il Salto – Blog di transizione

Marina Zenobio

Il clima impazzito è affare di tutti. La campagna internazionale di A Sud

Mentre a Bonn,  nel silenzio della maggior parte dei media mainstream è in corso la Cop23 delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, l’associazione A Sud Italia ha voluto dare voce a chi voce non  ha, attraverso il lancio della campagna internazionale #ClimateChangingMe. Si tratta di una iniziativa frutto del lavoro congiunto di attiviste e attivisti di diverse organizzazioni ambientaliste, un network internazionale che vede in campo, oltre A Sud in Italia, Accion Ecologia in Ecuador (nata nel 1989, tra le più importanti organizzazioni di giustizia climatica e ambientale dell’America Latina), E.R.A. in Nigeria (fondata nel 1993, è tra le maggiori organizzazioni di giustizia ambientale del paese africano, con oltre 200 volontari in tutto il paese), ZeZamiata in Bulgaria (fondata nel 1995, una delle maggiori organizzazioni ambientaliste del paese), Yasunidos in Ecuador (movimento nato a difesa del parco dello Yasuni, riserva mondiale della biosfera, dalle estrazioni petrolifere), membri del network anche Oilwatch, Ejolt e Friends of the Earth International.

Una rete giovane
Tutte queste realtà si erano già incontrate lo scorso giugno, a Roma, per il Clim’Act Camp, un campo estivo di sei giorni animato dall’intento di rafforzare, nei e nelle giovani partecipanti, la capacità di ideare e portare avanti campagne sui cambiamenti climatici.
Obiettivo della call #ClimateChangingMe è dunque quello di mettere in rete giovani di tutto il mondo, per raccogliere testimonianze sugli impatti del cambiamento climatico nelle vite di ciascuna e ciascuno di noi, e per spingere i decisori politici dei singoli stati a essere maggiormente incisivi riguardo le politiche energetiche, ambientali e industriali. Attraverso il tutorial informativo chiunque potrà lasciare una testimonianza della propria esperienza territoriale sul tema del cambiamento climatico.

Il video tutorial

 

L’instant book
Oltre alla campagna internazionale, nel corso di una conferenza che si è tenuta giovedì nella sala stampa della Camera dei Deputati, A Sud ha presentato anche il suo instant book “Trova le differenze. L’Italia tra il dire il fare nella lotta ai cambiamenti climatici” contenente materiale divulgativo che, a due anni dalla firma degli Accordi di Parigi e a uno dalla sua entrata in vigore, analizza la coerenza degli impegni assunti dall’Italia a livello internazionale relativamente al contrasto dei cambiamenti,  e le politiche varate a livello nazionale. “Un quadro a tinte fosche – si legge sul documento – che ci consegna una verità non più trascurabile: di fronte alla più allarmante tra le emergenze globali, nessuno sta facendo la sua parte”.

Tra proclami e realtà
Marica Di Pierri, portavoce dell’Associazione A Sud,
riporta che l’assenza dei temi ambientali sui media, a parte qualche media indipendente, ma anche nelle agende politiche è cosa di enorme gravità, così come lo è il silenzio sulla Cop23 in  corso a Bonn, aggiungendo però che per l’associazione è  comunque “un’occasione per fare analisi rispetto a questa schizofrenia, o meglio dire ipocrisia, che contraddistingue la grande distanza fra i proclami in sede internazionale e poi una restituzione di questi proclami sotto forma di politiche coerenti a livello nazionale. Questo riguarda le politiche energetiche, le politiche infrastrutturali, le politiche per la gestione dei rifiuti, riguarda una visione complessiva di paese che non è minimamente cambiata negli ultimi anni anzi, continua a proporre delle politiche obsolete”.

Strategia senza visione
Di Pierri ricorda che l’anno scorso A Sud aveva presentato il dossier “L’Italia vista da Parigi” in cui, un anno dopo l’entrata in vigore dell’Accordo, si faceva il punto sulle politiche attivate a livello nazionale, e quest’anno l’associazione ha deciso di fare la stessa cosa, riassumendo le evidenze dell’anno scorso e aggiungendo quelle che sono state le ultime politiche varate dal governo italiano. “In particolare – precisa Di Pierri -, è stata analizzata la Sen, la Strategia energetica nazionale, un documento strategico di grossa importanza, rilevandone i diversi tipi di metodo ma anche di merito”. Con l’instant book A Sud prova appunto, attraverso la disamina di alcune tematiche, a denunciare l’assoluta mancanza di coerenza del nostro paese sui temi ambientali.

Vite in gioco
“Quello che sentiamo – riporta Di Pierri – è l’urgenza di dover fare un lavoro culturale che detecnicizzi il tema dei cambiamenti climatici. Troppe persone sono ancora convinte che sia un tema per gli scienziati, per i decisori politici. Invece, soprattutto dopo un’estate come quella che abbiamo vissuto, è sempre più chiaro che si tratta di un tema che riguarda la vita delle persone. Per questo la nostra associazione è impegnata su diversi fronti, non solo quello della divulgazione ma anche quello della sensibilizzazione e del coinvolgimento di più persone possibili. Quello che ci auguriamo è che da qui in avanti sia sempre più ampia l’alleanza  tra la società civile con la società accademica, scientifica e istituzioni politiche per portare avanti le proposte di cui davvero abbiamo bisogno per un ripensamento complessivo del nostro modello economico”.

Lo spot della campagna

L’appunamento

Mercoledì 15 novembre dalle 20 la campagna sul clima di A Sud sarà presentata a Roma, presso il circolo Arci Sparwasser in via del Pigneto, in collaborazione con Il Salto. Al centro del dibattito, trasmesso in diretta Facebook, ci saranno i negoziati in corso a Bonn – con collegamenti dalla Cop23 – e le questioni più attuali legate alla lotta ai cambiamenti climatici, dal dietro front dell’Amministrazione Trump rispetto agli Accordi di Parigi alle politiche italiane in materia, passando dalle tante vertenze territoriali legate all’energia e a un modello di sviluppo ancora legato alle fonti fossili. Qui l’evento Facebook della serata: https://www.facebook.com/events/351499368595306/.

 

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