il Salto – Blog di transizione

Raffaele Lupoli

#FacciamoIlSalto, per un’informazione al 100×100 indipendente e cooperativa

Il 100×100 delle nostre forze

Sei mesi di lavoro intensi, con una squadra di professioniste e professionisti del giornalismo e della comunicazione che mettendoci il 100×100 del proprio tempo e delle proprie energie ha prodotto contenuti informativi “multipiattaforma”, campagne di comunicazione, progetti per premi e bandi, format tv, un progetto di impresa cooperativa, uno per il portale di informazione che in primavera sostituirà il blog provvisorio su www.ilsalto.net, e un altro per la nascita di una rivista cartacea che vedrà la luce a fine 2018.

Sei mesi passati più in giro per l’Italia e nel resto d’Europa che in redazione. Sei mesi di eventi e di incontri, di attività svolte in collaborazione con singoli, associazioni, imprese e altre testate giornalistiche, per presentare il progetto e discutere dei contenuti, per fare informazioni ribaltando lo schema classico dell’uno verso molti.
Riteniamo di aver messo sul tavolo tutte le carte per dimostrare che la “mezza utopia” di un giornale cooperativo e indipendente, come l’ha definita qualche nostro compagno di viaggio, è invece una mezza realtà e manca poco perché diventi al 100×100 un network importante nel panorama informativo euromeriterraneo.

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Il 100×100 dell’indipendenza

Concretizzare l’idea di un giornale realmente nuovo, un network che metta in connessione idee e persone e inneschi una dinamica di conversazione e partecipazione, non è soltanto il sogno di un manipolo di giornaliste e giornalisti. È un’esigenza reale di larga parte dell’opinione pubblica (e le opinioni e gli incoraggiamenti di questi sei mesi di lavoro ce lo hanno confermato), che però non riesce a individuare le vie per soddisfarla.

C’è una fascia sempre più ampia di società, in Italia e non solo, della quale i media mainstream si ricordano solo quando possono ricavarne notizie sensazionalistiche, rendendo la “narrazione” funzionale alle logiche del potere, che di volta in volta può mostrarsi pietoso o spietato e ricavarne consenso. Questo accade perché i meccanismi con cui si sostiene il giornalismo fanno sì che il racconto assuma quasi sempre il punto di vista di chi lo finanzia, o comunque dell’élite di cui è espressione.

Nel mondo e in Italia, però, alcune esperienze – tra cui quella del Salto – mostrano che c’è la possibilità di invertire la rotta e consentire alle realtà finora ignorate (o semmai “narrate”) di esprimersi in prima persona e di sentirsi rappresentate al 100×100, perché per Il Salto la mediazione giornalistica è una “ri-mediazione” fatta assumendo diversi punti di vista ma collocandosi dentro i fatti e non soltanto “sopra” di essi.

Il 100×100 della trasparenza

C’è un giornalismo “lento” fatto di analisi e inchiesta, di approfondimento e “costruzione” di possibili alternative, di valorizzazione delle esperienze virtuose, che trova spazio soltanto se si diffonde la consapevolezza che l’informazione ha un costo, sempre e in ogni caso, anche quando ne fruiamo partendo dai social. Purtroppo è quasi sempre un costo nascosto per chi ne fruisce (pagato ad esempio con l’intromissione nei nostri dati sensibili e nei nostri gusti e stili di vita personali) e un costo ridotto all’osso (con le logiche ricadute sociali e qualitative) per ricavarne margini o reggere sul mercato per chi la produce.
Il Salto propone allora alle lettrici e ai lettori di assumere un ruolo di protagoniste e protagonisti in questo processo, diventando al tempo stesso produttori e consumatori, fruitori e finanziatori di un’informazione controllabile e controllata al 100×100 da chi la sostiene, in modo da far emergere tutti i costi della filiera e poterli orientare collettivamente.

 

Il 100×100 di proprietà collettiva

Il nostro obiettivo ultimo è quello di un giornale al 100×100 di proprietà collettiva. Sappiamo che non è facile, ma abbiamo le idee chiare e le abbiamo raccontate più volte. E poi contiamo sulla consapevolezza delle tante e dei tanti che vivono sulla loro pelle i guasti dell’attuale modello di produzione e fruizione dell’informazione.

Per questo vi chiediamo di partecipare alla nascita della cooperativa, al processo di costruzione della piattaforma web e poi del giornale cartaceo. Vi chiediamo una partecipazione di idee e contenuti e una partecipazione economica non solo come singoli, ma anche attivandoi i gruppi sociali e le reti di cui fate parte.
La campagna di crowdfunding del Salto prevede diversi livelli di partecipazione. Il nostro auspicio è che in tante e tanti scegliate di avviare la di raccolta di piccole quote e contribuire insieme ad altri: 100 gruppi di 100 persone che versino 1, 10, 100 euro. Perché soltanto se parteciperemo al 100×100 l’utopia concreta del Salto diventerà realtà.

Campagna di crowdfunding

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