08/02/2018 Daniele Coltrinari

Tutti pazzi per Lisbona, tutti pazzi per Tasca Mastai

Negli ultimi anni sono arrivati nella capitale portoghese tantissimi italiani. Non ci sono dati certi, molti infatti non sono iscritti all’Aire (Anagrafe italiani residenti all’estero), si parla tuttavia di circa novemila persone presenti nel paese lusitano. Se i pensionati che arrivano in Portogallo per usufruire dei vantaggi fiscali (grazie a un accordo bilaterale con l’Italia, chi risiede almeno sei mesi in terra portoghese ha la pensione detassata per 10 anni) scelgono in prevalenza l’Algarve, regione più a sud del Paese dove godersi il mare e il bel tempo tutto l’anno, a Lisbona arrivano soprattutto nostri connazionali tra i 25 e i 40 anni.

Sono dottorandi e ricercatori che hanno trovato la possibilità di proseguire la loro carriera accademica, sono ragazzi che lavorano nei vari call center e assistenza clienti dislocati nella città, magari arrivati nella capitale portoghese dopo un colloquio telefonico dall’Italia, senza avervi mai messo piede prima della loro esperienza lavorativa. Sono piccoli e medi imprenditori: ristoranti, gelaterie, pizzerie e altre attività aperte dagli italiani a Lisbona, grazie a una burocrazia più snella e ai costi di affitto e di acquisto di un locale commerciale a prezzi mediamente più bassi rispetto alle maggiori città italiane.

«Ho vissuto a Bologna 40 anni, la mia città è meravigliosa, i suoi portici sono belli, ma fanno anche sì che tu non veda mai il cielo: qua c’è un cielo immenso che vedi e vivi in ogni momento, tornato a Bologna mi sembrava di non uscire mai di casa». Massimiliano Fantini, detto Max, fino a qualche anno fa, insieme alla sua compagna Elisa Tonelli, era proprietario di uno dei locali più frequentati di Bologna, il Vanilia in via del Pratello. Dopo essere stati negli anni precedenti più volte nella capitale portoghese, Max ed Elisa hanno aperto a fine 2014 Tasca Mastai, il loro nuovo spazio. «C’eravamo un po’ stancati della nostra città, passavamo le serate a parlare di quanto tutto va male, i portoghesi hanno un approccio più positivo – spiega Elisa –. Eravamo stati altre volte a Lisbona, poi abbiamo deciso di trasferirci definitivamente. Se ci stai un po’ capisci cos’è la saudade, perché quando te ne vai stai male».

 

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In poco tempo Tasca Mastai, il locale dedicato a Roberto Mastai, un loro amico poeta scomparso nel 2013 che girava tra i locali di via del Pratello lasciando versi scritti sulle tovagliette di carta, è diventato un punto di ritrovo per gli italiani che vivono a Lisbona.

Tra i clienti abituali viene scherzosamente definito il secondo consolato italiano in città. Non solo italiani, però, frequentano questo luogo. Oltre ai turisti di passaggio, anche i portoghesi apprezzano il bar libreria specializzata in fumetti, dove si possono acquistare libri di autori italiani e stranieri o semplicemente consultarli in loco.

Altra caratteristica che ha reso famoso questo locale in città, è l’appuntamento del giovedì, Conversas em Lisboa – Conversazioni a Lisbona; coordinato da Rui Martinho e Ciro Pappalardo, due under 40, rispettivamente traduttore di italiano-portoghese e astrofisico. È un incontro di circa 120 minuti, gratuito e dove tutti possono partecipare dando preavviso con qualche giorno in anticipo sulla pagina facebook delle Covensars em Lisboa. Sotto la super visione di Rui e Ciro, si praticano le due lingue, si parla infatti un’ora in italiano e un’ ora in portoghese e allo stesso tempo è un momento di aggregazione e socializzazione dove conoscere culture e persone diverse, tutte pazze per Lisbona e per Tasca Mastai.

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