il Salto – Blog di transizione

Ilaria Bonaccorsi

E se in questa tragicomica campagna elettorale arrivasse la Sinistra del “People first”?

Il tormentone fino a ieri era che Boldrini e Grasso non sono più “super partes”. Non sono terzi ma fautori di una parte. Ma il giochino della politica politicante e dei nostri grandi giornali non si ferma mai… e oggi è già un altro. Si tratta. Renzi tratta. Anzi manda avanti Fassino a trattare. Immagino già la simpatica campagna elettorale che ci aspetta, più o meno così: armata Pd&co contro l’avanzata dei populismi cattivi (perché loro sono i buoni senza populismi). Poi avremo Berlusconi&co, lui ri-padre della patria (la sua) redivivo, i suoi sodali, fascisti che si credono “buoni”, argine al populismo cattivo del M5s (quello che tutti hanno paura che vinca – dalla destra più destra alla sinistra radicale). Poi, a popolare il palcoscenico, Pisapia, Bonino, Letta, Prodi in ordine sparso in una Lista europeista (ho capito bene?) pronti ad appoggiare con intenti salvifici il loro ex Pd (eterno Zelig del segretario di turno); un centro vero capitanato da Casini (ma che davvero Casini?) e per finire, la galassia della sinistra “a sinistra” composta da: quelli del Brancaccio che annullano il Brancaccio e che lanciano strali già diversi tra loro (Falcone se la prende con Rifondazione comunista, Montanari con i Tre – Possibile, Si e Mdp – del 2 dicembre); Rifondazione comunista, di cui una parte al Brancaccio voleva partecipare, almeno il suo ex segretario Ferrero, ma l’altra no. Sempre lì dura e pura, a sbattere quel pugno chiuso in faccia a tutti. E i colpevoli, quelli accusati in questi giorni prima di voler fare l’ammucchiata, il listone senza cuore e oggi di trattare sottobanco con Renzi. Il triumvirato del 2 dicembre, Civati – Fratoianni – Speranza. Intorno sopra sotto dentro… al complicato processo, da una parte un paio di “vecchi” protagonisti ancora troppo ingombranti (D’Alema e Bersani) e dall’altra, i due presidenti di Senato e Camera, Grasso e Boldrini che pare scendano e scelgano apertamente la loro parte.

In questo bailamme dalle sembianze vecchie e confusive il rischio di una coazione a ripetere a sinistra una lista Arcobaleno (senza Rifondazione comunista) c’è, e certo tutti i giornali ci frantumeranno il cervello con questa ipotesi che fino a ieri faceva un po’ gioco a tutti quelli del TINA, a chi difende Renzi e la sua armata PdnonPd, e a chi difende i Cinquestelle da qualunque altra cosa…
L’unico avvertimento che mi sentirei di dare a tutti, è attenzione. Fate attenzione perché per incanto o stramba congiuntura, voi artefici probabili dello stesso spettacolo potreste invece assistere al ritorno della passione (nel suo significato più bello, di inclinazione vivissima, forte interesse, partecipazione profonda). Al suo ingresso trionfale, quello che tutto smaschera.
Pensavo ancora ieri a quel “seguo la politica senza passione” di un mio amico eterno che mi colpì fino quasi ad offendermi, benché sapessi quanta passione mi aveva tolto la politica. Poca forza, il miraggio impossibile della coerenza, nessuna profondità. Linguaggio vecchio, mezze idee, idee vecchie, ancora pugni chiusi di fronte a mausolei di morti antichi e pure falliti. E nessuna mano aperta a cercarne delle altre. Quelle che sognavo. Se non di qualche disgraziato tenacemente inascoltato.

Pensate, io ieri mi sono persa un po’ a farlo, se in mezzo alla tragicommedia quotidiana di questi mesi di campagna elettorale alle porte, ci sorprendesse lei. La passione. Proprio lei. Quella che arriva e travolge, mentre il teatrino dei giusti e dei venduti impera in ogni dove. Una passione semplice. Chiara. Senza orpelli né parole al vento.
Ho sentito ancora una volta quelle di libertà e uguaglianza. Fate attenzione vi prego, non buttatele più. Unitele, riempitele, con grande passione e meno calcoli possibili. Perché pensate che sorpresa se arrivasse la Sinistra che non ci elenca più cosa e quanto ha letto, ma perché lo ha fatto e cosa ha capito.
E pensate anche che sorpresa unica se non si vendesse per nulla al mondo – per nessuna indennità – e ci rendesse facili le cose difficili… “Questo dovrebbe fare la Sinistra del futuro” mi diceva a cena un amico l’altra sera. Non dirci cosa ha letto né quanto, ma perché lo ha fatto e cosa ha capito. E in effetti il passaggio “appassionante” mi sembrerebbe questo. Cosa abbiamo capito e come facciamo a rendere facili (nel senso di chiare, come lo sono le cose vere) le cose difficili (quelle che ci dicono impossibili). Per esempio, immaginate se per davvero arrivasse quella sinistra in grado di realizzare – senza essere “contro” nessuno – quel banalissimo People first. Le persone prima. Che a me fa pensare sempre a quel “Cosa rende felici le persone?”. Tutte le persone.

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