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Redazione

Una marcia su Roma nel 2017? La sinistra chiede a Minniti di fermare Forza nuova

«Per dire no allo ius soli e fermare le violenze e gli stupri degli immigrati». Con questo “spunto” i neonazisti di Forza nuova – balzati alla cronaca in questi giorni per i manifesti anti-stupro e i sit-in in stile Pistoia – hanno annunciato la “marcia dei patrioti”. La data? Il 28 ottobre, 95esimo anniversario della Marcia su Roma di Mussolini e del partito nazionale fascista. Era proprio un 28 ottobre il giorno in cui, nel 1922, 25mila camicie nere entrarono armati nella capitale, aprendo le porte del potere a Benito Mussolini e dando l’avvio al ventennio fascista in Italia.

Forza nuova, movimento “nazifascista”, come sentenziato per ben due volte dalla Cassazione, lancia dalla sua pagina Facebook la “marcia dei patrioti” e aggiunge: «Bandiere, striscioni, auto, pullman, benzina… Compatriota, la macchina organizzativa è in moto ed ha bisogno del tuo sostegno concreto». La manifestazione è convocata contro quello che definiscono il «governo illegittimo, per dire definitivamente no allo ius soli e per fermare violenze e stupri da parte degli immigrati che hanno preso d’assalto la nostra Patria»

Da Milano a Catania, passando per Rieti, sui social è già possibile contare le adesioni. Mentre il movimento mantiene il riserbo su modalità e dettagli. I forzanovisti hanno chiesto un’autorizzazione? E l’hanno ottenuta? «La marcia su Roma organizzata dai nazifascisti di Forza Nuova per il prossimo 28 ottobre non può svolgersi, a meno che non si accetti, nel disinteresse complice e nella inammissibile equidistanza delle istituzioni preposte alla tutela della sicurezza e dell’ordine pubblico, di violare la Costituzione, la legge Scelba e la legge Mancino», scrivono in una nota Pippo Civati e Andrea Maestri, segretario e parlamentare di Possibile.

Perciò, continuano: «Chiediamo al ministro dell’Interno, anche attraverso Prefettura e Questura di Roma, di vietare la marcia e di avviare la procedura di scioglimento di Forza Nuova o, in altre parole, di assicurare il rispetto della Costituzione e delle leggi della Repubblica. Le istituzioni non devono rispondere con timidezza all’onda neofascista. Confidiamo che il pugno duro, usato impropriamente contro i richiedenti asilo per interposta milizia libica, sia usato dal ministro anche per contrastare il fascismo montante in Italia». All’appello si associano l’Anpi e le forze di sinistra del paese. Il Viminale fermerà questa marcia su Roma?

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