22/09/2017 Redazione

La lotta per la casa: il Salto in viaggio per l’Europa

La nostra prima inchiesta collettiva è sulla casa. Partiremo da Ovest, Lisbona, per tornare in Italia, a Roma. Poi il Nord, Amsterdam, e il sud, Atene. Di nuovo Ovest, Madrid, e poi fino a Est. Parleremo di casa, di lotte, movimenti, occupazioni e di politiche per l’abitare, spesso inesistenti, sbagliate, strumentali alla rendita e al profitto. Di un welfare che non c’è e di forme di sostegno al reddito sempre più residuali.

Il Salto sarà in viaggio per l’Europa per raccontare il tema della casa e il ruolo dei movimenti con un mix di inchieste e reportage, analisi e approfondimenti. Singole storie saranno accompagnate da letture sistemiche. Le foto ai video. Parole a immagini.

Nelle prossime settimane daremo vita a una “carovana europea virtuale” che affronterà il tema del disagio abitativo portandovi nelle occupazioni, ultima spiaggia per centinaia di migliaia di famiglie in tutta Europa. Perché non si può parlare di emergenza abitativa tappandosi gli occhi, rifiutandosi di guardare alle diverse soluzioni, più o meno organizzate, che nuclei familiari e singoli hanno immaginato e praticato, in assenza di politiche abitative degne di questo nome.

In Europa c’è un’enorme fascia di persone a rischio di esclusione sociale, se non già rimosse ed emarginate: tra loro, in questo scenario, la “figura migrante” è divenuta, suo malgrado, avanguardia nelle lotte in difesa di diritti primari, come quello alla casa, alla residenza, a un reddito adeguato, contro lo sfruttamento sul lavoro.

Lo abbiamo detto fin da subito: per noi fare giornalismo non è spasmodica ricerca della notizia a tutti i costi, ma mettere le mani sull’opinione pubblica e nell’opinione pubblica. E se in città come Roma sappiamo bene che i maggiori quotidiani sono in mano ai grandi costruttori, che vedono nei movimenti il loro principale nemico, in giro per l’Europa cercheremo di trovare punti di contatto tra le “nostre” e le “loro” storie, costruendo un racconto comune.

Ogni occupazione, ogni manifestazione, ogni azione non è solo il tentativo di recuperare un pezzo di welfare, ma una chiara critica a una politica che, in Italia – solo per fare l’esempio più vicino a noi – ha cancellato le case popolari tentando di trasformare la Penisola in un Paese di proprietari. Ma questo sistema è fallito. Eppure non viene raccontato.

Così la comunicazione, almeno in Italia, si limita a riportare dati, a snocciolare ogni sei mesi i numeri dell’emergenza abitativa, ma si guarda bene dall’entrare nel merito di cosa significhi, oggi, vivere tra la difficoltà di mantenere il proprio alloggio o di garantire il pagamento di un mutuo con un lavoro precario e la criminalizzazione di chi, ormai senza altra scelta, decide di occupare un’abitazione.

Il nostro viaggio avrà l’obiettivo di non limitarsi a raccontare le occupazioni “da dentro” e il ruolo dei movimenti nella società: analizzeremo come, nel corso degli ultimi dieci anni – con la crisi da un lato e la questione migrante dall’altro – la lotta per la casa sia stata in un certo senso costretta a cambiare prospettiva. Nei “movimenti” oggi convivono persone che, dopo aver acquistato una casa, si sono trovate all’improvviso senza il reddito necessario per ripagare il mutuo e famiglie provenienti dal Sud del mondo. Famiglie che mai avrebbero pensato di doversi prendere una casa in maniera “illegale”.

LA 1° TAPPA: LISBONA

UNA CAROVANA PER IL DIRITTO ALL’ABITARE

«LE CITTA’ SONO I LORO ABITANTI»: INTERVISTA A MARISA MATIAS

LA 2° TAPPA: ROMA

SOPRAVVIVERE TRA I RIFIUTI, LOTTARE PER UNA CASA. VIA COSTI, LO SLUM DI ROMA

LA 3° TAPPA: KLADNO

QUANDO IL SINDACO TRASFORMA LA CITTÀ IN UN GHETTO

LA 4° TAPPA: AMSTERDAM

VENDESI CASE POPOLARI: COSì AMSTERDAM STA DIVENTANDO UN GRANDE AIRBNB

LA 5° TAPPA: SPAGNA

DESOKUPA. GLI IMPRENDITORI VIOLENTI E LA COSTRUZIONE DEL CAPITALISMO TURISTICO

LA 6° TAPPA: GRAN BRETAGNA

LE POLITICHE ABITATIVE DI THERESA MAY NON GUARDANO IN FACCIA ALLA REALTÀ 

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