il Salto – Blog di transizione

Daniele Nalbone

Nonna Roma, dal banco solidale un’azione concreta contro la marginalità

Tutto ha avuto inizio nei locali del circolo Arci “Sparwasser”: un banco del mutuo soccorso con l’obiettivo di provare a fornire risposte materiali alla drammatiche condizioni in cui vivono, sopravvivono, migliaia di persone. Nonna Roma è nata così: dall’impegno di un gruppo di giovani ragazze e ragazzi con l’idea di dare sostegno e aiuto alle persone meno abbienti attraverso l’erogazione di beni di prima necessità.

Secondo step: attivare una rete di servizi intorno alle singole persone, alle singole famiglie, per indicare la strada verso l’uscita da una condizione di disagio e marginalità, economica e sociale. Per questo sono nati diversi progetti collaterali, dalla scuola popolare ai corsi di alfabetizzazione sociale; dallo sportello di assistenza socio-sanitaria alle opportunità di inserimento lavorativo attraverso lo strumento dell’impresa sociale.

Adesso il percorso di Nonna Roma è a una svolta: il progetto ha trovato, sulla sua strada, il sostegno della Cgil di Roma e Lazio e dell’Arci Roma. Si è strutturato, è cresciuto in termini di numeri e potenzialità. E ora è pronto a dar vita a un primo “laboratorio” che vedrà impegnati decine di giovani volontari e volontarie in uno dei quadranti più poveri della Capitale, il V municipio (dove siamo stati a metà settembre per raccontarvi lo “slum” di via Raffaele Costi). Sabato 11 novembre, infatti, Nonna Roma inizierà la distribuzione di pacchi alimentare a 50 famiglie in difficoltà del territorio «per dare risposte effettive – ha spiegato Alberto Campailla, presidente dell’associazione Nonna Roma – attraverso l’azione dal basso e volontaria alle carenze delle istituzioni pubbliche in materia di lotta alla povertà e all’emarginazione sociale».

Alla presentazione del progetto di “Nonna Roma” presso la Sala Rosa della Filt Cgil sono intervenuti Filippo Riniolo, presidente del circolo Arci Sparwasser, Michele Azzola, segretario generale Cgil Roma e Lazio e Simona Sinopoli, presidente di Arci Roma.

Niente “carità”, termine bandito dal progetto di Nonna Roma, ma “mutualismo”. Non sono solo parole. Non è esercizio linguistico. E’ sostanza: «Questo è un progetto che non punta ad avviare percorsi di servizio passivo. E’ un progetto a carattere mutualistico e solidaristico, che vuole rendere protagonisti queste persone di un processo di cambiamento prima personale e poi collettivo» ha spiegato Alberto Campailla.

E’ in questo senso che vanno letti i punti chiave del progetto Nonna Roma: «Non solo distribuzione di beni di prima necessità, ma servizi legali e psicologici, sportelli di ascolto, assistenza fiscale. Perché il nostro obiettivo è far uscire le persone dalla marginalità non solo economica ma soprattutto sociale». Da qui i progetti di auto-imprenditorialità e impresa sociale. Il primo che partirà riguarda una bio-osteria – tramite una cooperativa di lavoratori – che vedrà impegnate proprio le persone alle quali sabato saranno distribuiti i pacchi alimentari.

«Esperienze come Nonna Roma raccontano una verità diversa» spiega Michele Azzola. «Smonta l’assunto del Paese fuori dalla crisi e lanciato verso lidi meravigliosi. Mette le mani nei problemi delle periferie di Roma, nella “difficile convivenza” tra italiani e migranti, mostra come è sulle periferie che si sono scaricate tutte le contraddizioni di una città che non funziona. Qui c’è un problema di povertà crescente e il rischio è che le persone si ritirino su loro stesse». Ed è in quest’ottica che il segretario della Cgil di Roma e Lazio legge, ad esempio, l’esito elettorale di Ostia e il «crescente seguito che stanno ottenendo organizzazioni neofasciste che fanno della lotta tra poveri il proprio terreno politico».

«Il disagio delle periferie ci sta aggredendo. E ora come ora nessuno può sentirsi “in salvo” in questa città». Simona Sinopoli attacca direttamente la sinistra che «si è dimenticata delle periferie», ha «smesso di ascoltare e di capire». Per questo Nonna Roma può essere l’esempio della strada da seguire, perché «non si limita a tendere la mano ma punta a ridare fiducia alle persone. Perché da solo, oggi più che mai, non si salva nessuno».

In fondo «la povertà non cala dall’alto, ma è frutto di politiche». Ma, secondo Filippo Riniolo, presidente di Arci Sparwasser «il destino si cambia tutti insieme e la lotta alla povertà, sia assoluta che relativa, è oggi uno strumento reale per incidere e costruire consapevolezza». Quella davanti a Nonna Roma e a tutte le realtà che in questi anni hanno fatto del mutualismo la propria stella polare «è una sfida tutta politica. Il progetto di Nonna Roma non prevede assistenti e assistiti. Solo così si può ridare consapevolezza a chi si sente abbandonato e ricreare una coscienza di classe. Perché, è questo il punto di partenza che ci ha portato a dar vita a Nonna Roma, le risorse ci sono: è la redistribuzione della ricchezza che è sbagliata. Ora è il momento di ripartire dai bisogni concreti e fare un salto di qualità verso un modello di società alternativo».

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