazioni finalizzate ad incitare sentimenti di odio e di risentimento per motivi razziali contrastano, con la missione primaria del giornalismo che deve saper costruire la fiducia dei lettori rispettando sempre la verità sostanziale dei fatti e la tutela delle personalità altrui. La libertà di espressione ed il rispetto dell’art. 21 della Costituzione non possono essere invocati per far passare messaggi di odio indiscriminato in una supposta interpretazione dei sentimenti dell’opinione pubblica che invece deve poter ricevere un’ informazione corretta e scevra da suggestioni infondate».

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